Un doveroso GRAZIE al Sindaco di Arezzo: sono finalmente riuscito a capire come e quando SPEGNERE il TERMOVALORIZZATORE di San Zeno

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Ho sempre ritenuto che dovesse essere obiettivo di una sana Amministrazione comunale spegnere il Termovalorizzatore di San Zeno, ma non ero mai stato in grado di saper come fare; il Progetto di ampliamento impiantistico presentato da AISA Impianti in Regione me ne ha dato modo.

Premesse

  • Il progetto di ampliamento impiantistico, che AISA Impianti ha presentato in Regione Toscana in primavera, è caratterizzato, tra le altre cose, dalle richieste di:
  • concentrare a San Zeno la gestione di tutti i rifiuti (indifferenziati e differenziati) della provincia di Arezzo (richiesta da me considerata condivisibile ed apprezzabile)
  • aumentare la quantità di rifiuti termovalorizzabili dalle attuali 45.600 tn/anno a 75.000 tn/anno (richiesta da me considerata inutile)
  • aumentare la potenza del termovalorizzatore dagli attuali 14 MWt a 22,5 MWt (richiesta da me considerata inutile e dannosa)
  • per completezza, due informazioni non irrilevati:
    • il costo complessivo del progetto è di circa 45,5 ML€, in cinque anni, di cui 15,2 Ml€ per il termovalorizzatore; è un tema da approfondire, perché sarà interessante capire quali saranno le fonti di finanziamento
    • la pianificazione prevede che nei primi tre anni si completino le opere per il termovalorizzatore e che solo dopo comincino le opere per la “fabbrica di materia”, che è una componente essenziale per la riduzione del fabbisogno di termovalorizzazione; una pianificazione incomprensibile e preoccupante

Poiché ritengo che la termovalorizzazione dei rifiuti sia prioritariamente una fonte di inquinamento e non una fonte di reddito, anche se termovalorizzare rifiuti penso sia molto meglio che metterli in discarica, ho presentato in Regione Toscana tre Osservazioni contro questo progetto, o meglio contro alcuni aspetti specifici di questo progetto (punti 1,2 e1.3 della Premessa); è stato un lavoro impegnativo, ma che ha avuto come sottoprodotto una visione prospettica abbastanza chiara che mi ha consentito di capire quanto riportato nel titolo.

In ALLEGATO è possibile trovare, per chi fosse interessato, il dettaglio tecnico a sostegno delle valutazioni del punto 1; questo documento è una evoluzione di questi giorni del documento che ho inviato alla Regione Toscana e ad AISA Impianti qualche giorno prima del 13 dicembre, giorno nel quale si è svolto presso la Regione un confronto tra i presentatori di Osservazioni al Progetto (io ne no presentate 3 in tempi diversi) ed AISA Impianti, detto CONTRADDITTORIO.

Perché le richieste ai punti 1.2 e 1.3 della Premessa sono inutili, la 1.3 è anche dannosa

Per fare questa valutazione ho ripreso il modello della nuova impiantistica prevista a San Zeno presentato il 2 marzo 2019 da AISA Impianti in un incontro pubblico, attualizzato con dati che sono stati presi dai report annuali sui rifiuti pubblicati dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse per il 2018 ed ipotizzando un’evoluzione nel tempo con i criteri che si possono trovare nel documento ALLEGATO al presente articolo. I risultati sono riportati nella tabella seguente.

Richiesta di aumento a 75.000 tn/anno dei rifiuti termovalorizzabili

I risultati del modello, con riferimento ai rifiuti da termovalorizzare sono riportati nella seguente tabella.

Tabella 1

Come si può vedere, i rifiuti prevedibili a termovalorizzazione nel 2024, anno di possibile termine dei lavori, secondo una corretta pianificazione, sono di 43.798 tn, valore inferiore alle 45.600 tn/anno attualmente autorizzate. La richiesta è perciò INUTILE.

