9 novembre: a Berlino la caduta del muro, ma 51 anni prima, sempre a Berlino, la notte dei cristalli

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Una data memorabile quella del 9 novembre.
Come dimenticare, noi che siamo maturi, l’annuncio del giornalista al Tg1 delle 20?
“Oggi 9 novembre 1989 è caduto il muro di Berlino. Oggi si fa la storia”. 
Aveva ragione. In diretta da Berlino, dove una intera nazione stava accorrendo al muro ad abbracciare i fratelli che da 30 anni vivevano separati oltre la cortina di ferro: erano ore di entusiasmo.
Avevamo sempre immaginato e temuto che la terza guerra mondiale sarebbe scoppiata a Berlino. Quelle scene di giubilo, di entusiasmo, di lacrime di gioia, erano la fine di un incubo durato oltre 30 anni.
Nessuno allora, nemmeno i piu’ ottimisti, avrebbero mai immaginato da che da lì a poco, Varsavia (celebre per il suo famoso patto), ma anche Budapest, Bucarest, Praga (quella di Jan Palach), Sophia, le repubbliche baltiche e soprattutto Berlino (non solo Bonn), sarebbero state parte dell’Unione Europea, che tanto schifa alla boria delle superpotenze e ai quattro sciocchi che poco ci hanno capito.
Così come hanno oggi ragione sindaco e assessore Tanti a ricordarci questa data.
Una data da studiare, da ricordare, una data che rappresenta il simbolo non solo di una Germania riunita, ma anche della fine vera di una tragedia, iniziata da un folle coi baffi, esattamente mezzo secolo prima.
Pochi rammentarono allora e ancor meno oggi, che alla origine di quel muro, c’era il colpo di coda dell’immane carneficina che aveva coinvolto l’intero occidente con una Germania divisa in zone di influenza, l’una contro le altre armata.  Tutti preferirono e preferiscono dimenticare quale triste anniversario fosse quel giorno per gli uomini liberi.
Il 9 novembre 1938 era iniziato il pogrom contro gli ebrei, passato alla storia col nome Notte dei Cristalli, in Germania, Austria e Cecoslovacchia.
In quella notte, si distrussero le loro proprietà, le sinagoghe, le vetrine dei negozi, le loro case. Ed infine si cominciarono le prove di quello che sarebbe ben presto seguito.
Seguendo le direttive di Joseph Goebbels, il capo della Gestapo Heinrich Müller e il capo della Polizia di sicurezza (Sicherheitspolizei) Reinhard Heydrich dettero ordini precisi perché la polizia non intervenisse e i vigili del fuoco si limitassero a proteggere le proprietà dei non ebrei.
Tra le poche eccezioni ci fu l’agente Wilhelm Krützfeld, che intervenne per impedire che il fuoco distruggesse la Nuova Sinagoga di Berlino, subendo una sanzione dai superiori in grado, che approvavano l’azione antisemita.
A scopo intimidatorio e per prevenire ogni possibile ribellione, Müller e Heydrich ordinarono anche che si effettuassero tra gli ebrei degli arresti di massa di uomini giovani.
Era l’inaugurazione pirotecnica dell’olocausto: circa 30 000 ebrei furono così deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen.
Si dovettero attendere 51 anni, prima che il sangue di quei morti fosse lavato da una nuova nazione tedesca: il 9 novembre 1989
Ai nostri ragazzi e alle future generazioni, dobbiamo lasciare un solo testamento morale: studiare!
Studiare la nostra storia e le nostre tragedie, perchè nessuno mai possa farvi credere che gli asini volano!