L’assessore Tanti replica al capogruppo del Pd: “Solo una serie di maldestri scivoloni”

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“Sbagliato il controcanto a chi ha tradotto la politica in gossip con registrazioni furtive Dare fiducia a chi ha ucciso Banca Etruria e voluto le aslone? Decideranno i cittadini”

“Leggiamo in quest’ultimo periodo una lunga serie di comunicati stampa a firma del capogruppo del Partito Democratico, probabilmente per alzare la media dei suoi interventi pubblici dopo quattro anni e mezzo in cui non ha sostanzialmente detto nulla. Di qui il bisogno impellente di sfogarsi negli ultimi 6 mesi di legislatura.

Avendo fatto per tanti anni il consigliere di opposizione, riconosco che può capitare e peraltro non c’è nulla di male, così come non c’è nulla di male nell’incappare in qualche maldestro scivolone, tipo attaccare l’amministrazione sulle politiche sportive e vedersi immediatamente smentito dalle associazioni che lo sport lo conoscono meglio di lui. Oppure polemizzare sui centri di aggregazione sociale quando dal 2015 ad oggi l’amministrazione ha rinnovato tutte le convenzioni scadute durante il governo di centrosinistra, costituito il coordinamento dei centri di aggregazione, stretto accordi per il decoro urbano e contro l’abuso di alcol e droga, stilato protocolli di collaborazione con la Asl e la Polizia Municipale per iniziative che dal 2018 avvengono con cadenza quasi mensile.

Può capitare anche, nella foga del “comunicato a tutti i costi”, di immaginare un nuovo San Donato senza essersi accorti del depotenziamento del vecchio e di contestare a mezza bocca le aslone avendone in realtà determinata la nascita. Succede quello che succede a scuola: quando si studia soltanto negli ultimi mesi, il risultato finale dell’esame continua a essere insufficiente.

Voglio però entrare nel merito, e stavolta con serietà, della questione posta dal capogruppo del Pd: la città di Arezzo può fidarsi di questo centrodestra? La risposta è ovviamente affidata ai cittadini che si esprimeranno alle prossime elezioni e, qualunque sia l’esito, sarà quella giusta. E’ però paradossale che la parola fiducia venga utilizzata dai protagonisti delle più grandi mortificazioni di questa città, dai quali Arezzo è dovuta scappare a gambe levate: mi riferisco alle umiliazioni in tema sanitario e all’assassinio politico di Banca Etruria, giusto per ricordare due temi tra i più traumatici per gli aretini.

Capisco che oggi sia comodo utilizzare le parole di chi si arrampica sugli specchi contro il sindaco Ghinelli. Comodo e al contempo politicamente misero perché il Pd, per la storia che ha e per ciò che rappresenta, può aspirare ad alleati migliori nella critica politica, senza doversi mortificare a fare il controcanto di parole tutte da verificare, riconducibili a chi si è contraddistinto per l’abitudine, oggettivamente discutibile, di registrare di nascosto conversazioni private.

Io credo che il dovere di tutti noi sia quello di alzare il livello del dibattito e di non farsi tirare all’interno di un perimetro squallido, disegnato da comprimari che con la politica vera hanno poco a che fare”.