Sul tema lavoro si aspetta un segno di esistenza in vita del sindaco Ghinelli

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Ricordate quando a inizio mandato Ghinelli sgomitava per un po’ di ribalta sul caso Banca Etruria? Erano anni d’oro per il centrodestra, quelli in cui cominciava la lunga rincorsa della Lega, in cui alle mascherate apparivano le prime felpe di Salvini e si riunivano Consigli Comunali straordinari, in forma pubblica, arene aperte perfino a gente che nel tempo ha parlato di uscita dall’euro. Mancavano solo i leoni tipo Colosseo. Cos’era tutto questo, una trincea a difesa del lavoro e dell’occupazione? No, una mera operazione politica.

Lo dimostra l’assoluto silenzio del sindaco sulle altre crisi aziendali che si sono susseguite. Ultima quella di Clouditalia. Niente accordo con Aruba e 78 lavoratori trasferiti a Firenze. Almeno, la banca bergamasca che ha rilevato Banca Etruria ha sostanzialmente mantenuto il numero di addetti del passato in città!

Abbiamo avuto un incontro in Comune, in questi anni, per i problemi di un’impresa del territorio? Una dichiarazione? Un tavolo negoziale promosso dall’amministrazione? Anche solo per capire come vanno le cose. Per ascoltare le ragioni della proprietà e dei sindacati.

Le competenze in materia di lavoro sono riconducibili non ai sindaci ma ad altri livelli di governo eppure un decimo dell’impegno profuso in quei mesi di demagogia, che culminarono nella velleitaria azione legale, di cui si sarebbero valutati i presupposti, contro Maria Elena Boschi, sarebbe bastato per dare un segnale. Ovvero che il sindaco sul tema che sta più a cuore ai cittadini, il lavoro e non i porti o le frontiere né tantomeno l’esercito a Saione, c’è ed è vigile. Ma oramai gli anni d’oro sono passati. Stanno arrivando quelli, politicamente, della pensione.

Francesco Romizi – capogruppo Arezzo in Comune