Le “sardine” fanno bene all’Uomo, come tutto il pesce azzurro.

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A me sembra un buon segnale.

Da alcuni giorni si raccolgono sotto il nome di “sardine” significative masse di italiani in concomitanza o alternativa a comizi elettorali di specifica parte politica. Queste migliaia di persone, che si riuniscono in maniera totalmente pacifica e apartitica, dimostrano un sentire diverso da quello che ha contraddistinto il segretario della lega (non so come definirla visto che si presenta in luoghi diversi con nomi diversi: Nord? Salvini premier? Salvini?) specialmente quando saliva sul palco mentre era ministro dell’interno in carica. Ritengo che questi ventenni vogliano segnalare come i temi divisivi di certa campagna elettorale (e non solo) non gli appartengono.

Evidentemente non si riconoscono neanche in chi adesso compone la maggioranza di governo addebitandogli l’incapacità di esprimere i valori che stanno a cuore a questa massa diffusa nel nostro paese. Con mancanza di tutela agli onesti cittadini italiani da ladri e farabutti, siano essi magistrati o carabinieri che tradiscono il giuramento piuttosto che immigrati irregolari spacciatori di coca ed eroina, servi di criminalità organizzate infiltrate in ogni ganglio della società; incapaci di offrire servizi degni di una nazione evoluta eppur bravissimi nel sistemare se stessi e i loro indegni amici.

Tenendo in piedi il baraccone Alitalia (10 miliardi in 10 anni?) o facendosi inchiappettare da Riva prima e ArcelorMittal poi (scommetto che il popolo italiano si farà carico della riduzione di forza lavoro mentre a Taranto si continuerà a morire). Mi spiace che queste iniziative vengano viste come fumo negli occhi da parte dei sostenitori di quella parte politica che adesso si trova all’opposizione: a me invece sembra veramente significativo che così tanti giovani esprimano in maniera civile il loro desiderio di vivere secondo quanto espresso nella Costituzione italiana grazie all’impegno di coloro che oltre settant’anni fa hanno combattuto il regime fascista. Ed allontanato i Savoia.

Masse simili in passato hanno spesso portato ad una evoluzione del nostro paese, pur avendo male espresso malesseri importanti; per intendersi ci hanno fatto conoscere il dolore del terrorismo, ma studenti ed operai protestavano a ragione, come i cortei di Genova contro la globalizzazione che impoverisce noi comuni mortali non meritavano i pestaggi della Diaz. Politica e istituzioni si sono dimostrate inadeguate ai tempi, ma non è colpa di chi dimostrava civilmente: ovviamente questa nazione ha ricorrenti rigurgiti autoritari (l’adesione bovina al fascismo lo certifica) che privilegiano la puntualità dei treni sopra l’esercizio della democrazia.

Mai dimenticare che un Savoia ringraziò il generale che provocò 80 morti sparando a Milano su chi lamentava l’alto costo del pane e la conseguente fame. Tentazioni nell’aria, anche oggi. La democrazia che ci è stata donata poggia su principi che troppi ignorano o, peggio, contrastano.

Perchè imbecilli sono sempre in agguato (il sindaco di Biella contro la Segre, c’è voluto un comico, Greggio, per chiarire le cose): poi spunta il prof che minaccia le “sardine”. Lo mandino a zappare. Ma quanti sosprusi restano ignoti? Certa gente si rende conto che non si sa a chi toccherà domani? Una società dove i reati contro le donne non calano ha dirittto di chiamarsi tale? Chi butta benzina sul fuoco va fermato, prima con buone/civili maniere: se l’educazione non paga, passando a usare le sue stesse maniere.

È naturale che queste dimostrazioni hanno tratto linfa da quanto accaduto nel recente passato, mi riferisco al coinvolgimento sui temi ambientali piuttosto che alle polemiche intorno alla figura della senatrice a vita Liliana Segre. Perché il rispetto dell’ambiente è persino un valore cristiano, al di là della -evidentemente non per tutti- comprensione dell’importanza di questo tema e del rosario.

Che la senatrice Segre debba ricevere quotidianamente decine di messaggi di odio per il suo ruolo di memoria della Shoah, crimine che ha trovato ospitalità anche nell’Italia fascista, è un fatto che colpisce. Vigliacchi nascosti dall’anonimato social minacciano una donna di 89 anni che ha vissuto le vergognose disposizioni razziali promulgate dal regime fascista e controfirmate dall’infame savoia; vigliacchi tutelati da quella stessa democrazia che detestano e che permette loro di inneggiare a Mussolini. Possono scendere in piazza e dimostrare i loro valori, come le “sardine”, nel rispetto della Costituzione, non comportandosi come fetenti nell’ombra.

Cialtroni che probabilmente neanche conoscono il contributo che gli italiani di religione ebraica hanno offerto durante la Grande guerra (sono ebrei il più giovane e il più anziano italiani decorati di medaglia d’oro al valore militare), ignorano per comodità il fatto che il regime fascista ha agevolato la morte nei lager nazisti di oltre 250 cittadini italiani di fede ebraica che avevano ricevuto simili decorazioni o encomi: io contesto lo Stato di Israele e la sua politica nei confronti dei popoli che ha scacciato e schiacciato, ma le colpe di Israele sfumano dinanzi all’orrore dello sterminio nazista, al ribrezzo per il comportamento del regime fascista.

Quindi se giovani vanno in piazza manifestando contro le proposte divisive che costituiscono il cuore di certa propaganda, non possono che avere il mio supporto. Certo il mio pensiero va al passato recente, ai girotondi piuttosto che al m5s, iniziative che nulla hanno ottenuto o che anzi hanno molto ottenuto e nulla dimostrato. Spero che abbiano maggior fortuna: quella parte del nostro paese che non sta sul divano a guardare insulsi programmi televisivi o lamentarsi che gli immigrati rubano lavoro (che gli italiani non vogliono), ma che magari si impegna nello studio come percorso di qualità per giungere alla costruzione di un proprio futuro se lo merita.