Ricercatori aretini nel mondo: la Fondazione Cesalpino “riporta” in città nostri scienziati oggi impegnati nelle università e centri di ricerca di tutto il mondo

0

Primo appuntamento sabato al Teatro Vasariano con Chiara Bucciarelli Ducci, docente all’Università di Bristol, in prima linea sulla ricerca delle applicazioni della risonanza magnetica in cardiologia

AREZZO – La ricerca clinica è una delle missioni della Fondazione Cesalpino di Arezzo. In 13 anni di attività sono stati più di 50 i ricercatori portati con specifici progetti all’interno dell’ospedale San Donato e di altre strutture sanitarie della nostra provincia.

Si tratta in genere di giovani clinici individuati fra i più promettenti neolaureati nelle diverse discipline, vincitori di bandi di ricerca ed impegnati da subito nella attività sanitaria alla quale apportano le più moderne conoscenze. Un patrimonio di inestimabile valore.

Come in altri ambiti professionali, ci sono poi tanti aretini (giovani e meno giovani) che per esprimere il loro valore sono andati lontani dalla loro città, dimostrando presso le più importanti e prestigiose istituzioni scientifiche del mondo, le proprie capacità.

La Fondazione Cesalpino avvia sabato prossimo un percorso per far scoprire, a chi giù non li conosce, questi “nostri” ricercatori, inseriti in ruoli di grande responsabilità presso università e centro sanitari e di ricerca di elevatissimo livello.

Una conoscenza importante per sviluppare e mantenere contatti con professionisti di indiscussa capacità e strutture di grande spessore, nella consapevolezza che i rapporti di questa natura possono portare benefici anche alle nostre strutture sanitarie e ai loro professionisti.

Ad aprire quella che si preannuncia come una serie di conferenze-incontri conoscitivi di notevole spessore (e orgoglio), sarà la dottoressa Chiara Bucciarelli-Ducci.

L’appuntamento è per sabato (25 gennaio) alle ore 16,00, presso il Teatro Vasariano (piazza del Praticino).  Relatore e moderatore dell’incontro il professor Leonardo Bolognese, direttore del Dipartimento Cardio-vascolare della Asl Toscana Sud Est.

Chiara Bucciarelli-Ducci vive nel Regno Unito. E’ Cardiologo per imaging, ricercatrice universitaria  in risonanza magnetica cardiovascolare (CMR). Responsabile accademico per l’imaging nel Bristol NIHR Biomedical Research Centre, condirettore del Clinical Research and Imaging Centre (CRIC) Bristol. Presidente della sezione CMR e vicepresidente dell’EACVI (Associazione europea di imaging cardiovascolare). E’ Amministratore delegato della Society for Cardiovascular Magnetic Resonance, società internazionale globale con sede negli Stati Uniti. Si occupa di ricerca e formazione sull’imaging cardiaco e formazione e tutoraggio della giovane generazione di imager, impegnati nell’individuare le potenzialità dell’uso dell’imaging per guidare e migliorare l’assistenza ai pazienti.

Dal sito internet dell’Università di Bristol

Interessante andare a prendere stralci della sua intervista pubblicata sul sito della Medical School dell’Università di Bristol.

Non molti di noi sono in grado di individuare esattamente ciò che ci ha ispirato a perseguire una particolare carriera o ricordare il momento esatto della “rivelazione”. Per Chiara Bucciarelli-Ducci, è stato quando aveva 12 anni, durante una lezione di grammatica a scuola. Lei e i suoi compagni di classe stavano analizzando un paragrafo di testo che descriveva un’operazione cardiaca. Da allora non ha più avuto dubbi: ha proseguito gli studi conseguendo una laurea in medicina seguita da una laurea in cardiologia e poi un dottorato in imaging cardiaco avanzato prima di entrare in un ruolo di consulente senior immediatamente dopo il dottorato all’Università di Bristol.

Oggi divide il suo tempo equamente tra due organizzazioni: è impiegata come consulente senior docente di cardiologia per l’Università di Bristol e consulente cardiologo per il SSN, dove guida l’unità di risonanza magnetica cardiaca dell’Unità di ricerca biomedica cardiovascolare NIHR, presso la Royal Infirmary di Bristol. È anche condirettore del Clinical Research and Imaging Centre (CRIC) di Bristol, una struttura di imaging e ricerca all’avanguardia gestita in collaborazione tra l’Università e il SSN. Inoltre, ha lo status di docente onorario Clinical Senior Clinical Lecturer presso l’Imperial College di Londra presso il National Heart and Lung Institute (NHLI). E’ membro della task force specialistica in risonanza magnetica cardiaca per The European Society for Cardiology, il più grande organo professionale di cardiologi in tutto il mondo.

“Penso di essermi trovata nel posto giusto al momento giusto”, riflette Chiara, considerando la sua carriera piuttosto stratosferica. “Il campo della risonanza magnetica cardiaca è relativamente nuovo (una decina di anni) e sta crescendo, ed io ci sono stata coinvolta fin dall’inizio.”

L’uso di imaging avanzato in cardiologia è un’area estremamente specializzata. Gli scanner MRI, utilizzati per acquisire immagini del corpo da qualsiasi angolazione, sono stati ora sviluppati per acquisire immagini del cuore: un organo in costante movimento. Inizialmente, questi scanner erano utilizzati solo per parti del corpo non mobili, quindi le prime immagini del cuore erano sfocate. Tuttavia, la tecnologia si è ora sviluppata per consentire di acquisire immagini chiare del cuore, consentendo di identificare malattie cardiache non diagnosticate in precedenza. Di conseguenza, la risonanza magnetica cardiaca ha un impatto significativo sulla pratica della medicina cardiovascolare.

“Questa è un’area importante della cardiologia diagnostica”, ha detto Chiara. “Ha notevolmente migliorato l’accuratezza della diagnosi della malattia e ha ridotto la necessità di test invasivi e interventi chirurgici, quindi i pazienti ora hanno un’esperienza migliore a tutto tondo.”

 “CRIC è una struttura straordinaria che ospita tutti i tipi di ricercatori”, afferma la Bucciarelli-Ducci. “È come una sorta di” hotel di ricerca “: i ricercatori possono utilizzare lo scanner, i nostri laboratori e il nostro software avanzato per l’analisi delle immagini, nonché i nostri laboratori del sonno e le nostre sale di consulenza. Lo staff del CRIC è inoltre a disposizione per aiutare i ricercatori, qualora avessero bisogno di ulteriore supporto.” Per Chiara, uno degli aspetti più importanti del suo lavoro in ambito universitario è che, al di fuori dell’orario di insegnamento, è flessibile, consentendole di gestire il suo tempo e soddisfare tutti i suoi obblighi professionali.

Ma certamente non è tutto lavoro e niente gioco per Chiara. Appassionata di mare e montagna, è una frequente viaggiatore internazionale, principalmente per lavoro, e riesce a combinare tutto questo con altre attività piacevoli. E’ brava anche ai fornelli della cucina, dove la sua esperienza nella gestione del tempo è molto utile: “Posso fare la spesa e organizzare una cena a una velocità incredibile”, afferma sorridendo.