Daniele Farsetti è il primo candidato sindaco “ufficiale”

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Daniele Farsetti, imprenditore, quarantanove anni, un’esperienza in Consiglio comunale come portavoce del Movimento 5 stelle

Farsetti questa mattina ha ufficializzato la propria candidatura con la lista civica ‘Patto civico per Arezzo’.

Vuole essere una alternativa al centrodestro ma anche al centrosinistra ‘bloccato da veti e strategie’.

Farsetti è anche presidente regionale di Italia in Comune (Pizzarotti), ha spiegato che il suo programma vuole riportare la centralità sui temi dei servizi ai cittadini: la gestione dell’acqua e quella dei rifiuti e la partecipazione attiva alla politica locale.

Le linee del programma

Patto per la PARTECIPAZIONE
La premessa fondamentale è che Patto Civico vuole amministrare insieme ai cittadini, molto più di quanto da sempre avvenuto nella nostra città. Questo perché siamo semplicemente convinti che determinazioni condivise siano molto più efficaci di quelle imposte dall’alto.
Vogliamo sviluppare il nostro programma per il governo del Comune di Arezzo con la partecipazione diretta degli aretini. Dobbiamo riconoscere il cittadino come una risorsa per il funzionamento della comunità locale e coinvolgerlo nei processi decisionali dell’Ente. In tal senso, la sfida più importante che ci proponiamo di affrontare è proprio quella di promuovere il cambiamento nel rapporto tra amministrazione locale e cittadinanza, valorizzando le forme e gli istituti di partecipazione previsti dallo statuto comunale, e soprattutto stimolando le risorse civiche presenti.
  • Modifica dello Statuto Comunale introducendo maggiori principi di democrazia partecipata;
  • Nei procedimenti amministrativi concernenti la formazione di regolamenti o di atti amministrativi di carattere generale, l’adozione del provvedimento finale può essere preceduta da Istruttoria Pubblica. Questo processo potrà essere richiesto dalla Giunta, da un terzo dei consiglieri o da almeno due terzi dei capigruppo del Consiglio, da almeno cinquecento persone;
  • inserire nello Statuto Comunale il principio del bilancio partecipativo;
  • referendum comunali.
Patto per la CULTURA
Patto Civico intende porre la cultura al centro del proprio progetto politico, come realtà complessa da valorizzare, fatta dal lascito delle generazioni passate (monumenti, chiese, palazzi storici) e dall’insieme dei saperi, che si trasmette attraverso scuole, università, musei, biblioteche, archivi, cinema, teatri, locali, circoli, associazioni, ecc., più in generale tutte le testimonianze, le esperienze e le conoscenze che caratterizzano la comunità.
La precedente amministrazione ha, viceversa, inteso le politiche culturali come fenomeno elitario, divisivo addirittura contrappositivo tra l’alto (loro) ed il basso (la gente, le forze vitali cittadine). Nella nostra città esiste un vivacissimo tessuto culturale fatto di circoli, associazioni, collettivi che, nel migliore dei casi, sono ignorati se non apertamente osteggiati dal Comune di Arezzo.
Arezzo deve tornare ad avere un progetto, una visione d’insieme e la volontà di costruire un tessuto culturale in costante connessione . Tra le altre cose si deve garantire la fruibilità sistematica di patrimonio sottoutilizzato o in abbandono: recuperare spazi pubblici inutilizzati, non alienarli ma saperli utilizzare. Chiudere la forbice tra numero crescente di spazi abbandonati o sottoutilizzati e domanda inevasa di luoghi di aggregazione e socialità: promozione di attività culturali diffuse (spettacolo, musica, ecc.) attraverso il finanziamento di soggetti associativi e individuali, accoglienza e sostegno alle iniziative spontanee di tipo culturale.
Patto per lo SVILUPPO SOSTENIBILE
