Consiglio Comunale 29 ottobre 2019

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Interrogazioni

La prima interrogazione della seduta odierna è stata presentata dal consigliere comunale Alessandro Caneschi (Pd) sull’ex mercato ortofrutticolo e sullo stato di avanzamento dei lavori per la creazione di un orto creativo, alla luce del fatto che si è registrato uno stallo e che l’area non è tenuta in maniera decorosa.Il sindaco Alessandro Ghinelli ha annunciato una risposta scritta.Il consigliere Claudia Maurizi (Pd) ha interrogato il vicesindaco sulla chiusura prolungata delle scale mobili, sia quelle esterne che quelle interne, e sul motivo per cui la manutenzione non risulta efficace.Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha annunciato una risposta scritta.Il consigliere Francesco Romizi (Arezzo in Comune) ha interrogato il sindaco sulla qualità dell’aria in relazione alla “completa anarchia degli abbruciamenti, che generano fumi nocivi alla salute dei cittadini e che sono senza controlli da parte del Comune”.Il sindaco ha replicato che “è intenzione dell’amministrazione creare un incentivo economico affinché le potature vengano portate all’impianto di termovalorizzazione e qui smaltite”.Il consigliere Luciano Ralli (Pd) ha presentato un’interrogazione sul bando per l’assunzione di personale presentato nei giorni scorsi da Atam.L’assessore Barbara Magi ha annunciato una risposta scritta.Il consigliere Barbara Bennati (Pd) ha rivolto un’interrogazione all’assessore Lucia Tanti sulla ristorazione scolastica, chiedendo chiarimenti sulla inadeguatezza delle attrezzature per il servizio di refezione.È stata annunciata una risposta scritta.

Le pratiche

Un’integrazione al regolamento che disciplina l’armamento in dotazione al corpo di polizia locale prevede che gli operatori in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza, coloro che dunque svolgono servizio con un’arma dopo aver completato il necessario addestramento e superato un corso annuale di lezioni teorico-pratiche presso un poligono abilitato, si vedranno rilasciata idonea certificazione da parte di istruttori dell’Unione italiana tiro a segno.

Il comandante della polizia locale Cino Augusto Cecchini: “tale certificazione si affianca a quella ulteriore di idoneità medica rilasciata annualmente dal medico di famiglia. L’armamento è dunque disciplinato, finalmente, da un apposito regolamento, e non da alcuni articoli contenuti in quello della polizia locale come avvenuto finora, e reso attento alle esigenze di sicurezza personale. In merito alle pistole a impulsi elettrici, siamo tra i capoluoghi di provincia che possono sperimentarne l’uso. Un mezzo di coazione che fa parte del bagaglio di agenti di altri corpi di polizia e che evita esiti come quelli che possono derivare da un’arma da fuoco. Gli agenti della polizia locale, d’altronde, sono esecutori dei trattamenti sanitari obbligatori che riguardano persone difficilmente gestibili, hanno a che fare con soggetti alterati dall’uso di sostanze stupefacenti, dunque emerge il problema di garantire l’incolumità degli operatori in divisa”.

In virtù di un emendamento di Giovanna Carlettini, il costo del rilascio della certificazione dell’Unione italiana tiro a segno dovrà essere a carico dell’amministrazione comunale. Voto favorevole di 17 consiglieri, 6 i contrari.

