Pietro Aretino agli Uffizi: dal 26 novembre al 3 marzo 2020, il ritratto del letterato dipinto da Sebastiano del Piombo lascia il Consiglio Comunale per la prestigiosa galleria

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La soddisfazione del sindaco Alessandro Ghinelli

Dalla sala di Consiglio Comunale alla Galleria degli Uffizi: un viaggio prestigioso quello che affronterà, se non proprio Pietro Aretino in persona almeno il quadro che lo ritrae, realizzato dal pittore veneziano Sebastiano del Piombo.

Quasi un segno del destino che sia stato un veneziano a ritrarre l’arguto e… licenzioso poeta, scrittore e drammaturgo, visto che nella città lagunare si trasferì di lì a poco, vi conobbe fama e gloria e vi restò fino alla morte. L’olio su tela con Petrus Aretinus acerrimus virtutum ac vitiorum demonstrator venne donato dall’Aretino al Comune di Arezzo nel 1526 e adesso lascia la città per qualche mese, restando esposto agli Uffizi dal 26 novembre al 3 marzo 2020 nell’ambito della mostra “Pietro Aretino e le arti nel Rinascimento”.

“Di Pietro Aretino – sottolinea il sindaco Alessandro Ghinelli – conosciamo i sonetti e i dubbi amorosi ma questa mostra lo consacra in un ruolo magari meno noto ma importantissimo: quello di testimone accreditato del suo tempo. Siamo fieri di poter prestare a uno dei primi musei del mondo un’opera che fa bella mostra di sé nella massima assise cittadina. La richiesta ci è pervenuta dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt: lo ringrazio pubblicamente per l’organizzazione di una mostra dedicata a uno dei grandi aretini del passato, che reca lustro alla città e la proietta ancora una volta in una dimensione internazionale, vista la provenienza dei turisti che quotidianamente affollano le sale fiorentine. Mi viene da aggiungere che Pietro Aretino si troverà in ottima compagnia, quasi a volersi riunire con i suoi concittadini che spiccano fra le statue degli illustri toscani nel loggiato esterno degli Uffizi, a dimostrazione di quanto Arezzo abbia contribuito alla cultura e alla storia: Petrarca, Francesco Redi, Guido monaco, Andrea Cesalpino, Michelangelo”.

Obiettivo dell’esposizione è dare conto del legame profondo e duraturo che nei primi decenni del sedicesimo secolo unì un letterato non convenzionale come Pietro Aretino agli artisti e uomini più rappresentativi della sua epoca, come Raffaello, Tiziano, Sansovino, Michelangelo, Cosimo I de’ Medici, Vasari. Il percorso espositivo seguirà le vicende biografiche fra Arezzo, Perugia, Roma, Mantova, Venezia e illustrerà l’avvicendarsi di scenari, rapporti e tematiche attraverso varie sale e grazie a una rilevante documentazione.