Federalberghi lancia l’allarme: IMU insostenibile. Ad Arezzo il peso è maggiore che altrove.

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Il peso della supertassa, che si aggiunge alle imposte progressive sul reddito ed agli altri infiniti balzelli, sta strangolando la filiera del turismo.
Il prelievo di IMU sul settore è pari a 894 milioni di euro all’anno di Imu e Tasi per gli alberghi italiani, equivalenti ad una media di 26.956 euro per albergo e 819 euro per camera. Federalberghi sottolinea che si tratta di una entità troppo gravosa per gli imprenditori del settore turistico-ricettivo, per cui il peso della tassazione degli immobili rimane molto alto con parametri superiori alla media dei paesi dell’eurozona, creando a monte, le condizioni per non poter sostenere piu’ la concorrenza estera.
Ma il dato incredibile è che nella nostra città questo balzello è molto maggiore che altrove.
Grazie ad una Agenzia del Territorio particolarmente vivace (oserei quasi dire arbitraria in ogni caso particolarmente pignola) nell’attribuire le rendite catastali, gli alberghi aretini sono sottoposti ad una tassazione nettamente maggiore rispetto a quella delle altre città di pari grandezza, superando, e di gran lunga, anche quella del nostro capoluogo di regione, così come è nettamente superiore a quella degli alberghi della riviera romagnola. E’ evidente che questo vada a discapito della competitività della nostra città in un settore particolarmente delicato ed esposto alla volatilità della crisi incombente.
Facendo una media ponderata, abbiamo calcolato che quasi ovunque si superano i mille euro a camera, a tutto discapito della competitività delle nostre imprese e alla fine dell’intero settore turistico, filiera in cui la ricezione alberghiera è la madre di ogni altra attività.
Per il Presidente di Federalberghi Bocca, è di vitale importanza per la tenuta del futuro delle imprese della ricettività, la riduzione della pressione fiscale sui beni strumentali, escludendo gli immobili strumentali dall’Imu, ma soprattutto si chiede che questa imposta possa essere almeno dedotta dal reddito d’impresa.
Perché questo è il bello dell’IMU: è una imposta indeducibile e che pertanto si somma al reddito.
Esempio classico di cosa significa una tassa sulle tasse, che tanto fa “sghignazzare” gli altri paesi dell’eurozona.
Ma anche se il governo (non lo crediamo, ma ci speriamo) ammettesse la totale deducibilità (un primo tentativo è stato provato con il decreto crescita) la tassazione sarebbe comunque sempre molto pesante, soprattutto perché va a colpire ancora più duramente le imprese in crisi, per le quali la deducibilità non produce effetti.
A questo è necessario aggiungere la tariffa sui rifiuti, che sta generando in alberghi e ristoranti cifre sproporzionate rispetto al reale servizio. Gli alberghi spesso smaltiscono e riciclano attraverso ditte specializzate, fuori dalla raccolta urbana, quindi il balzello risulta intollerabile. Bisogna entrare nel merito di queste tassazioni, sostengono gli albergatori.
Crisi dei consumi, pressione fiscale e costi di gestione e del lavoro sempre crescenti, stanno ridimensionando il settore ricettivo in Italia, a tutto vantaggio della microricettività domestica, ma creando un problema economico per le imprese che chiudono e i posti di lavoro che si perdono ma, anche, per il volto delle città che cambiano e perdono identità.