Rompere i perimetri e i recinti. Intervista ad Alberto Ciolfi

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Seconda intervista ad Alberto Ciolfi, ex sindaco di Capolona ed e presidente di Estra, per fare il punto sulle elezioni comunali ad Arezzo

Quanto gli eventi giudiziari che hanno colorato il 2019, Coingas, Multiservizi e le nomine relative, potranno influire sul risultato del voto?

Lo scandalo non fa più presa. Non c’è scandalo che si trasformi in rigetto. Lo scandalo fa notizia e magari fa venire pure qualche conato agli elettori, ma alla sagra di chi la spara più grossa tutto si porta e tutto si sopporta. L’importante è parlarne il meno possibile ed organizzare subito una sfacciata campagna su altro tema: Arezzo, capitale della cultura… Lo scandalo è solo parte della chiacchera locale, può essere di un’evidenza palmare, ma la civiltà del IPhone, del tablet e della trasparenza digitale lo offusca, lo ridimensiona a pettegolezzo, lo cancella in un batter di click. Quindi, lasciamo perdere: che ci pensi (come è doveroso e giusto) la Magistratura.

Quale ex sindaco del centro sinistra, pur moderato e pragmatico, quali consigli darebbe ai suoi?

Secondo me è determinante sottolineare il fallimento della politica sulle partecipate che ha visto, per esempio, ben 4 consigli di amministrazioni in 4 anni e mezzo in Coingas e l’abbandono dell’idea di quotarsi in Borsa di Estra. Per soffermarci solo sull’azienda energetica…

Attraverso quale programma e quale candidato?

Ci si affanna a cercare la candidatura “giusta” per battere Ghinelli. Sento dire che questo non è il momento per correre rischi: sono d’accordo. Ma il rischio più grande che potremmo correre è affrontare la sfida con Ghinelli con il vecchio schema del passato: che vuol dire perimetro allargato? Che vuol dire “un’idea di Città”? roba d’altri tempi…C’è qualcuno in grado di spiegare cosa cavolo significa “Area Vasta Sud”? Cambiare è essenziale: per vincere le elezioni, per la scelta del sindaco di Arezzo e poi per governare.

Rivolto a chi?

E’ necessario “scioccare” Arezzo. E si può fare rompendo i perimetri e i recinti: parlare a tutti gli elettori, agli astenuti, alla sinistra tradizionale, agli indipendenti moderati, ma anche a coloro che sono stanchi di come funziona Palazzo Cavallo e gli eccessi dell’amministrazione Ghinelli. Va sperimentato un approccio basato sull’appartenenza che lascia aperta la porta a tutti, ma anche sul coraggio e l’azione.

Come dovrebbero essere le liste di coloro che si presentano per sostenere il sindaco?

Liste “nuove” anche un po’ irriverenti, se possibile. Con un candidato a sindaco che è e vuol essere “coraggioso e anche un po’ sfrontato” senza essere strafottente; con una lista di candidati a consigliere comunale che riesce ad unire il vecchio e il nuovo della politica. Una lista coraggiosa e determinata, perché questi sono i tempi del coraggio.

Il tema di fondo?

Arezzo va sottratta alla marginalità cui è stata confinata in questi anni avviando un processo per il cambiamento concreto e realistico. Appunto, con coraggio.