Consiglio Comunale 14 novembre

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Interrogazioni
La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donato Caporali (Pd) riguardo le strisce pedonali rialzate da realizzare sulle strade provinciali che attraversano i centri abitati, come a Ponte Buriano, Quarata, Ponte alla Chiassa e Indicatore. Caporali ha chiesto se “data la scarsità di risorse disponibili per il 2019, è priorità dell’amministrazione realizzare i lavori per l’annualità 2020, sulla scia delle numerose petizioni presentate dai cittadini”.
Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha annunciato risposta scritta.
Il consigliere Caporali ha presentato poi un’altra interrogazione sul calo delle iscrizioni agli istituti scolastici aretini, chiedendo quali iniziative ha in progetto l’amministrazione per ovviare al problema e garantire l’erogazione del servizio a cittadini e famiglie, soprattutto nei territori comunali periferici.
L’assessore Lucia Tanti ha sottolineato che “il calo delle nascite è un dato che riguarda tutto il territorio. Oggi le liste d’attesa sono azzerate o molto ridotte rispetto al passato, anche se dal punto di vista numerico non c’è rischio chiusura di plessi scolastici. Per il futuro dovremo valutare il da farsi in accordo con i vari livelli istituzionali”.
Egiziano Andreani, capogruppo della Lega, ha rivolto un’interrogazione all’assessore Tanti, chiedendo di conoscere “la pianta organica dell’ufficio tecnico Asl di Arezzo e Siena, le strutture di cui devono occuparsi i due uffici e se l’ospedale di Siena è sotto la gestione tecnica dell’ufficio senese”. Questo alla luce del diverso trattamento che riceve il distretto aretino rispetto a quello di Siena.
L’assessore ha risposto che “confrontando i dati, c’è in effetti uno squilibrio evidente tra numero di abitanti e personale ospedaliero per Arezzo, Siena e Grosseto, che penalizza fortemente la nostra città e che l’amministrazione ha più volte posto in evidenza”.
Il consigliere Luciano Ralli (Pd) ha interrogato la giunta sulla inefficienza delle scale mobili, in gran parte inagibili ormai da molte settimane.
Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha presentato la risposta scritta fornita da Atam, gestore dell’impianto, annunciando che verrà rimesso in funzione la prossima settimana.
Il consigliere Caporali ha chiesto spiegazioni riguardo la potatura dei rami del platano che si trova in prossimità del Duomo, al fine dell’installazione di addobbi natalizi.
Il vicesindaco Gamurrini ha annunciato risposta scritta.
Luciano Ralli ha chiuso l’ordine del giorno legato alle interrogazioni urgenti con la richiesta di chiarimenti sul piano di assunzioni di Atam, alla luce del fatto che il bando recentemente pubblicato è stato annullato dall’azienda.
L’assessore Barbara Magi: “Le assunzioni deliberate dai cda delle partecipate non rientrano nel piano assunzioni del Comune. Su Atam quindi non posso offrire ulteriori approfondimenti”.
Bilancio e Arezzo Fiere e Congressi
Con la variazione di bilancio proposta dall’assessore Alberto Merelli, sono state adeguate le previsioni di alcune entrate tributarie e patrimoniali e capitoli riguardanti spese dell’ente.
Ecco il commento dell’assessore: “registriamo maggiori entrate per 300.000 euro derivanti dalle violazioni al codice della strada e una maggiore Imu per 100.000 euro. Queste somme vengono accantonate, per il 30%, a favore del fondo crediti di dubbia esigibilità. Il restante 70% viene impiegato per potenziare la manutenzione, più 270.000 euro, e le attività culturali e di spettacolo gestite dalla Fondazione Guido d’Arezzo, più 210.000 euro. È inoltre intenzione di questa amministrazione procedere all’acquisto dell’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi e si rende pertanto necessario inserire per l’annualità 2020 un’adeguata previsione di bilancio. Si tratta di 1.900.000 euro che copriamo con un pari introito derivante dal recupero di Imu. È un’operazione connessa al percorso di risanamento intrapreso da Arezzo Fiere e Congressi. Quest’ultimo sta cercando di uscire dalla sua posizione debitoria complessiva e uno strumento può essere la vendita dell’auditorium all’amministrazione, che permetterebbe peraltro di estinguere una parte consistente del debito Imu che la struttura ha nei confronti del Comune di Arezzo”.
