Il consigliere Ralli (Pd): “Un ospedale nuovo ad Arezzo entro la fine degli anni 20. Tema prioritario per mantenere l’eccellenza del polo sanitario aretino”

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Nota stampa di Luciano Ralli, capogruppo del Pd in consiglio comunale.

“Un concreto, grande impegno per un nuovo ospedale pubblico nella nostra città entro la fine degli anni 20: questo è il progetto su cui aprire il dibattito ad Arezzo e su cui concentrare le forze. Caro sindaco Ghinelli, non attardarti ancora nella sterile, infruttuosa discussione sull’efficacia della riforma sanitaria toscana, una discussione fuorviante che ci ha fatto perdere gli ultimi cinque anni senza portare ad Arezzo niente di buono.

Al contrario, è venuto il momento di immaginare e programmare la sanità aretina del futuro. Alla Regione spetta la gestione complessiva, ma è compito del sindaco la difesa della salute della propria comunità. E’ convinzione ormai di molti cittadini e lavoratori del settore sanitario che al termine degli anni 20, noi aretini avremo bisogno di un nuovo ospedale pubblico. L’innovazione tecnologica ha rivoluzionato le aziende del settore produttivo e anche quelle che offrono servizi, comprese le Asl. Inoltre si sta registrando uno sviluppo celere e massiccio delle tecnologie diagnostiche e terapeutiche e dei processi organizzativi. Per questo, entro la fine delle degli anni 20, il nostro San Donato sarà da considerarsi superato.

Fin da oggi dobbiamo chiedere alla Regione Toscana di inserire nel programma degli investimenti la costruzione di un nuovo ospedale pubblico ad Arezzo. Sarà cosi possibile attirare e mantenere i migliori professionisti e garantire cure adeguate per i pazienti aretini e non solo.

Mi piace immaginare nella mia città, entro la fine degli anni 20, un ospedale pubblico efficiente e due cliniche private moderne, in modo da tornare a essere il quarto polo sanitario della Toscana e uno dei più importanti dell’Italia centrale, come eravamo qualche anno fa. Tutto questo in aggiunta ai grandi progressi che negli ultimi dieci anni hanno compiuto l’emergenza territoriale 118 e la medicina del territorio, con la nuova organizzazione dei medici di famiglia.

Per una sanità aretina all’altezza delle necessità dei cittadini mi sono sempre battuto con forza e ci ho sempre messo la faccia: come due anni fa, quando ebbi uno scontro dialettico molto forte con il direttore generale dell’epoca sul tema delle liste di attesa, in alcuni casi imbarazzanti, sull’insufficiente impegno verso il crescente disagio giovanile, sulla richiesta di potenziamento e rinnovamento della struttura dei servizi di igiene mentale e del servizio delle dipendenze.

Come due anni fa, ci metto la faccia, il cuore e l’impegno politico anche questa volta, lanciando il tema del nuovo ospedale di Arezzo proprio nel periodo di elaborazione dei programmi per le elezioni di maggio e impegnandomi a farlo diventare un punto prioritario nel progetto amministrativo del centrosinistra”.