Richiesta di aumento a 22,5 MWt della potenza del termovalorizzatore

Dalla tabella sotto riportata si può vedere che:

  • l’andamento del PCI a TVR cresce al crescere della % di RD
  • La diminuzione del volume complessivo degli scarti da mandare a termovalorizzazione insieme alla crescita del PCI fa sì che diminuisca leggermente il valore della potenza necessaria del termovalorizzatore
  • Considerando i limiti di funzionamento del termovalorizzatore sono +5% e         -10%  della potenza di riferimento, il valore della potenza del termovalorizzatore sufficiente e opportuna è di 16,5 MWt.

Tabella 2

La richiesta di aumento della potenza termica del termovalorizzatore a 22,5 MWt è inutile e dannosa perché costringerebbe, per il corretto funzionamento dell’impianto, ad importare rifiuti da fuori provincia.

Come e quando si può spegnere il termovalorizzatore di San Zeno

Dalla tabella 1 si può vedere che al raggiungimento del 70% di RD la quantità di rifiuto da termovalorizzare è di circa 39.000 tn/anno. E’ una quantità che, almeno nel mercato attuale della termovalorizzazione, troverebbe facilmente spazio per essere trattata in altri impianti, anche considerando che ha un PCI elevato. Inoltre, una volta spento, anche se deve essere effettuato un minimo di manutenzione, è possibile riaccendere il termovalorizzatore, quindi se dovessero cambiare le condizioni di mercato, non ci troveremmo in difficoltà.

E’ ovviamente una decisione politica che dovrebbe mettere a confronto la riduzione dell’inquinamento nella zona ed un aumento, anche se piccolo della TARI, legato a minori entrate ad esempio per l’Indennità di Disagio Ambientale (IDA) pagata agli utenti al Comune gestore di Impianto e ad oggi sempre portata in detrazione sulla TARI dal Comune di Arezzo.

Rimane il fatto che è possibile alle condizioni da me esposte; certo non bisogna prendere oggi decisioni inutili e dannose, perché se viene aumentata la potenza del termovalorizzatore a 22,5 MWt questa operazione è più decisamente più complessa.

Comunque per le conclusioni a cui sono arrivato: grazie ancora signor Sindaco.

Franco Romagnoli

 

ALLEGATO (solo per chi vuol capire, ma armatevi di tempo e pazienza)

Premessa

Poiché tutti i dati del progetto relativi ai rifiuti fanno riferimento alle quantità prodotte nella sola Provincia di Arezzo e AISA Impianti dichiara che “Questa Società intende pertanto procedere al soddisfacimento dell’esigenza territoriale”, si è ritenuto che il territorio a cui il progetto fa riferimento sia la Provincia di Arezzo e che il progetto stesso si ponga l’obiettivo di soddisfare tutte e sole le esigenze territoriali di detta provincia. Ne deriva che il dimensionamento degli impianti in generale ed in particolare di quello di termovalorizzazione, debba essere calcolato per il soddisfacimento di queste esigenze e non di altre.

E’ sostanzialmente condivisibile l’obiettivo di concentrare la gestione di tutti i rifiuti della provincia di Arezzo presso gli impianti di San Zeno, ma non si ritiene che per il suo raggiungimento sia necessario che il termovalorizzatore sia autorizzato ad incenerire 75.000 tn/anno di rifiuti, ma sia sufficiente l’attuale autorizzazione a 45.600 tn/anno. Si ritiene inoltre che non sia necessario il potenziamento a 22,5 MWt, ma sia sufficiente e opportuno fermarsi a circa 16,5 MWt.

Si osserva che anche la stessa AISA Impianti, nella presentazione pubblica del progetto del 2 marzo 2019, dichiarava: ” … la quantità di rifiuti trattati si ridurrà, al crescere del loro PCI, passando da un quantitativo di circa 75.000 tonnellate/anno per PCI di circa 2.000 Kcal/Kg (40% di raccolta differenziata) a 46.000 tonnellate anno per un PCI di circa 3.000 Kcal/Kg (70% di raccolta differenziata)”.