Il consigliere comunale Alessandro Caneschi ha chiesto chiarimenti “sugli oltre 200.000 euro previsti per la Fondazione Guido d’Arezzo, di cui abbiano notizia solo quando si discute di bilancio comunale, altrimenti buio completo”. Alberto Merelli: “41.000 euro sono destinati al conguaglio di alcune spese, 10.000 euro per il personale, 160.000 euro costituiscono una contribuzione aggiuntiva per le attività della fondazione”. Alessandro Caneschi: “questi sono solo numeri, mi piacerebbe capire in concreto quali iniziative ed eventi andranno a finanziare”. Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il primo contributo dato alla fondazione, all’atto della sua nascita, era funzionale a consentire alla stessa di sostituire il Comune nella gestione dell’offerta culturale. In quella somma, di 933.000 euro, è confluita sostanzialmente la spesa storica che l’amministrazione destinava alla cultura e che è andata a coprire l’attività ordinaria della fondazione nella sua prima fase dell’esistenza, risultando escluso tutto ciò che non era previsto ab initio. Ciò che oggi aggiungiamo è la differenza tra lo stanziamento storico sopracitato e quanto poi la fondazione ha speso nel primo anno. Peraltro c’è una precisa previsione statutaria che consente una simile operazione, ovvero l’implementazione delle risorse a vantaggio di questo soggetto, della sua operatività e del suo sviluppo”.
In vista della prossima assemblea ordinaria di Arezzo Fiere e Congressi, convocata per il pomeriggio di venerdì 15 novembre, il Consiglio Comunale, su proposta dell’assessore alle partecipate Alberto Merelli, ha dato i suoi indirizzi per l’espressione di voto del rappresentante del Comune di Arezzo.
“L’assemblea discuterà e delibererà – ha precisato Alberto Merelli – su alcuni punti molto importanti, dall’esercizio dell’opzione di acquisto di Italian Exhibition Group delle manifestazioni Oro Arezzo e Gold Italy alla cessione della collezione Oro d’Autore alla Regione Toscana per un prezzo non inferiore a 1.650.000 euro. In merito al primo aspetto, ricordo che il contratto in essere, stipulato nel 2017, prevede la gestione esclusiva dei due eventi da parte di Ieg stessa fino al 31 dicembre 2021 e che entro il febbraio 2021 la società poteva esercitare un’opzione per il loro trasferimento definitivo. Siamo dunque dinanzi a una richiesta in anticipo sui termini previsti: Ieg chiede la cessione di Oro Arezzo e Gold Italy in capo a se stessa già dal dicembre 2019. Il prezzo fisso stabilito è 3.494.000 euro. Poi c’è una seconda voce di prezzo, pari a 956.000 euro, che varierà a seconda del raggiungimento di alcuni obiettivi fissati per Oro Arezzo 2020, dai ricavi al numero di stand alla presenza di espositori top. Il mancato raggiungimento di almeno due obiettivi comporterà una riduzione del 50% di questa cifra, nessun obiettivo raggiunto equivarrà a nessun corrispettivo. Ma si tratta di risultati che la manifestazione ha sempre raggiunto per cui presumibilmente da questa operazione saranno ricavati nel complesso 4.450.000 euro. Questo anticipo dei tempi di un contratto già definito, che sarebbe altrimenti scattato nel 2021 e che non contempla la conversione del prezzo di acquisto in quote societarie, garantisce di conseguenza un ingresso immediato di liquidità e di risorse finanziarie a vantaggio di Arezzo Fiere e Congressi che potrebbe finalmente pianificare il suo non più differibile rilancio. D’altronde, Arezzo Fiere e Congressi è un soggetto con notevoli problemi per cui questa operazione straordinaria, insieme alle altre presenti nel piano industriale, ovvero Oro d’Autore alla Regione Toscana e l’acquisto dell’auditorium da parte del Comune di Arezzo, potrebbero permettere di uscire dal guado della crisi. Ci sarà poi da capire in quale direzione si muoverà Arezzo Fiere e Congressi nei prossimi anni ma al momento l’attuale piano industriale, elaborato dall’amministratore unico, mi pare dettato dalla prudenza, con percorsi realizzabili, razionalizzazione dei costi e manifestazioni con requisiti di economicità. Ieg si impegna altresì a mantenere le due suddette fiere in città. Come deve comportarsi il Comune di Arezzo quando verranno discussi questi punti? A nostro giudizio, gli indirizzi da dare al rappresentante del Comune dovrebbero contemplare il voto favorevole alla richiesta di Ieg e alla soluzione relativa a Oro d’Autore”.
