Crac Banca Etruria, CDA a processo per bancarotta colposa

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10/12/2015 Arezzo, banca Popolare dell' Etruria

La Procura di Arezzo ha esercitato la citazione diretta a giudizio. Il padre dell’ex ministro per la prima volta va a processo. Insieme agli altri dirigenti non avrebbero vigilato sulla redazione di alcune superconsulenze

Bancarotta colposa. È per questo reato che la Procura di Arezzo ha esercitato la citazione diretta a giudizio a carico di 14 ex dirigenti e membri dell’ultimo cda di Banca Etruria, tra cui Pier Luigi Boschi, che per la prima volta nell’intera vicenda finirebbe a processo. L’iniziativa della Procura riguarda l’incarico di consulenze esterne, date per cercare un partner per la banca aretina ma ritenute dai pm inutili e tali da aggravarne il crac. Un filone che è costola autonoma rispetto al maxi-processo per bancarotta, già in corso con altri 25 imputati e che riprenderà il 9 gennaio.

Nella citazione diretta, la Procura ipotizza la bancarotta colposa per superconsulenze fra cui 4 milioni di euro pagati per incarichi a grandi società (Mediobanca e Bain) e importanti studi legali (Grande Stevens a Torino e Zoppini a Roma). I 14 imputati non avrebbero vigilato sulla redazione delle consulenze, che gli inquirenti ritengono in gran parte inutili e ripetitive, nonché tali da contribuire all’aggravamento del dissesto.

Nel filone sulle consulenze c’erano 17 indagati. Ai 14 per cui la Procura ha esercitato la citazione diretta, si aggiungono l’ex presidente Lorenzo Rosi, l’ex dg Luca Bronchi e l’ex vicepresidente Alfredo Berni: ma questi tre, già coinvolti nel processo per bancarotta fraudolenta tuttora in corso (Rosi è imputato, Bronchi e Berni vi sono stati condannati in rito abbreviato), non sono stati citati essendo già contestati a loro in quel processo gli stessi fatti del filone consulenze.

Per quanto riguarda Pier Luigi Boschi, a ottobre una sua posizione è stata archiviata nel filone relativo alla mancata fusione di Etruria con Popolare Vicenza. Poi, a febbraio 2019, Boschi era stato archiviato, sempre con altri indagati, dal filone di falso in prospetto riguardo a comunicazioni date ai risparmiatori per sottoscrivere alcuni prodotti. Invece, entro i primi di gennaio 2020, è attesa la decisione del gup Piergiorgio Ponticelli sul filone dedicato alla liquidazione da 700.000 euro data all’ex dg Luca Bronchi nel 2014: tra i 12 imputati che attendono c’è anche il padre dell’ex ministro

Il reato di cui sono imputati: la bancarotta colposa

A seguito della novella legislativa, la prima forma di bancarotta semplice, ovvero quella patrimoniale, è contemplata all’interno dell’art. 323, co. 1, del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza e si punisce con la reclusione da sei mesi a due anni.

Riguarda l’imprenditore dichiarato in liquidazione giudiziale, che abbia consumato una parte notevole del patrimonio in operazioni manifestamente imprudenti o di spesa eccessiva, atti attraverso i quali si rischia una parte del patrimonio per uno scopo che ha però la sua base nella vita economica dell’azienda.

Il concetto di spesa eccessiva deve essere tenuto ben distinto da quello di dissipazione, avendo, il primo, una causa razionale. Mentre la dissipazione, infatti, sovente è ingiustificata, la spesa eccessiva comporta una violazione del dovere di continenza oltre il normale, imposta da una particolare condizione patrimoniale a tutela dei creditori.