QUANDO L’ ANCI ERA UN ENTE INUTILE…

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Il Sindaco Agnelli è entrato nel Consiglio Nazionale dell’ ANCI, ne ha dato l’annuncio lui stesso in Consiglio Comunale e poco è mancato che facesse suonare il campanone per annunciare la lieta novella. Altri sindaci, per esempio la sindaca di Civitella, anch’essa entrata  a far parte del consiglio nazionale , oppure la sindaca di Lucignano, chiamata ad un importante ruolo regionale nell’ANCI,  hanno comunicato la notizia con sobrietà, come si conviene al ruolo istituzionale, senza farla diventare una notizia da copertina. Ma ormai il personaggio Agnelli si alimenta di social, giornali, tv e deve recitare la parte del superuomo fino in fondo. Però una cosa si può dire, il sindaco castiglionese sarà pure bravo a vendersi ma non è un mostro di coerenza.  Due esempi: l’anno scorso minacciò addirittura di uscire dall’ANCI, da lui considerato alla pari di un ente inutile, e fu necessario l’intervento di un funzionario dell’Associazione, che gli spiegò a cosa serviva l’ANCI, per farlo recedere dalle sue bellicose intenzioni. Ma la cosa più bella è avvenuta meno di un mese fa quando, unico tra tutti i Sindaci del circondario, Agnelli rimase di proposito a passeggiare  nel piazzale del Centro affari per farsi intervistare rilasciando dichiarazioni al veleno sull’ANCI.  Da Ente inutile l’associazione era diventata una passerella, una specie di baraccone, dove si parla tanto e si combina poco. Dopo questa ennesima performance l’ANCI regionale, compresa la sua parte politica, aveva messo la “prima donna” castiglionese in un cantone ma poi, miracolosamente, nei posti che erano avanzati a livello nazionale, Agnelli è stato ripescato e nominato nel consiglio nazionale, fregando il posto, questo lo sanno tutti, a un altro sindaco di destra della provincia di Arezzo.   E oggi, grazie al ripescaggio, l’ANCI diventa da baraccone un’associazione importantissima e Agnelli suona la grancassa perché ha capito come funziona il gioco. Lo stesso di quando conquistò le prime  pagine delle cronache locali annunciando le dimissioni da consigliere provinciale e fece passare questo atto come una protesta istituzionale. I commenti al suo gesto furono entusiasti: qualcuno lo definì un eroe perché rinunciava alla poltrona. Peccato che l’incarico di Agnelli da consigliere provinciale scadeva dopo due mesi e non sarebbe stato rinnovato, quindi nessun sacrifico, solo un anticipo di sessanta giorni  sulla sua dipartita dalla carica.  A questo punto auguriamo ad Agnelli buon lavoro, confidando che davvero riesca a fare qualcosa per la nostra comunità e non si limiti ai soliti colpi di teatro.

PARTITO DEMOCRATICO DI CASTIGLION FIORENTINO