Luciano Ralli: “se è vero che abbiamo solo l’11% di questa società, l’immobile insiste sulla città di Arezzo, è strategico, gli aretini vi hanno versato vari milioni di euro, contando sulla promozione delle attività economiche locali. Adesso si profila la vendita delle uniche attività che portano soldi. Nel dibattito in Consiglio Comunale del 2017, la parola ricorrente fu ‘emergenza’ ma dopo due anni siamo ancora nella stessa situazione. Arezzo Fiere e Congressi continua a perdere e la situazione è di ‘emergenza’. Così si evince dalle parole di Merelli. Parliamo di uno dei tre poli fieristici regionali e di prospettive non ne vedo. Questa poi è una struttura con circa 15 dipendenti. Garanzie per questo personale ci sono? E poi cosa vuol dire ‘compriamo l’auditorium’? È già nostro visto che deteniamo l’11% della società. Ricordo inoltre una scrittura fra Regione Toscana, Ieg, Arezzo Fiere e Congressi in cui si poneva l’ipotesi dell’ingresso di quest’ultima nella compagine societaria di Ieg. Che fine ha fatto? E ancora: questo parlare sempre male di una struttura non si scontra con quelle delibere che ogni anno dobbiamo prendere in Consiglio Comunale sulla ristrutturazione delle aziende partecipate? E il prezzo è congruo? C’è una perizia giurata che dice qual è la cifra? Una società pubblica non può vendere nel mercato privato in maniera libera. Ricordo che nel 2017 la delibera venne votata all’unanimità a seguito di un parere tecnico e contabile dei dirigenti comunali, compreso il segretario generale, perché se l’ente pubblico procede con un’alienazione, di questo si tratta, deve essere tutelato con ogni garanzia di legittimità e compatibilità”.
Roberto Bardelli: “il tempo è stato e sarà galantuomo. Il risanamento si profila come un percorso tortuoso ma possiamo riuscirci e riguarda un comparto fondamentale, quello fieristico. Abbiamo una struttura utilizzabile e dobbiamo sfruttarla: per questo serve fare fronte comune, con contributi provenienti da tutti, dal Comune di Arezzo alla Regione Toscana, che potrebbe razionalizzare il comparto, guardando con favore ad Arezzo la cui struttura è peraltro vicina al casello autostradale. Non esiste più un management che organizzi eventi, sarebbe il momento di dotarsene. Se l’alternativa è l’immobilismo credo che questa sarebbe una scelta ancor più peggiorativa. Questa amministrazione ci mette la faccia e si assume le sue responsabilità”.
Federico Scapecchi: “a proposito di ricadute territoriali, la bozza di accordo dà garanzie a che le fiere restino ad Arezzo. Fino a poco tempo fa, il Comune era il solo a navigare nella direzione del buon senso, quella che il sindaco auspicava fin dal 2017. Poi, in uno spirito di collaborazione è subentrata la Regione Toscana e ora abbiamo anche la Provincia, dopo le ultime elezioni. Questo è il primo passo ma se Arezzo Fiere e Congressi non cambierà… passo, tornando a essere un centro polifunzionale, incontreremo ancora difficoltà”.
Egiziano Andreani: “ci troviamo ad affrontare una problematica che è lo specchio del passato. Dobbiamo ovviamente guardare al futuro e dare credito a questa operazione, prefigurata dal sindaco già anni fa. Se Arezzo Fiere e Congressi fosse stato preso come punto di riferimento dalla Regione Toscana a tempo debito, forse non ci saremmo trovati in questa situazione. Dovremo essere bravi a stimolare Ieg a che organizzi nuovi eventi e per poterlo fare i soci di Arezzo Fiere e Congressi dovranno agire all’unisono. Se ognuno di noi, in questa città, fa la sua parte, risolleveremo le sorti di questa struttura”.
