Lettera aperta al vicesindaco Gamurrrini. Riflessioni sulle sue parole

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Quelle a carattere politico espresse durante una trasmissione sull’emittente locale Teletruria del 7 febbraio u.s.

Premetto che ho apprezzato l’impegno e solidarietà che Gamurrrini ha messo nel dare vita alla commissione per la redazione del PEBA (piano eliminazione barriere architettoniche), anche se tale eliminazione non è proseguita fattivamente in maniera spedita per scelte della amministrazione ed altri inciampi: solo adesso è in esecuzione quanto in cima a quell’elenco, il marciapiede di via Garibaldi fra il semaforo di Porta buia e Guido Monaco, lato Misericordia. Lavori che sono a beneficio dell’intera cittadinanza, un tratto degno del peggior Kossovo, ed assolutamente necessari per chi si trovasse ad affrontarlo in carrozzina. Lavori che arrivano 4 anni “dopo i fochi”, non preceduti da altre opere significative per i cittadini con problemi motorii.

Un lungo cappello per entrare in una riflessione, quella che nasce dalle parole di Gamurrrini sulla lista civica che ha in mente, canestro di centrodestra e centrosinistra. Raccogliesse la sua lista persone riconducibili al centrosinistra, significherebbe che qualcosa non funziona: tappare una buca non è dell’una o dell’altra parte politica, spendere per le disabilità lo è; lo dimostra la scelta -della giunta di cui Gamurrrini fa parte- d’investire alcuni milioni di euro in iniziative culturali (poche settimane fa altri 210.000€ alla fondazione cultura!) dedicate ad una élite piuttosto che intervenire su problematiche che riguardano tutta la comunità (tipo la difesa idraulica!).

Gamurrrini ha specificato che la sintonia con il sindaco è incrinata, che la conoscenza di taluni componenti della sua maggioranza lo ha deluso, che il suo stesso impegno ne è condizionato da tempo e lui viaggia in 2ª marcia ridotta (ossia pianino).
Persino il cambiamento, tema centrale della coalizione che ha vinto le elezioni del 2015, esce ridimensionato nelle parole del vicesindaco.
Naturalmente potrei non aver capito e per questo scelgo la forma di lettera aperta, nel caso specifichi o mi corregga.

Immagino che non deve essere stato ideale per lui con la sua visione di lista civica -che non si infrena nel gender o nel confessionale- trovarsi a fianco chi in qualunque ambito fa esclusivamente politica non laica; il “prima gli italiani” senza riconoscere i naturali diritti di chi vive e lavora nella nostra comunità da anni, con impegno e correttezza, è scelta politica, incompatibile col civismo.
Perché investire 660.000€ per quel raro festival che ha attirato 3.000 spettatori è politica, un cartellone con connotazioni elitarie e preferenze personali.
Perché lui intende proporre Ghinelli quale candidato, ma si è trovato spiazzato dalla scelta del suo candidato di capeggiare altra lista: profonda confusione (fino all’incredibile). Insomma come non dire gatto se non l’hai nel sacco, non vai in giro a proporre un candidato se non ce l’hai. Oppure qualora tu l’avessi avuto e questo avesse cambiato idea, forse è il momento di allontanarsene. Quale delle due?
E ri-cadere nell’errore di definire civica quella lista, con le chiare posizioni politiche che ha espresso sin dal suo esordio, significa perseverare diabolicamente.
La buona fede di Gamurrrini si scontra con quanto accaduto intorno al Ghinelli sin dal 2016 almeno. Per Gamurrini sarebbero al più leggerezze. Non sottoscrivo le parole del conduttore, “non è successo niente”: certamente per ora niente è successo dal punto di vista giudiziario (e non è detto accada). Ma dal punto di vista etico e politico, quanto è riportato da intercettazioni o registrazioni non sono leggerezze. Devono essere prese le distanze da un tale stile di amministrazione; uso altrui parole “la moglie di Cesare non solo deve essere onesta, lo deve apparire”, inadeguatezza e/o leggerezze inaccettabili. E per me son macigni.