Nel seguito si spiegano le ragioni della incoerenza del progetto.

PRIMA PARTE: INUTILE RICHIESTA DI AUMENTO DELLA QUANTITA’ DI RIFIUTI DA TERMOVALORIZZARE

Per dimostrare quanto affermato, verrà usato il modello di funzionamento dell’impianto presentato da AISA Impianti nell’incontro pubblico svoltosi a San Zeno il 2 marzo 2019, descritto nel seguito, con alcune correzioni ed integrazioni.

  • Totale RU prodotti nella provincia di Arezzo

AISA Impianti ha usato, nella sua presentazione, il valore di 193.000 tn, che di fatto è il valore dei rifiuti prodotti nel 2017, certificati da ARRR; si è invece scelto come valore quello certificato da ARRR per il 2018, cioè 197.182 tn, quindi si è stati più prudenti di AISA Impianti ma anche di ATO Toscana sud, che nel suo parere ha ipotizzato, per il 2018, 184.000 tn.

ATO Toscana sud ha pubblicato ad agosto i dati di raccolta del primo semestre 2019, che evidenziano una riduzione della produzione, per la provincia di Arezzo del 1,71%. Si è perciò applicata questa riduzione all’intero anno 2019, e, prudenzialmente, si è ipotizzata una riduzione del 1,3% per gli anni fino al 2024, mantenendo costante la produzione di rifiuti negli anni successivi.

  • Percentuale di RD.

Sempre nei dati del primo semestre pubblicati da ATO Toscana sud ad agosto 2019, si indica un valore di 45,88 % per la RD, con un incremento nel 2019 del 3,2% rispetto al 2018. Nel modello si è adottato il 46% di RD per il 2019, con un incremento del 3,2% per gli anni fino al 2024, per poi passare al 2,5% per gli anni successivi. In questo caso il 70% di differenziata si raggiungerebbe solo tra il 2027 e il 2028; in tutta franchezza, ci pare un’ipotesi eccessivamente prudente, anzi inaccettabile per una buona e Amministrazione locale, ma è stata mantenuta perché in grado comunque di dimostrare le tesi affermate.

NOTA: le quantità di RD calcolate sulla base delle percentuali sono state diminuite del compostaggio domestico, che ovviamente non rientra in questi processi di trasformazione.

  • Scarti Rifiuti Urbani Indifferenziati

Nel suo modello, AISA Impianti ipotizza di recuperare dal 50% al 57% di materia, quindi con una quantità di scarti da un massimo del 50% ad un minimo del 43%; prudenzialmente si è preso a riferimento il valore di 50%.

  • Ore di funzionamento del termovalorizzatore

Le ore di fermo annuo per manutenzione ovviamente incidono negativamente sulla capacità annua di termovalorizzazione. Negli ultimi 4 anni la media di funzionamento del termovalorizzatore di San Zeno è stata di 7729 ore andando comunque da un massimo di 7930 ad un minimo di 7421. Nel modello abbiamo considerato un fermo di 4 settimane all’anno che significa 8088 ore; questo valore ci è parso un dato prudente, nell’ottica degli obiettivi di queste considerazioni, e comunque coerente con un sistema sostanzialmente rinnovato.

Per chiarezza, si ritiene opportuno segnalare che durante il fermo i rifiuti non possono essere stoccati per più di una settimana, quindi per tre settimane debbono essere inviati ad altri impianti; ciò comporta una riduzione dei rifiuti termovalorizzati dell’ordine della quantità annua teorica diviso 52 (settimane) e moltiplicato 4 (settimane di fermo). Abbiamo chiamato questo dato RUI di riferimento.

  • % organico su RD

Dai dati di ARRR per i 2018 si deduce che la percentuale di organico su RD è del 25,4%; si è ritenuto questo dato percentuale costante nel tempo.

