In morte di una giovane.

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Aveva 29 anni Helenia Rapini qualche lentiggine e una gran voglia di vivere.

Amava i cani, amava il suo cane: lo portava sempre con sé. Gli altri li accudiva nel canile dell’Enpa dove lavorava part time e anche come volontaria.

Poco del le 14.30 il tragico schianto tra la macchina di Helenia e il Qasqai che, secondo la prima ricostruzione, ha invaso la corsia opposta.

Helenia non c’era già più quando sono arrivati i soccorsi. Uccisa sul colpo assieme al suo cane.

La perdita di giovani o giovanissimi è sempre una mazzata.

Ancor di più addolora quando li si conosce. Ancor di più ferisce quando avviene per la superficialità di taluni comportamenti.

Per me non è sempre stato così, ho vissuto senza avere la percezione di questo sin quando l’ho sperimentata direttamente, quando la malattia portò via una persona appena più grande di me quando avevo un venticinque anni.

Fino a quel momento la morte era cosa che non mi riguardava, poi col passare degli anni, l’ingresso nella maturità, la paternità e la maggiore frequenza di funerali cui non potevo mancare mi hanno reso più sensibile. Perché non è cosa cui ci si può abituare.

Credo che la morte di Helenia possa costituire per molti suoi amici l’immutabile rito di passaggio nel gruppo di coloro che si volgono a guardare i manifesti funebri. Con una perdita dolorosissima, percepisco grande tristezza in chi la conosceva.

Conoscenza spesso legata al mondo dei cani dove Helenia riusciva ad emergere grazie alla grande sensibilità che le veniva riconosciuta. Un bacio a lei ed un abbraccio ai suoi cari. Chi ti conosceva non ti dimenticherà.