Giudizio positivo di Roberto Bardelli ed Egiziano Andreani, che ha rivendicato come “merito politico della Lega nord e del ministro dell’Interno Salvini una svolta in questo senso, ovvero la possibilità di usare uno strumento in più con la giusta metodologia appresa. Barbara Bennati ha chiesto da quando cominciano a decorrere i sei mesi di prova previsti dalla normativa e se gli agenti ad Arezzo ne sono dotati o meno. Marco Casucci: “è uno strumento di efficacia e che non deve essere oggetto di speculazioni politiche”. Luciano Ralli: “gli effetti dell’arma sono identici per soggetti sani e malati o, ad esempio, per coloro che devono usare determinati farmaci? Una scarica elettrica potrebbe causare aritmie cardiache. Il taser aumenta anche la responsabilità per i nostri agenti. Combinati questi due elementi ho alcune perplessità. Nella realtà aretina non mi pare che ci siano stati decessi a seguito di colluttazioni, per cui l’introduzione di quest’arma, non proprio innocua come si vorrebbe fare passare, non è che va a diminuire chissà quali fenomeni. Per Amnesty International si registrano oltre 300 vittime a livello mondiale per l’uso del taser”. Federico Scapecchi ha rilevato il ruolo di deterrenza positivo dello strumento: “una risposta concreta alla promessa di maggiore sicurezza fatta nel 2015”.

Nella replica, il comandante ha ricordato che “l’adozione della pistola a impulsi elettrici non è ancora attuabile perché la legge è stata fatta ma mancano i decreti attuativi. Il periodo di prova decorrerà dal momento in cui la polizia locale aretina ne sarà dotata. Confrontandomi con alcuni funzionari della polizia di Stato, mi è stato riferito che nel 90% dei casi il solo estrarre l’arma è un’attività sufficiente per fare rientrare nella normalità il comportamento dei vari soggetti. Svizzera. Stati Uniti e Regno Unito la usano e le problematiche connesse si riducono al 2% dei casi. Noi la concepiamo come strumento di difesa, gli uomini in divisa sono oggetto di aggressioni sempre più frequenti. Un collega aretino è rimasto ingessato per mesi e ancora sta subendo gli effetti delle lesioni gravi subite”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “dobbiamo sgomberare il campo da un equivoco: non esiste simmetria tra chi offende e chi è offeso. L’opposizione tende ad assumere un atteggiamento ‘di comprensione’ nei confronti del primo, noi vogliamo invece che il secondo sia messo nella legittima condizione di tutelarsi. In merito all’obiezione di Luciano Ralli sulla maggiore responsabilità degli agenti, credo invece che proprio dotandoli di taser facilitiamo il loro compito”.

Giudizio contrario di Francesco Romizi: “è sempre più facile reprimere che risolvere i problemi del disagio alla radice”. Giovanni Romanini ha rilevato che “allo stato attuale l’alternativa è tra peperoncino e pistola. Il taser significa introdurre uno strumento intermedio, richiesto peraltro da chi opera sul campo”.

Istituita con 18 voti favorevoli, un contrario e 8 astenuti su proposta dell’assessore Tiziana Nisini la consulta comunale per la promozione delle pari opportunità. Ne fanno parte l’assessore alle pari opportunità, il presidente della omonima commissione provinciale, il dirigente competente, le donne elette in Consiglio Comunale, un rappresentante per ciascun gruppo consiliare presente in Consiglio Comunale, un rappresentante per ciascuno dei movimenti o associazioni locali che si candidano a partecipare all’organo consultivo a seguito di bando pubblico dal quale dovranno risultare specifiche esperienze sulla tematica. La durata della consulta è pari a quella del Consiglio Comunale. Deve essere convocata dal presidente, l’assessore o un suo delegato, almeno due volte all’anno.

Critiche le opposizioni. Francesco Romizi: “mi chiedo: quante riunioni saranno fatte della consulta da qui alla fine della consiliatura? Cos’è questa delibera se non uno strumento da campagna elettorale?” Barbara Bennati ha annunciato il voto di astensione “a malincuore” del Pd. Marco Casucci: “mi pare che atteggiamenti propagandistici siano patrimonio di altri, di chi come il consigliere Romizi presenta 33 emendamenti”.