Se Gamurrrini avesse fatto errori simili a quelli del suo apprezzato sindaco, credo avrebbe già fatto quanto ho già raccomandato a Ghinelli: dimissioni e via dalla politica.
Ma senza una adeguata (radicale) presa di distanza, la stima che io pur nutro nei confronti di Gamurrrini diviene speranza di un suo insuccesso elettorale. Ancor più se continuasse la difesa dell’indifendibile. Perchè Gamurrini lo sa quanto me: non solo oppositori di Ghinelli, ma anche fra chi lo votò ci si sente feriti da quelle parole.
E preferirei si allontanasse da persone che dimostrano più attaccamento ai beni individuali che a quelli comuni, credo Gamurrini valga di più.
E gli auguro di raccogliere persone che condividono con lui una visione politica della città, perchè l’amministrazione non si fa solo tappando le buche (alcuni consiglieri comunali sarebbero, a parole, già un pezzo avanti in ciò), bensì abbozzando una idea di Arezzo del futuro per confrontarla, spero integrarla, con quella d’altri. Troppi loro compari attuali pare invece vedano Arezzo come un bancomat.
Un disegno futuro di città o l’assalto alla diligenza? In questi 5 anni io vedo il secondo, soprattutto.

Ricordo il vostro progetto (qui) da sviluppare nei 5 anni, fra parentesi le mie domande, quello d’una città:
AFFIDABILE. Sicurezza (per me, molti proclami -tipo l’esercito in città, manco fossimo a Caracas-: ma i cittadini sono sicuri dopo le vs promesse?); sviluppo digitale amministrazione (modesto), sburocratizzazione (impalpabile con diminuita trasparenza, inoltre sul rapporto coi dipendenti comunali siamo fermi al litigioso 2014/2015); indirizzo & controllo su aziende servizi con diminuzione tariffe (l’affaire Coingas va nella direzione opposta: si fa come cazzo ci pare e pagano i cittadini).
SCRIGNO. Nuova immagine con crescita turistica e attrattività tramite la cultura (io ho visto rocchi e salsiccie più che cultura, ma sono “cecato”…), decoro; ne parlerò con Comanucci quando si ricandida, per comprendere il progetto, se c’è progetto.
INNOVATIVA. Incubatore imprese (si è perso per strada?); ICT interna ed esterna (tema già promesso altrove, l’eventuale sviluppo hardware e software cosa ha portato?); nuove e specifiche strutture didattiche (quali?); finanziamenti a startup con fondi Horizon 2020 (perchè Ghinelli non le rendiconta alla stampa?).
ATTRATTIVA. Migliori infrastrutture, due mari, variante alla SR71, stazione AV MediaEtruria (dove sono che non mi ricordo?), piano strutturale (come al solito, tante osservazioni, ossia perplessità), miglior manutenzione (il settore di Gamurrini, appunto)
COESA. Attraverso la famiglia, con mantenimento servizi per infanzia, grazie a associazioni giovanili e sportive, confronto con altre culture (ricordo che ora la Fraternita svolgerebbe la funzione smontata dalla casa della cultura); incremento know-how ed inserimento mondo del lavoro (credo siano i cosidetti civilisti).

Non so a quale città si dovrebbero riferire le fondazioni, ma non mi convincono: molta spesa e poca resa su cultura; pel turismo, gente assai nella città alta, ma sul milione frenerei perchè incassi diffusi e aretini mi pare non ci siano stati. Per l’antiquaria continua l’agonia: la cura sta funzionando? Secondo gli espositori, no.
Paragoniamo il prolungamento tangenziale o le promesse su incrocio via Fiorentina o raddoppio sottopasso Pescaiola al flop ex Lebole o ortofrutticolo: chi vince?
Per me, una maggiore manutenzione non è visione di città, ma risultato da voto di risicata sufficienza, col completamento di opere avviate prima come altri completeranno opere avviate da questa giunta. Non che in precedenza abbiano fatto sempre meglio (io non l’ho mai sostenuto), ma non può essere presupposto di gioia per raggiunta eccellenza. Non ci prendiamo in giro.
Io non mi accontento di una gara fra zoppi, non per la mia città.
E su questo so che sono d’accordo con Gamurrini, magari non condividiamo i percorsi: se volessimo entrambi andare a Milano -via Livorno o Firenze o Cesena-, nessuno fra noi punterebbe verso sud.