Luca Stella: “per Arezzo Fiere e Congressi siamo sull’orlo del burrone. La prima domanda che voglio porre è: nel piano industriale è previsto un direttore generale e con quale compenso? Credo che qualunque sia, sarà sempre maggiore degli stipendi dei dipendenti. Perché se procediamo a forza di sottrazioni di competenze, cosa resta da gestire alla struttura? Servirebbe un manager del genere? Se poi i debiti ammontano a 9 milioni di euro e da queste operazioni se ne incasseranno 5, ne resteranno 4. Mi pare una quota ancora consistente. Chi e come la ripianerà?”
Angiolino Piomboni: “in merito alla perizia citata da Luciano Ralli, ricordo che il prezzo è stato stabilito nel 2017. Questa amministrazione ha scoperchiato la verità su Arezzo Fiere e Congressi che veniva presentata come una società sana e invece sana non era. Stiamo parlando della sua sopravvivenza, garantendola con un flusso di entrate. Successivamente andrà gestita in modo diverso da come lo è stato fino a oggi”.
Il sindaco Alessandro Ghinelli: “la delibera odierna sostanzialmente consente di accettare una proposta irrevocabile di acquisto con un anticipo nei tempi rispetto al 2017. Le due fiere in questione sono state già vendute a Ieg in quell’anno, senza che alcuno chiedesse perizie, e con delibere assembleari i cui contenuti il Comune di Arezzo conobbe a cose fatte, manifestando poi il suo dissenso. Grazie all’anticipazione di questo diritto in capo a Ieg, vengono riconosciuti 600.000 euro in più rispetto al prezzo convenuto nel 2017, cifra vitale per la sopravvivenza di Arezzo Fiere e Congressi. Perché a questo siamo arrivati, a causa della gestione pregressa, durante la quale la struttura ha accumulato un buco tale da consentire ai creditori di fare dichiarare, eventualmente, la situazione di insolvenza. Noi invece vogliamo  salvarla. E un modo è stato quello di concordare con Ieg l’anticipo del suo acquisto. Ricordo inoltre, era il luglio del 2015, quando organizzammo una conferenza stampa per rispondere ad alcune accuse lanciate all’assessore Merelli dall’allora presidente di Arezzo Fiere e Congressi. Fu in quella occasione che proposi la mia linea. A questa mi sono attenuto coerentemente, su di essa sono poi convenuti la presidenza della Provincia, grazie al cambio di gestione, e poi la Camera di Commercio. Dopo la svolta di quest’ultima, la Regione per la prima volta si è trovata in minoranza nella compagine societaria e allora ha cambiato rotta, accettando peraltro l’acquisto della collezione Oro d’Autore mantenendo a favore di Arezzo un vincolo di pertinenzialità, della qual cosa ringrazio qui come ho già fatto in precedenza il presidente Enrico Rossi. Alla parte politica che ha creato questa situazione debitoria, e che non mi voleva sindaco, chiedo un atto di umiltà e di votare a favore di questa delibera”. 18 voti favorevoli e 4 non votanti.

Il Consiglio Comunale aperto su Saione

Il Consiglio Comunale aperto su Saione
Dopo le pratiche, il Consiglio Comunale ha ospitato il dibattito in forma pubblica e aperta sulle criticità di Saione.
Cesare Baccheschi, membro del comitato per Saione, ha aperto la serie di interventi da parte dei cittadini. “Un ringraziamento ai consiglieri Angelo Rossi e Roberto Bardelli per l’attenzione dedicata al quartiere. Sappiamo che non esiste una soluzione semplice e univoca ai problemi di Saione: ciò che vogliamo è trovare risposte, senza pensare che l’unica criticità sia quella dell’ordine pubblico. Il quartiere è certamente più sicuro e le iniziative culturali sono aumentate. La città ha mostrato amore per Saione e i suoi residenti, ma la sicurezza non è sufficiente per migliorare la qualità della vita e non genera da sola condizioni di prosperità. Il rischio è avere un quartiere sorvegliato ma deserto. Anche in via Veneto, fino a poco tempo fa appendice di Corso Italia, si moltiplicano le chiusure di attività commerciali e molti fondi sono sfitti, mentre in centro storico sono stati messi a punto interventi profondi di restauro e ammodernamento. Ma in centro vivono solo settemila persone, gli altri risiedono e lavorano in periferia. Purtroppo molti degli abitanti di Saione giudicano scarso o pessimo il rapporto con l’amministrazione: servono incontri costanti in un luogo neutro deputato al dialogo. Altro tema fondamentale è l’integrazione, a prescindere dal colore della pelle e dalla nazionalità delle persone, collegato alla lotta alle dipendenze. Tanti cittadini di Saione si lamentano dell’aumento del traffico, il quartiere è diventato il parcheggio della città. La viabilità va necessariamente migliorata, perché altrimenti si va verso la desertificazione. Al contrario, percorsi pedonali e piste ciclabili darebbero nuovo impulso al commercio. Negli ultimi vent’anni Saione è stato collegato al tema dell’immigrazione. Ma siccome il futuro di Arezzo e dell’Italia va verso la multiculturalità, dobbiamo fare in modo che la differenza venga percepita come una ricchezza e sia tutelata. Porto qui in aula anche la voce del comitato per la rinascita del Pionta: si chiede un tavolo permanente che coinvolga amministrazione, associazioni e cittadini per riqualificare l’area del parco e si chiede anche l’attivazione del vigile di quartiere, figura fondamentale per la sorveglianza della zona”.