  • Organico inviato ad altri impianti

Il modello di AISA Impianti indica in 10.000 tn la quantità inviata ad altri impianti; questo dato non è stato modificato, ma si segnala che va a ridurre le quantità trattate e di conseguenza gli scarti da termovalorizzare.

  • % scarti organico

 Nel modello di AISA Impianti è indicato un intervallo da 21% a 25%; prudenzialmente si è adottato il valore massimo, cioè il 25%.

  • % VPL su RD

Il valore di questo parametro usato nel modello di AISA Impianti è 18%; lo si è ritenuto leggermente basso e si è utilizzato il dato 2018 di ARRR pari a 21%.

  • % Scarti VPL

Il valore di questo parametro utilizzato da AISA Impianti è da ritenersi sbagliato; vediamo perché.

  • Non trova riscontro nel valore pubblicato da ARRR per il 2018, che indica questo dato pari al 16,5% per la provincia di Arezzo; in realtà questo numero rappresenta le tipologie merciologiche scartate prima della selezione, perché non vetro, platica o lattine.
  • Se, prendendo a riferimento i dati ARRR del 2018, si moltiplica il valore totale del VPL (16.393 tn) per la % di scarto minima utilizzata nel modello di AISA Impianti (36%) si ottiene un dato (5.902 tn) addirittura superiore alle plastiche indicate da ARRR (5.420 tn); questo significherebbe che tutte le plastiche sarebbero scarto da termovalorizzare (evidentemente non si mandano a termovalorizzazione il vetro e le lattine).
  • Si è assunto che lo scarto delle plastiche sia dell’ordine del 50%, che rappresenta il 16,55 del VPL

E’ stato quindi deciso di utilizzare per questo dato la somma del valore degli scarti indicati da ARRR sommati allo scarto delle plastiche, con una riduzione degli scarti pari allo 0,5% negli anni successivi fino al 2024, per poi rimanere costante. Si è fatta questa scelta, che ci pare prudente, perché i dati che si possono trovare sugli attuali report di ARRR non consentono di sostenere una relazione diretta tra l’aumento della percentuale di RD e la diminuzione della percentuale degli scarti del VPL, ma deve essere comunque rilevato che i valori migliori si attestano attorno all’8%.

Conclusioni

Come si può vedere dalla tabella sotto riportata, già nell’anno 2024, anno in cui ottimisticamente è prevedibile che il potenziamento del termovalorizzatore sarà attivo, il fabbisogno di termovalorizzazione è previsto dal nostro modello di 43.798 tn, comunque inferiore a quello attualmente autorizzato.

Si può perciò affermare, con assoluta tranquillità, che la richiesta di aumento della capacità di termovalorizzazione a 75.000 tn/anno è assolutamente priva di qualunque giustificazione tecnica, quindi da respingere.

Nota per la lettura della tabella: i risultati fino al 2024 sono puramente teorici, in quanto l’impiantistica non sarà disponibile fino al 2024, mentre si è immaginato di poter disporre della “fabbrica di materia” già nel 2024 con una revisione della inaccettabile pianificazione del progetto attuale; il 2022 è stato evidenziato solo perché a quella data non dovrebbe più essere disponibile la discarica di Podere Rota.

MODELLO DI RIFERIMENTO

SECONDA PARTE: IMPROPRIA RICHIESTA DI AUMENTO DELLA POTENZA DEL TERMOVALORIZZATORE A 22,5 MWt

Premessa

Questo argomento è certamente più complesso perché:

– non può prescindere dal Potere Calorifico del rifiuto, la cui valutazione a priori è estremamente aleatoria

– dipende dalla quantità e dalla qualità (mix delle componenti) di rifiuto che si intende portare a termovalorizzazione

Nel seguito verrà calcolata la potenza di riferimento anno per anno.

Considerazioni sui parametri.

