Bibbiano parte seconda

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La cosa che sorprende sul caso Bibbiano, portato alla ribalta nella nostra città dal “turbofilosofo” in cerca di una ribalta e due spicci per tirare avanti,  è che nessuno apra bocca sul tribunale dei minori che invece non ha mai trovato nulla da eccepire su un metodo, che se fosse confermato sarebbe aberrante, e si concentri l’attenzione sulle accuse ad un sindaco, reo solo di aver dato dei locali in locazione senza apposito bando.

La verità è che del metodo di Bibbiano non frega niente a nessuno, salvo far stampare delle squallide magliette da indossare in parlamento. Dei 30.000 bambini tolti alle famiglie meno che meno.
Ogni tanto scoppia un caso e tutti in coro a fare oohhhh… Che grandi ipocriti che stiamo diventando

Nessuno interviene, la magistratura gioca a bussolotti, il parlamento fa finta di niente, incapace di riformare il sistema della giustizia minorile che affonda le sue radici in un Regio Decreto datato 20 luglio 1934 (forse aspettano il centenario per festeggiare) in attesa che prima o poi scoppi un altro caso Bibbiano e ci sia qualche altro politico accusato di fuffa, per poter fare propaganda elettorale.

Ma il giornalismo italico? Oltre a preoccuparsi per i crediti obbligatori è capace di fare altro?