Perche’ si’ a una candidatura Ghinelli.

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Alla cena fiorentina della Lega era sorridente alla destra del Capitano. Vicino a lui un altro  rampollo, figlio della destra toscana che fu.
I babbi forse non goiranno ne’ nell’ aldila’ ne’ nell’aldiqua’.

Altre tempre, altre filosofie di vita: da Mussolini ad Almirante a Fini (per chi e’ sopravvissuto). Fine della fiera per duci,  comandanti e capitani. Berlusconi obtorto collo, ma come alleato, mai Capitano.
Per i figlioli, piu’ addentro alle cose del mondo,  va bene anche Salvini, anzi, forse va meglio.
Bravo lui, bravi loro che hanno saputo seguire l’onda, assecondarla, trarne soddisfazioni. I babbi no, peccarono di eccessiva e immotivata coerenza e pagarono il prezzo. I figli, capita la lezione, si sono mirabilmente adeguati.
Anche questo e’ il motivo per cui Ghinelli puo’ essere – e non scherzo – un buon candidato per aprire la cassaforte Toscana.
Preciso subito che, conoscendo bene politica, Regione, macchina burocratica, territorio e popolo, il miglior candidato in circolazione per questo centrodestra (che non mi piace molto, ma e’ l’unico che c’e’ ) sarebbe l’on Donzelli. Ma costui e’ di FdI e, siccome i vecchi riti della spartizione dei pani e dei pesci sopravvivono anche in Terza Repubblica,  dopo aver passato indenni la Seconda,  e aver governato la Prima,  essi prevedono che la Toscana sia appannaggio della Lega.
Ma non dovevano contare competenza, merito e bravura? No, questo mai. Conta sempre il Marchese del Grillo “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”,  riformato dal Signor Grillo, quello dell’uno vale uno, in “Non rompete i coglioni”.
Bene,  la Lega ha la grande opportunita ‘ di scegliere il candidato giusto. Di buona famiglia, cara alla vecchia destra,  ma stimata dagli altri per la retta ed indiscussa personalita’ del padre, ingegnere con trascorsi universitari, civico ( a suo dire), in buoni rapporti con la sinistra tradizionale per la quale ha reso valide e poliennali opere professionali, benvoluto da vescovi, prelati, ambienti vaticani, ma stimato anche dal mondo laico piu’ o meno raccolto in associazioni, sensibile alle infrastrutture, alla cultura, presidente di fondazioni significative, a capo di una giunta polivalente che io (e solo io) definisco di sinistracentrodestraedegliaffari.
Ebbene egli appare la personalita’ piu’ adatta per garantire che anche se tutto dovesse cambiare, in realta’ non cambiera’ niente. Bisognera’ aggiungere soltanto qualche coperto e poi tutto potra’ continuare come prima, peggio di prima.
Il Capitano potra’ dire di aver espugnato un altro fortino, i suoi potranno sedersi al desco, gli peusdosconfitti continueranno a fare quel che facevano con un partner gia’ collaudato ed affidabile come l’esperienza aretina ha ampiamente dimostrato
Maurizio Bianconi