Breve vademecum per comunicatori improvvisati in vista delle prossime elezioni

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Tra breve inizierà la sarabanda elettorale, sia regionale che locale. Ciò significa un mare di liste civiche, con altrettanti improvvisati comunicatori, che tempestano le redazioni di banalità.  Comunicare coi giornalisti che ogni giorno si trovano a leggere e selezionare il frutto di elucubrazioni spesso inconsistenti, non è cosa semplicissima.

Ecco alcuni punti semplici e basilari da tenere a mente.

  1. Evita di copiaincollare tutti gli indirizzi mail in bella vista, mandando su tutte le furie i giornalisti più snob, che si ritrovano così alla mercé di colleghi invisi e approfittatori (in ogni indirizzario che si rispetti c’è sempre una quota di abusivi). E’ ora di fare amicizia con quella riga chiamata BCC o CCN. Di solito si trova proprio sotto a quella degli indirizzi.
  2. Usa sempre la riga “oggetto”. Una email priva di oggetto finisce quasi sicuramente nello spam. Per l’oggetto cerca di elaborare un breve testo che attiri l’attenzione. Stai comunicando con qualcuno a cui generalmente arrivano centinaia di mail al giorno (a me tra duecento e cinquecento).
  3. La cosa peggiore in assoluto che può fare un provetto addetto stampa, è dare per scontati data e luogo di cui si sta parlando. E ti assicuro che capita spesso di leggere comunicati stampa in cui si dice il giorno ma non l’orario o viceversa. La lista “Futuro insieme” che invia un comunicato senza indicare luogo esatto e data, spesso non rappresenta nulla, soprattutto in una provincia come la nostra che ha 37 comuni e un centinaio di liste civiche attive. Nessuno ha una memoria enciclopedica di ciò che accade. Nulla fa innervosire tanto chi lotta contro il tempo, quanto dover perdere minuti preziosi ad identificare il luogo del comunicato. Per non sbagliare inizia sempre con luogo e data e senza dimenticare la firma di chi si assume la responsabilità di ciò che hai scritto.
  4. Non dare per scontato che i giornalisti sappiano gli antefatti di chi/cosa stai parlando. Men che meno i lettori. Poiché spesso si tratta di banalità, cerca sempre di raccontare le cose come se dovessi rispiegarle brevemente da principio a un bambino di 6 anni (spesso il livello di attenzione è quello lì).
  5. Le foto sono più importanti delle parole. Se non mandi immagini c’è il rischio che il tuo comunicato stampa finisca nel cestino senza possibilità di appello. Spinti da questa consapevolezza e/o dall’incapacità di scegliere, c’è chi manda immagini a grappoli, ad altissima risoluzione: un modo per essere etichettati come spam e per intasare la casella di chi le riceve. Una o due foto 800 x 1200 vanno benissimo per tutti.
  6. Cerca di essere conciso. I comunicati non sono saggi della tua bravura. La sintesi è sempre molto apprezzata. E ricorda: soprattutto in formato elettronico, 10 righe reggono l’attenzione… poi il nulla!

Infine alcuni brevi consigli sui contenuti

  1. Evita i congiuntivi imperativi nel titolo: “sia fatta chiarezza”, “cambi sistema”, “ora riferisca ai cittadini” e altre imperiosi richiami all’ordine. Un titolo del genere fa immediatamente pensare che è inutile andare avanti a leggere il comunicato: non ci troverò niente di interessante.
  2. Splendida/meravigliosa/lussureggiante/suggestiva cornice. Anche basta. Trova un altro modo per descrivere il luogo dove si svolge il tuo sfavillante evento: risultati apprezzabili già dopo le prime applicazioni.
  3. Politico/amministratore/attore/poeta/artista di chiara fama, è una espressione che rivela che “non lo conosce nessuno”. L’onestà intellettuale paga sempre di piu’.
  4. Infine evita battute scontate. Soprattutto se non sei tu l’autore. Nulla fa imbestialire chi legge, quanto il plagio della satira altrui.

PS. Vorrei dare qualche consiglio anche ai politici, ma se richiesti lo farò solo in privato!

Un bacione a Francesca Puliti che mi ha aiutato a riorganizzare le idee!