L’economia circolare offre un’alternativa, un modello economico e produttivo sostenibile. Mira a mantenere prodotti, componenti e materiali alla massima utilità e valore. Ha lo scopo di separare la crescita economica dal consumo di risorse limitate, chiudendo il ciclo dei cicli di vita dei prodotti. Il sistema in cui i materiali vengono trasformati in beni e servizi utili all’infinito è alimentato da sistemi di energia rinnovabile, un “ombrello” sotto cui possono rientrare saperi e pratiche molto diversi come la bioeconomia, la sharing economy, il remanufacturing o i sistemi di gestione avanzata dei rifiuti.
Sostenere tutte quelle forme economiche ed imprenditoriali che basino il loro modello di business sulla “green economy”.
Patto per la SANITA’ PUBBLICA E DI QUALITA’
La Repubblica tutela la Salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (art. 32 della Costituzione). Il Diritto alla Salute tutelato costituzionalmente contempla sia la prevenzione che la cura. È indispensabile considerare la Salute non più come un costo, ma come un investimento favorendo l’empowerment e la responsabilizzazione dei cittadini, puntando su di una riorganizzazione del modello di erogazione delle prestazioni sanitarie e supportando politiche di prevenzione diffusa.
Un italiano su tre è costretto a rivolgersi alla sanità privata per avere una prestazione che il Servizio sanitario nazionale non riesce a svolgere nei modi e nei tempi richiesti. E’ quanto emerge dal dal IX Rapporto Rbm-Censis sulla Sanità pubblica , privata e intermediata. Sono 19,6 milioni i forzati della sanità 1 a pagamento, costretti a pagare di tasca propria per ottenere prestazioni essenziali prescritte dal medico, almeno una prestazione sanitaria all’anno e di questi circa il 50% appartiene alle categorie sociali più fragili, come gli anziani e malati cronici. Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta la miglior barriera eretta a contrastare le disuguaglianze nella tutela della salute ed è questa la finalità che ha sempre caratterizzato la deontologia delle professioni sanitarie.
Spingere decisamente verso lo sviluppo delle “Case della Salute”, da ubicarsi nelle periferie e nelle frazioni del territorio cittadino, di esclusiva gestione pubblica. Devono costituire un presidio visibile sul territorio, un luogo fisico in cui si concentrano una serie di servizi, facilmente accessibili, organizzate in modo da garantire la massima “disponibilità” e trasparenza dei propri servizi e attività, prevedendo ampi orari di accesso, per una migliore accessibilità da parte dei cittadini;
Aumento della spesa comunale per i servizi sociali.
Patto per LA GESTIONE PUBBLICA DEI SERVIZI ESSENZIALI AI CITTADINI
Con i rifiuti, con l’acqua e più in generale nei servizi essenziali per i cittadini nessuno deve fare profitto, nemmeno gli Enti pubblici, compreso lo Stato.
Ne consegue che la gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti come per il servizio idrico questi devono essere sotto il controllo pubblico e il gestore deve essere un’azienda di diritto pubblico. Pare fin troppo evidente affermare, ed il nostro territorio ne è purtroppo testimone, che consegnare la gestione in regime di monopolio ad un privato di un servizio non porta MAI a dei risparmi, ne significativi miglioramenti al servizio.
Questo perché è fin troppo facilmente intuibile come la gestione privatistica, legittimamente, persegua il profitto. Viceversa la gestione pubblica, non dovendo remunerare investitori o soci, ha l’unico obiettivo di redistribuire i costi.
  • Impedire il raddoppio dell’inceneritore a S.Zeno:
  • Rivedere il sistema di raccolta dei rifiuti scelto dall’attuale Amministrazione comunale, al fine di
  • Raggiungere in non più di tre anni almeno il 70% di RD; a tal fine si ritiene che il PaP sia il modello di raccolta da sviluppare;
  • Trasformare AISA Impianti in un’azienda di diritto pubblico e affidargli il compito della gestione dell’intero flusso dei rifiuti raccolti in ambito provinciale, compreso i materiali della raccolta differenziata che attualmente vengono gestiti in impianti fuori provincia con evidenti maggiori costi economici ed ambientali, come proposto dalla stessa azienda;
