SANITÀ, TORSELLI E GIORGIANNI (FDI) REPLICANO A REGIONE E DE ANGELIS: “INVECE DELLE LEZIONCINE, TIRINO FUORI I CALENDARI DELLE SALE OPERATORIE DEL SAN DONATO”

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“Dopo aver chiesto lumi sul motivo per cui, a partire dal 2 febbraio scorso, le sale operatorie del San Donato hanno visto dimezzare del 50% la propria attività, ecco puntuale la reazione del sistema sanitario regionale. Anzi, due! Da una parte la Ausl, che smentisce i dati da noi forniti, senza però darne di diversi; dall’altra, un improbabile paladino dello status quo che si erge a ‘professorino’, un fan di Calenda, simile a lui anche nei toni, che dispensa lezioni in materia sanitaria, senza però rispondere, nel merito, alla nostra domanda”.
Così Francesco Torselli, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e Letizia Giorgianni, dirigente regionale del movimento di Giorgia Meloni e già leader delle vittime del Salvabanche.
“Capiamo – proseguono Torselli e Giorgianni – che un dipendente della sanità pubblica si senta in dovere di difendere le scelte dei propri ‘capi’, ma, nonostante nessuno di noi percepisca uno stipendio dalla Ausl, crediamo sia un dovere della politica chiedere lumi sulle spese di denaro pubblico”.
“Solo pochi mesi fa – spiegano i due dirigenti del partito di Giorgia Meloni – il Ministero della Salute aveva accordato il contributo di 6 milioni e 560 mila per i lavori del blocco operatorio del San Donato, che servirà a costruire 2/3 nuove sale. Ma se le attuali vengono usate solo per la metà, per quale ragione se ne fanno di nuove? Si tratta o no di un inutile  spreco di soldi pubblici? Si ammette, nella nota dell’Ausl, la carenza di anestesisti, che provoca ovviamente rallentamenti e disservizi, perchè allora intanto non si utilizzano le risorse già stanziate per ingaggiare professionisti o incentivare gli attuali con ore pagate in orario straordinario? Inoltre, se la mancanza di anestesisti era una problematica conosciuta da cinque anni, perché l’amministrazione non ha fatto un’adeguata programmazione? Forse non l’ha voluta fare?”
“Domande alle quali, – concludono Torselli e Giorgianni – al di là delle lezioncine e delle smentite a metà, tutti questi illuminati non hanno fornito risposta. Rivolgiamo, nuovamente, la domanda, sia alla regione che al calendino: le sale operatorie del San Donato sono sfruttate a pieno regime, oppure no? La risposta è semplicissima: si risparmino le solite, supponenti, morali e pubblichino i calendari delle sale operatorie del mese di gennaio e febbraio 2020. La sanità è di tutti coloro che pagano le tasse, non solo degli addetti ai lavori”.