La candidata alla capitale della cultura si è dimenticata del centenario di Arturo Bendetti Michelangeli

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Il ritratto, opera di Livio Conta © Archivio Centro Documentazione A.B. Michelangeli

Il 5 gennaio 1920 nasceva a Brescia Arturo Benedetti Michelangeli, da molti considerato il più grande pianista del Novecento a livello mondiale.

Nell’anno del centenario sono in programma importanti iniziative in Italia e all’estero per onorare il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli, indissolubilmente legato ad Arezzo per i suoi corsi di perfezionamento, organizzati dagli Amici della Musica, dal 1952 al 1953 e dal 1956 al 1965.

Arturo Benedetti Michelangeli nasce nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio 1920 a Brescia, dove inizia, all’età di quattro anni, gli studi musicali presso l’Istituto Musicale Venturi, sotto la guida di Paolo Chimeri. Successivamente prosegue gli studi a Milano perfezionandosi, per il pianoforte e la composizione, con Giovanni Anfossi e per il violino con Renzo Francesconi.

Si diploma a soli quattordici anni al Conservatorio di Milano, iniziando subito un’intensa attività concertistica. La rivelazione del suo straordinario talento trova il più vivido suggello nel 1939 quando gli viene assegnato il primo premio assoluto al Concorso Internazionale di Ginevra, la cui giuria era presieduta da Paderewski; in quella occasione lo stupore destato dalla sua apparizione sarà riassunto nella famosa dichiarazione di Cortot: “È nato il nuovo Liszt”.

L’affermazione ginevrina consolida la sua fama anche all’estero: per la prima volta nel 1946 suona in Inghilterra mentre nel 1948 è invitato negli Stati Uniti e nel 1949 a Varsavia per partecipare alle celebrazioni del centenario chopiniano. Parallelamente si dedica con entusiasmo all’insegnamento: dapprima al Conservatorio di Bologna, dove gli viene assegnata una cattedra di pianoforte “per chiara fama”, quindi al Conservatorio di Venezia e di Bolzano. Ma tiene anche corsi di perfezionamento, ad Arezzo, Siena, Torino ed in seguito a Lugano.

Dopo un’interruzione dovuta a motivi di salute, riprende l’attività concertistica che lo porterà nel 1964 in Russia, l’anno successivo in Giappone quindi negli Stati Uniti, in Israele e di nuovo in Germania. Nel 1964 fonda il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo di cui rimane direttore artistico per circa tre anni.

Scelta la Svizzera come sua residenza, vive nei pressi di Lugano, a Pura, proseguendo con sempre più profonda tensione riflessiva nella propria ricerca interpretativa i cui esiti trovano riscontro in alcuni grandi appuntamenti: numerosi concerti con orchestra e recitals in tutta Europa, si ricordano in particolare i concerti in Vaticano del 1977 e del 1987, la serie dei concerti di Bregenz, quelli londinesi ed altri ancora. Attività che riprende con nuovo slancio dopo l’interruzione, tra il 1988 e 1989, dovuta ad un grave malore durante un concerto a Bordeaux. Spiccano gli straordinari concerti di Brema del 1989 e 1990, che hanno trovato poi fissazione esemplare in due dischi mozartiani, quelli di München dove ha collaborato con Celibidache, seguiti dalla intensa tournee giapponese del 1992 e il recital di Amburgo del 7 maggio 1993, che ha rappresentato l’ultima apparizione in pubblico dell’artista.

A Brescia sono in programma sette concerti in contemporanea in suo onore mentre questa sera dalle 19,30 RAI5 ha dedicato uno speciale al suo genio. Peccato che ad Arezzo non abbiamo pensato a nulla per ricordarlo