Renato Berti ha portato all’attenzione dell’aula il problema di via Cheren: “è lunga circa 170 metri e, dopo l’apertura della Coop di via Veneto, il traffico è decuplicato. Senza contare numero e dimensioni di buche molto profonde. Chiedo solo un’opera di manutenzione più incisiva”.
Alessandra Succhielli: “Sono nata a Saione e non comprendo la difficoltà nel portare a compimento certi interventi strutturali. Riqualificare il colle del Pionta e il parco Arno sarebbe semplicissimo, basterebbe soltanto investire un po’ di soldi. Temo che non manchino le risorse ma la volontà politica, perché Saione in queste condizioni porta più voti”.
Fausta Picariello ha chiesto una maggiore attenzione alla cura dei marciapiedi, mentre Lara Rossi ha letto un intervento molto articolato: “la maggioranza di noi è contraria a militarizzare Saione. Vorremmo invece far crescere la zona, valorizzare la storia di questo luogo e le differenze culturali che ci sono fra i residenti. Sarebbe molto utile fare rete e il Comune deve sviluppare un piano di dialogo tra residenti e amministrazione; un piano di supporto sociale, con tutela del verde e dei luoghi storici; un piano di tutela per i residenti più deboli dal punto di vista sociale; un piano di contrasto al disagio sociale e alle dipendenze”.
Roberto Ruzzi, residente in via Trasimeno, ha ricordato le interrogazioni su Saione presentate quando era consigliere comunale e ha aggiunto: “La polizia in borghese sarebbe utilissima per un quartiere che sta diventando sempre più vecchio e sempre meno attrattivo. Contesto anche il fatto che Saione debba essere considerato un luogo dove sperimentare soluzioni provvisorie per il traffico o l’ordine pubblico. Lì occorrono interventi profondi e mirati per arginare il degrado”.
Angelica Barile, rappresentante del dipartimento di studi dell’Università di Arezzo: “gli edifici all’interno del Pionta dovrebbero essere restaurati e recuperati. Come volete provvedere alla conservazione di questi edifici storici? Per noi è necessario scongiurarne la demolizione. Vogliamo dialogare e condividere soluzioni, stimolare le parti sociali a collaborare insieme”.
Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini è stato il primo a prendere parola per la giunta comunale: “I piccoli problemi di manutenzione, per esempio riguardanti le buche, vengono quasi sempre risolti nel giro di pochi giorni grazie alle segnalazioni dirette da parte dei cittadini. Riguardo il colle del Pionta, voglio sottolineare che il Comune ha investito molte risorse per la sua riqualificazione, nonostante gran parte dell’area non sia di proprietà comunale ma della Provincia, della Asl e dell’Università. Da parte mia e della giunta ribadisco la massima disponibilità al confronto diretto con la cittadinanza, anche se il territorio comunale è ampio e non è possibile pianificare incontri e riunioni a cadenze troppo ravvicinate. Infine cito un dato emblematico: negli anni duemila il Comune incassava circa 16 milioni di euro per gli oneri di urbanizzazione, oggi ne incassa 2. E’ ovvio che gli investimenti non possono essere gli stessi”.
