“Alta vitalità delle imprese e basso dinamismo del Comune”

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Due notizie s’intrecciano. La prima: Arezzo vanta, si fa per dire, l’amministrazione comunale capoluogo che spende meno, per servizi e investimenti, a livello pro-capite in tutta la Toscana. La seconda: il quotidiano Sole24ore ha individuato decine di nuove fabbriche in Toscana, molte sono in provincia di Arezzo ma concentrate soprattutto in Valdarno e Valdichiana mentre il Comune di Arezzo è mestamente la Cenerentola del gruppo.

Stiamo parlando di manifatturiero e di lavoro ma, soprattutto, di attività orientate all’innovazione. Questa tendenza richiama nuove responsabilità per la pubblica amministrazione e quindi per il Comune di Arezzo. Prima che i vessilliferi del silenzioso sindaco Ghinelli ricordino a tutti noi che la più bassa spesa in Toscana potrebbe essere indice di Comune attento e risparmioso, vorrei precisare che la polemica politica non mi interessa.

Da troppi anni il sistema imprenditoriale, sintonizzato sulla vitalità, e quello istituzionale, sintonizzato sull’immobilismo, non dialogano davvero su una strategia condivisa e di lungo periodo. Non stiamo parlando di singoli eventi e di spazi messi a disposizione ma di progetti e azioni capaci di attrarre in questo territorio imprese industriali innovative, in grado di creare occupazione diretta e indotto.

Penso non sia polemica politica ricordare che molte imprese preferiscono altri Comuni rispetto a quello di Arezzo e che sia doveroso domandarsi perché. Comune, Camera di commercio, categorie economiche, sindacati e ordini professionali possono e devono trovare non occasioni una tantum, ma protocolli stabili di confronto e azioni condivise. Guardando al futuro senza dimenticare il presente, evitando, ad esempio, che Clouditalia faccia le valige per Firenze.

Luciano Ralli