Il coronapanico e le fakenews: crollo delle esportazioni, delle produzioni e del mercato locale

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Crolla il numero dei clienti dei tradizionali ristoranti cinesi, che hanno visto ridursi i pasti serviti dal 40% fino al 70%. Ma crollano anche le esportazioni dei prodotti italiani verso la Cina, seguendo il percorso mentale di un panico insensato. Un danno che avrà ripercussioni in tutto il pianeta.

Quasi deserti i ristoranti tipici, anche se in realtà la quasi totalità dei cibi preparati sono di origine locale, così come i cuochi e il personale, che vivono in Italia da anni e hanno le stesse probabilità di trasmettere il virus della Sora Gina che vive in Borgunto.

E’ bene ricordare in proposito, che il Ministero della Salute, al momento ha escluso la presenza del virus in Italia. Tutti negativi i casi sospetti esaminati fino ad oggi: era sempre banale influenza!

Attenzione dunque a non abboccare alle cialtronate che usano quasi sempre le stesse tecniche: “Quello che abbiamo scoperto vi farà gelare il sangue” – “Le autorità hanno ricevuto ordine di non far circolare la notizia ma…” per concludere con il piu’ classico “I TG non cielo dicono…” ormai messaggio cult, compreso lo scarrafone grammaticale!

E’ falsa la notizia circolata sui social di diversi paesi che il contagio avverrebbe tramite cibo. In Brasile ad esempio è stato sostenuto che fosse la zuppa di pipistrello l’origine del contagio. La notizia è stata smentita, e anche in Italia il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha confermato che allo stato attuale della ricerca non è il cibo il veicolo di trasmissione originario. In realtà la malattia è molto vicina al DNA del nostro comune raffreddore ed è facile immaginare che anche la trasmissione segua gli stessi criteri.

Non essendo ancora chiare le origini del Coronavirus Wuhan, nè l’animale che lo ha trasmesso all’uomo, molte sono state le ipotesi proposte da più fonti. Molte sono false, altre altamente improbabili.

Falso anche che il virus sia il frutto di un esperimento di laboratorio sfuggito di mano agli scienziati e che si sia diffuso attraverso un ricercatore infettato durante un incidente di laboratorio. Questa fake news è stata diffusa da un ex ufficiale dell’intelligence israeliana in un’intervista al Washington Times, ed è stata riportata anche da alcune testate informative in Italia ma, come dimostrato dall’analisi dei fact-checker italiani di Pagella Politica, non ha alcun fondamento.

Molte sono state le ipotesi sull’animale che ha veicolato la prima trasmissione all’uomo, dai serpenti ai pipistrelli, dai suini ai bovini. Non c’è alcuna certezza al momento, nonostante le ricerche degli immunologi di tutto il mondo.

Numerosi anche i rimedi consigliati online per evitare di essere infettati. Molti di questi però sono del tutto inefficaci, come quelli condivisi sui social network a Taiwan (Paese prossimo alla Cina e quindi particolarmente preoccupato per l’epidemia).

Il FactChek Center di Taiwan ha rintracciato a smentito almeno quattro rimedi preventivi falsi che circolano in questi giorni: l’etanolo, gli steroidi, l’acido acetico e l’acqua salata. Nessuno di questi previene il contagio.

Gli unici consigli da seguire sono quelli forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e le precauzioni da attuare per chi viaggia nei Paesi dove il virus è più diffuso sono quelle diramate dal Ministero della Salute.

Il panico da pandemia ha creato anche alcune segnalazioni di presunti contagi in molti Paesi del mondo, rivelatesi poi fortunatamente false. Anche in Italia è stato lanciato tramite due messaggi vocali condivisi via WhatsApp un allarme su un caso di Coronavirus al Pronto Soccorso di Lecce. Il caso è stato raccontato e smentito da Open.

Per la diffusione a livello globale, gli unici dati ufficiali e attendibili sono quelli dell’Oms, raccolti in una mappa interattiva aggiornata in tempo reale facilmente consultabile.