L’assessore Lucia Tanti ha focalizzato il suo intervento sul colle del Pionta: “un tavolo di coordinamento è di sicuro una buona cosa e io caldeggio un contributo fattivo, concreto da parte dell’Università per decidere insieme il futuro utilizzo degli immobili. Ritengo inoltre che l’operazione più importante da portare avanti sia cambiare la narrativa sul quartiere: con l’attività della Fraternita dei Laici sull’integrazione dei migranti, abbiamo dato un input per la costruzione di percorsi condivisi con i comitati cittadini. La Asp potrebbe essere determinante anche per trovare nuove soluzioni per Saione”.
L’assessore Marco Sacchetti ha spiegato che: “il piano strutturale non ha dimenticato il parco Pionta. Proprio io ho proposto un tavolo di lavoro sinergico per valutare idee e proposte. Poi saranno i tecnici a tradurre su carta i contributi che arriveranno anche dai cittadini. Quell’area comunque è molto ampia e bisogna decidere in modo concertato quale destinazione darle: concordo sul fatto che un luogo vissuto è anche un luogo sicuro”.
L’assessore Barbara Magi: “Sei unità operative dal primo settembre si sono aggiunte all’organico della Polizia Locale e verranno stipendiate dalla Regione grazie a un bando pubblico cui ha partecipato con successo il Comune di Arezzo. Il corpo dei Vigili Urbani aveva 80 unità nel 2015, adesso sono diventate 93. Inoltre sono state rafforzate le attività di sorveglianza e presidio negli istituti scolastici, anche nella zona di Saione”.
L’assessore Marcello Comanducci: “Le mie attività lavorative si trovano in via Isonzo, so bene di cosa si parla. Non ci sono soltanto i lati negativi di Saione, anche se la percezione generale è quella. Lì sta succedendo il contrario di quello che è accaduto nel centro storico: c’è stato un periodo in cui tutti se ne andavano dal cuore della città, oggi la tendenza è invertita, mentre Saione sta vivendo il trend opposto. Ma quello è l’unico quartiere in cui il suolo pubblico è esentato da oneri fiscali: l’amministrazione ha deciso questo incentivo per stimolare nuove iniziative e attività. A breve l’esenzione sarà estesa anche ai tavolini dei bar e degli esercizi pubblici”.
Il sindaco Alessandro Ghinelli, dopo aver ricordato le molteplici attività di pattugliamento della zona, portate avanti da Polizia Locale e Polizia di Stato, ha messo in evidenza il fatto che “dal 2017 a oggi la delinquenza nel quartiere è stata ridotta, anche se certamente non azzerata. Saione è un luogo importante per la città, l’amministrazione ne è consapevole. Al di là delle iniziative che ha messo in atto l’amministrazione e di quelle che stiamo studiando grazie al contributo dei cittadini, mi preme rimarcare la tutela del bene comune, che troppo spesso viene trascurato. La lotta al degrado passa anche dai comportamenti di ognuno di noi”.
Il consigliere Angelo Rossi (Forza Italia): “abito a Saione da 27 anni e  voglio resistere, lì c’è la mia vita. Noi non siamo il Bronx di Arezzo, la multiculturalità è positiva, siamo il polmone commerciale della città, anche più del centro storico. Sul fattore sicurezza in questi anni è stato fatto moltissimo, chi dice il contrario è in malafede. E la caserma della Polizia Locale in via Filzi sarà un fattore positivo, di svolta per tutto il quartiere. Altro discorso riguarda il degrado strutturale, che poi è causa primaria del degrado umano: su questo si poteva e doveva fare di più. Auspico che la petizione del comitato non diventi lettera morta”.
Roberto Bardelli (gruppo misto): “Il dialogo con i cittadini è fondamentale e sono felice che il processo di avvicinamento dei cittadini all’amministrazione, su questo tema, sia progredito e andato avanti”.
Il dibattito è stato chiuso da Donato Caporali (Pd): “Saione è il paradigma della città. Arezzo con il sindaco Ducci era ai primi posti per qualità della vita, oggi è 57esima in Italia. E Saione si sta spegnendo di pari passo. Il quartiere però non può ricostruirlo chi l’ha distrutto con una campagna elettorale assurda, mentre il nostro gruppo consiliare ha lavorato in maniera diametralmente opposta. Da parte dell’amministrazione non c’è stato ascolto nei confronti delle istanze dei cittadini e non sono arrivate le risposte sperate, tant’è che questo consiglio comunale aperto è stato convocato soltanto adesso, quasi a fine legislatura”.