Il ruolo della Polizia Locale: un concetto poco chiaro, anche legislativamente

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Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, DICCAP-SULPM, CSA intervengono a proposito della nota del S.A.P. apparsa sulla stampa locale lo scorso 21 gennaio. Ricordano che prima di plaudire ad un accordo, tra l’altro privo di efficacia normativa, come quello siglato fra Ministero dell’Interno e Anci, nel quale si auspica un maggiore impegno della Polizia Locale nell’attività di polizia stradale in ambito urbano, si dovrebbe chiedere che venga messo ordine nella materia attraverso strumenti legislativi veri e propri.

Attualmente in Italia non è ancora chiaro neppure il concetto di “Polizia Locale”, dal momento che esso non indica altro che una funzione, prioritariamente svolta dagli Enti Locali per il tramite di servizi o corpi di polizia municipale e provinciale, i quali, stante la normativa vigente, eseguono molteplici altri compiti e solo in via incidentale e residuale compiti di polizia stradale, laddove gli organi di polizia a competenza generale siano impegnati. Questo stabilisce anche il Codice della Strada vigente che, all’art. 12 prevede che “i servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all’Arma dei Carabinieri; d) al Corpo della Guardia di Finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di Polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza; e) ai Corpi e ai servizi di Polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza (…)”.

Calandosi nella realtà aretina, segnaliamo che la Polizia Municipale di Arezzo, sempre pronta a collaborare attivamente con le altre Forze di polizia presenti sul territorio, rileva già la stragrande maggioranza degli incidenti stradali che avvengono nel territorio comunale dalle 7.00 del mattino alle 1.00 di notte, intervenendo prioritariamente su tutti i sinistri anche al di fuori dell’ambito urbano, pertanto oltre quanto richiesto dal citato accordo tra Ministero dell’Interno e Anci.

Prevedere un quarto turno di servizio giornaliero per la Polizia Municipale di Arezzo, considerato l’attuale organico, carente numericamente nonostante gli sforzi effettuati dall’Amministrazione comunale e che vede al suo interno un consistente numero di addetti non più giovani, significherebbe sguarnire gli altri tre turni di servizio. Con la prevedibile conseguenza di poter impiegare sulle strade aretine solo poche pattuglie non più in grado di espletare gli altri molteplici compiti previsti e, forse non più in grado di rilevare tutti gli incidenti stradali. Ciò comporterebbe pertanto la necessità dell’ausilio, anche negli orari diurni, delle altre forze di polizia. Si creerebbe cioè un disservizio esattamente contrario alle intenzioni del citato accordo.

Si aggiunge che gli incidenti stradali nel territorio del Comune di Arezzo, statistiche alla mano, accadono tra le ore 01.00 e le ore 07.00 del mattino, sono poche decine in un anno e di queste, nel corso del 2019 ben 15 sono stati rilevati dalla Polizia Municipale. Pertanto non pare che rappresenti un impegno così gravoso tale da distogliere le Forze dell’ordine dagli altri compiti d’istituto.

Si chiede pertanto ai colleghi del S.A.P. di schierarsi al fianco dei lavoratori della Polizia Locale affinché, nell’interesse comune, si possa superare la totale disattenzione sulle annose problematiche che la categoria sta affrontando da decenni e che non trovano a livello legislativo nazionale una loro definitiva soluzione. Infatti, sono decenni che ribadiamo in tutte le sedi istituzionali la necessità di una rivisitazione della Legge Quadro della Polizia Locale approvata nel lontano 1986, per una definizione delle funzioni e, soprattutto, per avere finalmente una giusta e doverosa equiparazione degli istituti previdenziali ed assistenziali, al pari delle altre forze di polizia ad ordinamento statale, pur nel rispetto delle peculiarità che contraddistinguono da sempre una categoria che non intende essere snaturata da interventi estemporanei. Purtroppo, la maggiore difficoltà che le Polizie Locali d’Italia stanno affrontando è rappresentata proprio dalla grave carenza di risorse umane, aumentata sensibilmente con “quota 100”, senza che sia stata compensata da nuove assunzioni, di risorse finanziarie e di risorse strumentali, necessarie per garantire la massima sicurezza degli agenti e ufficiali, soprattutto per il loro utilizzo nelle ore notturne, come proprio prevede la direttiva e l’accordo sottoscritto tra Ministero dell’Interno e Anci.

I sindacati CGIL, CISL, UIL, DICCAP-SULPM, CSA – 28 gennaio 2020