  • Potere Calorifico Inferiore dello scarto RUI

Si è scelto di valorizzarlo in modo variabile, in funzione della percentuale di RD, secondo quanto indicato nell’ultima pagina del documento presentato da AISA Impianti nell’incontro pubblico del 2 marzo 2019.

Nel 2024 il dato risulta essere 2.680 Kcal/Kg

  • PCI scarti organico

Si è scelto di valorizzarlo a 1.700 Kcal/kg, cioè al valore massimo indicato per questo parametro da AISA Impianti nel documento di cui al punto 1.

  • PCI scarti VPL

Si è scelto di valorizzarlo a 3.500 Kcal/kg, cioè al valore massimo indicato per questo parametro da AISA Impianti nel documento di cui al punto 1.

  • PCI a termovalorizzatore

E’ il valore medio pesato dei parametri sopra indicati rispetto alle relative quantità.

  • Potenza termica del termovalorizzatore

Si è scelto di valorizzarla a 17 MWt, perché sufficiente a soddisfare i fabbisogni.

Conclusioni

Dalla tabella sotto riportata si può vedere che:

  • l’andamento del PCI a TVR cresce al crescere della % di RD
  • La diminuzione del volume complessivo degli scarti da mandare a termovalorizzazione insieme alla crescita del PCI fa sì che diminuisca leggermente il valore della potenza necessaria del termovalorizzatore
  • Considerando i limiti di funzionamento del termovalorizzatore sono +5% e         -10%  della potenza di riferimento, il valore della potenza del termovalorizzatore sufficiente e opportuna è di 16,5 MWt .

E’ perciò da respingere la richiesta di aumento della potenza termica del termovalorizzatore a 22,5 MWt.

NOTA: dati i limiti di funzionamento del termovalorizzatore (da +5% a -10% della potenza di riferimento), per suo corretto funzionamento non è necessario importare rifiuti da fuori provincia.

CONSIDERAZIONE A MARGINE: Incertezza del quadro normativo

Si ritiene che la Commissione di valutazione dovrebbe anche fare chiarezza sul quadro normativo.

L’affermazione, presente nella SIA, “Inoltre coerentemente con quanto previsto dalla normativa vigente ed in ottemperanza al piano regionale di gestione dei rifiuti, il quantitativo di rifiuti da inviare a termovalorizzazione passa da circa 45.000 ton/anno attuali ai circa 75.000 tonnellate/anno.” può fare pensare che il repowering del termovalorizzatore di San Zeno non solo sia un diritto, ma sia un dovere (ottemperare significa: “Ubbidire a una legge, a una prescrizione, a una richiesta”).

In realtà esiste già una entità giuridica che ha il diritto/dovere di dare attuazione a quanto indicato nel Piano Regionale, ammesso e non concesso che lo si possa considerare sensato sul tema del fabbisogno energetico della provincia di Arezzo, cioè SEI Toscana, vincitrice del bando per il Gestore Unico dei rifiuti nella Toscana meridionale e operativa dal 2013. E’ bene non dimenticare che nel bando era prevista la costruzione a San Zeno di un termovalorizzatore da 75.000 tn/anno di rifiuti, per un costo previsto di 82 Ml€ (IVA esclusa); questo impianto, è stato considerato ammissibile in base a quanto riportato al punto 2, lettera b a pag. 84 del Piano Regionale.

Si ritiene perciò che, prima di poter prendere in considerazione la richiesta di AISA Impianti, debba essere ridefinita giuridicamente, la posizione di SEI Toscana, per toglierle questo diritto/dovere