  • Istituire un tavolo tecnico al quale invitare rappresentanti del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, rappresentanti dei lavoratori di Nuove Acque SpA, rappresentanti aziendali Nuove Acque SpA, esperti in materia di ripubblicizzazione e esperti della gestione economico-finanziaria;
Patto per il COMMERCIO DI VICINATO
Carlo Petrini: “Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia come la conosciamo”. Ecco questa frase si può adattare perfettamente anche alla nostra città.
Per Italia in Comune – Arezzo un piccolo esercizio commerciale, un negozio, una bottega artigiana non sono semplicemente un’attività economica ma svolgono una missione sociale di primaria importanza. Le botteghe ci rendono il piacere di vivere con altri e per altri, offrendo, oltre ai servizi di vendita, necessari alla comunità, anche spazi per incontrarsi, dialogare, stare bene insieme. La desertificazione commerciale non è un problema dei soli commercianti, ma di tutti, in quanto contribuisce al degrado delle città che, spesso, sfocia in un aumento di insicurezza e di criminalità.
Una luce accesa di una bottega è anche un presidio di legalità, svolge una funzione nel territorio e la sua semplice presenza è un deterrente, molto più efficace che mille telecamere, al degrado ed al malaffare.
Favorire l’apertura di nuovi esercizi di vicinato, sia artigianali che commerciali con strumenti che potranno essere dai contributi economici alle agevolazioni fiscali, dall’assegnazione in comodato di propri immobili al supporto nell’accesso al credito;
Il Comune di Arezzo istituirà un bando per sostenere economicamente le attività commerciali gia operative che decidono di svolgere fino in fondo il proprio ruolo di “punto di riferimento” delle comunità di quartiere attivando una serie di piccoli servizi di prossimità dedicati ai cittadini dei loro quartieri, a partire dai più fragili
Patto di DIFESA DELL’AMBIENTE
La difesa dell’ambiente non è una questione marginale nel programma elettorale, da usare strumentalmente, senza la reale volontà di perseguire un cambiamento di rotta: parla delle vite delle persone, delle periferie, di chi ha meno a disposizione e ha maggiori fragilità e minori strumenti per difendersi. Fenomeni meteorologici estremi sempre più frequentemente colpiscono anche la nostra città, ci mettono di fronte alla necessità, non più procrastinabile, di accettare queste nuove sfide. La prima, e forse la più importante, difesa ambientale la si persegue con una corretta pianificazione urbanistica. Proteggere l’ambiente e chi lo abita dai fenomeni atmosferici significa: preservare il territorio dell’eccessiva espansione della città, affrontare seriamente e sistematicamente il rischio idrogeologico. In poche parole, ricominciare a prenderci cura del nostro territorio, non utilizzarlo solo a fini economico-speculativi.
Patto Civico intende promuovere strumenti urbanistici ed un modello antagonista al convenzionale modello dettato dalla politica modernista basato sull’uso dell’automobile e identificato come espansione nella città diffusa in grattacielo – autostrada – villetta – ipermercato. La nostra visione di sviluppo urbanistico sostiene che la città tradizionale, con il suo mix di funzioni, la densità, l’integrazione di diversi sistemi di trasporto, costituisce un modo molto più efficiente di sviluppare una comunità vivace e ricca di interazioni culturali. I nostri obiettivi sono volti alla riduzione della congestione stradale, della cementificazione e alla conversione delle aree urbane.
Patto Civico prevede, in questa prospettiva, strategie mirate anche alla conservazione storica, la sicurezza stradale, alla bioedilizia e allo sviluppo di aree dismesse.
Patto D’INDIPENDENZA
Secondo Patto Civico, in Italia, ad Arezzo, abbiamo bisogno di maggiori controlli e di assoluta trasparenza nella gestione delle donazioni. Chi prende i soldi per la propria campagna elettorale non può accettarli da chiunque.
Chi accetta sostegni economici importanti può sentirsi realmente libero ed indipendente da chi li ha concessi?