UBI Banca e Banca Intesa, una grossa sorpresa – stiamo in guardia!

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Dopo che nella mattinata di lunedì 17 era stato presentato il nuovo Piano Industriale del Gruppo UBI Banca, nella tarda serata dello stesso giorno, Banca Intesa ha sorpreso tutto il sistema economico comunicando di volersi comprare UBI Banca, lanciando un’OPA – Offerta Pubblica di Acquisto, con un premio sulle azioni del 28% e legando altre operazioni industriali alla suddetta acquisizione.

La grande operazione bancaria – Intesa ha 3.800 sportelli e 12 milioni di clienti, UBI ha circa 1.650 filiali e 3 milioni di clienti – dovrebbe iniziare a concretizzarsi il 27 aprile, con l’assemblea straordinaria dei soci di Banca Intesa.

Intesa vuole acquisire UBI, vendendo contestualmente 500 filiali del Nord Italia a BPER – Banca Popolare dell’Emilia Romagna e cedendo a UnipolSai tutte le partecipazioni assicurative di UBI, tra le quali anche BAP, che era di BancaEtruria.

Il recentissimo Piano industriale di UBI 2020/2022 avrebbe previsto la chiusura di 175 filiali e 2.000 esuberi di personale, ma il tutto ora andrà rivisto alla luce dell’offerta di Intesa.

Nel complesso, le due banche hanno più di centomila lavoratori, mentre nella nostra provincia sono circa 650 sono i lavoratori in UBI (ex BancaEtruria) – dei quali 350 in via Calamandrei, nella ex direzione di Etruria – e circa 320 sono invece quelli di Intesa; quindi, si sta parlando di un migliaio di lavoratori interessati dall’operazione solo in provincia di Arezzo. Sempre in provincia, UBI ha 36 sportelli e Intesa 34, per non parlare dell’intera Toscana, dove fanno parte di Intesa le filiali che erano della Cassa di Risparmio di Firenze. Settanta filiali, che rappresentano il 40% del totale degli sportelli bancari della nostra provincia, uffici, la società UBISS-UBI Sistemi e Servizi e quasi mille dipendenti che ora sono giustamente in apprensione per il loro futuro. Numeri molto importanti per il nostro territorio.

Anche se, da quanto dichiara l’amministratore delegato di Banca Intesa Carlo Messina, l’operazione industriale non è ostile, ma nemmeno concordata, sempre Messina ha lanciato messaggi concilianti verso i sindacati. Poi, da quanto si apprende, mercoledì 19 si riunirà il CdA di UBI, banca che ha rinviato il previsto incontro nazionale – sempre di mercoledì – con i dirigenti e i quadri direttivi sul Piano Industriale.

Comunque, in attesa di vedere i dettagli e gli sviluppi di questa grande operazione bancaria, la FABI di Arezzo, oltre che la FABI nazionale – il primo sindacato nel settore bancario -, è in stato di massima allerta e in prima linea per difendere l’occupazione e la professionalità di tutti i lavoratori, con concretezza e determinazione.

Fabio Faltoni