ADDENDUM: San Zeno nel contesto ATO Toscana sud

Fin qui abbiamo fatto riferimento alla coerenza dei dati del progetto in se stesso, in particolare con riferimento al “soddisfacimento dei bisogni del territorio”, considerando quindi il territorio provinciale di Arezzo. Si ritiene necessario però allargare la riflessione in ottica ATO Toscana sud, perché, in risposta ad una interrogazione di un consigliere comunale di Arezzo, che chiedeva chiarimenti sull’ambito territoriale di riferimento, l’Assessore con delega alla gestione del ciclo dei rifiuti del Comune di Arezzo ha, all’interno di una lunga risposta, affermato: “Qual è l’ambito di riferimento normale ovviamente su cui i flussi possano convergere lì? Ovviamente, prevalentemente, quello aretino ma chiaramente poi esteso eventualmente all’ambito territoriale dell’ATO, perché deve valere il principio di – è una legge regionale, è un principio sancito dalla regionale – il principio di autosufficienza impiantistica in ambito, in questo caso in ambito della Toscana del sud, che è dotata di due impianti di termovalorizzazione che sono uno qui e uno a Poggibonsi.”.

Partiamo dall’applicazione del modello impiantistico di San Zeno all’intero ATO Toscana sud; ovviamente il caso è teorico, ma è utile per dimostrare le tesi sostenute.

I parametri adottati fanno riferimento all’intero ATO e sono stati determinati con i criteri indicati nei paragrafi precedenti per la provincia di Arezzo.

  1. Totale RU prodotti nel 2018: 548.555 tn
  2. Riduzione rifiuti 2019-2018: 2,34%
  3. Riduzione rifiuti dal 2020 al 2024: 1,3% (nessuna negli anni successivi)
  4. Incremento RD nel 2018-2019: 4,73%
  5. Incremento RD dal 2020 al 2024: 4%
  6. Incremento RD dal 2025: 2,5%
  7. RD calcolata togliendo il compostaggio domestico
  8. Scarti Rifiuti Urbani Indifferenziati: 50%
  9. Ore di fermo del termovalorizzatore: 8088
  10. Organico inviato ad altri impianti: 10.000 tn (solo quelle di San Zeno)
  11. % scarti organico: 25%
  12. % VPL su RD: 22%
  13. % Scarti VPL 2018: 35,7%
  14. Riduzione degli scari VPL fino al 2024: 0,8%
  15. Potenza termica disponibile: 51,5 MWt
  16. Temovalorizzazione attualmente autorizzata: 116.400 tn/anno

Adottando questi parametri, i risultati sono quelli di seguito riportati.

Come si può notare, già nel 2024 il fabbisogno di termovalorizzazione sarebbe di circa 15.000 tn (13%) superiore a quanto attualmente autorizzato; è una quantità non marginale, che potrebbe comunque potrebbe essere tutta a carico dell’impianto di Poggibonsi che servirebbe le provincie di Siena e di Grosseto, in quanto come si è visto prima l’impianto di Arezzo è sostanzialmente in equilibrio autorizzativo e di potenza impiantistica e come si può vedere poco più avanti la potenza complessiva è assolutamente in grado di soddisfare questo fabbisogno di termovalorizzazione.

Molto interessante è l’osservazione della tabella delle potenze necessarie, qui riportata.

Come si può osservare, già dal 2024 ci sarebbe in una situazione di esubero di potenza necessaria e la diminuzione di questa potenza negli anni successivi è di entità tale da non richiedere necessariamente (l’esubero di potenza è inferiore al 10%) di importare rifiuti da fuori ATO per il corretto funzionamento degli impianti.

Il modello è ideale e ATO Toscana sud dovrebbe sostenerlo, ma la situazione reale è molto migliore rispetto ai fabbisogni di termovalorizzazione e di potenza termica, perché esistono a supporto dello smaltimento altri impianti, come la discarica nel comune di Civitella Paganico (dubito che la proprietà intenda chiuderla a breve) in grado di ricevere un minimo di 60.000 tn/anno di rifiuti, tale quindi da ridurre drasticamente il fabbisogno di termovalorizzazione e di potenza termica in ATO Toscana sud, rispetto al modello teorico; si conferma perciò ampiamente l’inutilità delle richieste di aumento delle autorizzazioni sia di termovalorizzazione e potenza termica presentate da AISA Impianti.