Coronavirus. Le autorità sanitarie ribadiscono che non vi sono casi né accertati, né sospetti, nella provincia di Arezzo

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Non ci sono casi sospetti ad esclusione di tre studenti cinesi che da giorni si trovano in isolamento volontario in casa propria, pur senza manifestare alcun sintomo di malattia.

«Si tratta di ragazzi che erano andati in Cina dalle famiglie per il capodanno e che sono poi tornati in Italia. Due di loro abitano ad Arezzo, un terzo in un paese della provincia. Sono stati i presidi a gestire la situazione segnalandola all’Asl che ha poi agito di conseguenza. In un caso è stata la madre ad avvertire che il figlio non sarebbe rientrato a scuola, ma la quarantena è ormai agli sgoccioli e nessuno si è ammalato, oltretutto questi studenti si trovavano in parti della Cina molto distanti da Wuhan».

Ovviamente chiunque sia stato in Cina o in altro luogo ad alto contagio da Coronavirus negli ultimi quattordici giorni, oppure sia entrato in contatto con persona che è stata in tali luoghi, ha l’obbligo di avvisare il sistema sanitario chiamando il numero

800.579 579

Le autorità sanitarie fanno sapere inoltre, che non ci si deve recare al pronto soccorso o dal medico di base in caso di sospetto contagio: la persona verrà fatta rimanere presso il proprio domicilio per il tempo di quarantena di 14 giorni e monitorata immediatamente e quotidianamente da personale sanitario specializzato.

Anche alla dichiarazione di minimi sintomi, verrà effettuato un tampone da personale sanitario presso domicilio del paziente e, nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato presso i reparti ospedalieri di malattie infettive.

Chiunque pensi di essere stato a stretto contatto con persona risultata positiva, deve invece chiamare il 118 e sarà ricoverato in quarantena presso il reparto di malattie infettive.