Ferie solidali al Comune di Arezzo

Lo chiede un atto di indirizzo, approvato all’unanimità, di Giovanna Carlettini

La capogruppo di Fratelli d’Italia ha chiesto un pronunciamento dell’assemblea sull’istituto delle ferie solidali: “in un ambiente di lavoro s’instaurano amicizie e legami e quando fra colleghi scatta il sostegno reciproco, le condizioni di un ufficio e di un servizio, oltre che il senso di appartenenza all’ente, migliorano sensibilmente”. Pensate per permettere ai lavoratori di cedere a titolo gratuito ad altri colleghi le ferie nel caso in cui questi ultimi debbano prestare assistenza costante a un figlio minore con particolari esigenze mediche e di salute, “potrebbero essere estese – ha proseguito Carlettini – anche ad altre fattispecie: perché non per l’assistenza a un genitore o a un coniuge? Perché una sola ipotesi, seppur importante come quella dei figli, non può essere applicata analogicamente? Ovviamente, le ferie solidali dovrebbero essere disciplinate in modo tale da venire incontro a reali esigenze dei dipendenti bisognosi, esigenze motivate e documentate. Chiedo che sia la contrattazione decentrata la sede per affrontare la questione e introdurre l’istituto”. L’atto è stato approvato all’unanimità con 23 voti favorevoli.

Il Consiglio Comunale aperto sull’alluvione di fine luglio

Dopo le pratiche, il Consiglio Comunale ha ospitato il dibattito in forma pubblica e aperta sulle criticità sorte a seguito dell’alluvione di fine luglio.

È stato il sindaco Alessandro Ghinelli a introdurre il punto all’ordine del giorno: “l’evento ha segnato la città, da un punto di vista materiale e purtroppo, con una vittima, anche umano. L’amministrazione, dinanzi a quanto accaduto, si è subito prodigata e conferma con questa seduta la costante attenzione dinanzi ai problemi dei cittadini”.

I cittadini hanno preso la parola lamentando soprattutto la mancanza di interventi concreti per risolvere la situazione. È stata annunciata la nascita di un comitato spontaneo di via Romana, cresciuto subito nei numeri e che conta di arrivare a oltre 300 aderenti. Non sono mancati apprezzamenti al sindaco per la messa in posa di una barriera new jersey all’altezza del sottopasso di via Salvadori fin dal 27 luglio. Preoccupazione per il fosso proprio di via Salvadori, individuato come un punto fortemente critico. Appelli anche al Consorzio di bonifica e per la realizzazione delle casse di espansione sul Valtina e il Sellina e di una nuova fognatura in via Romana. Critiche al progetto e alla spesa prevista per l’asfaltatura di via Romana, lavori inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche: i cittadini temono che siano considerati prioritari rispetto alla suddetta fognatura. È stato rilevato come gli allagamenti in passato si fermassero a via Tripoli e via Capponi mentre oramai raggiungono altre aree. Gli abitanti hanno ricordato che il timore è insostenibile ogni volta che si prospetta un’allerta meteo o che comincia a piovere. Molte abitazioni si sono dotate di strumenti tecnici e idrovore che però risultano oramai insufficienti. È stato rilevato come le regole sono uguali per qualsiasi opera pubblica e che al di là della burocrazia la questione vera è fare partire i progetti ed eventualmente, se vecchi, aggiornarli. La sensazione è che sia stata fatta una scommessa sulla mancata esondazione del Sellina. E invece proprio questo è accaduto. Nel quartiere di via Romana è compromessa la salubrità ambientale.

Il consigliere comunale Alessandro Caneschi ha ricordato che il 17 ottobre è stato nominato il commissario straordinario nella persona del governatore toscano Enrico Rossi e bisogna capire come sono state distribuite le competenze tra commissario e amministrazione comunale: “pare che si stia aspettando la manna dal cielo, risorse altrui mentre potevano essere impegnate da subito risorse comunali invece di questi quattro anni di immobilismo. Non dimenticherei la frazioni, che hanno i loro problemi come dimostrano le zone colpite a fine luglio”.

Luigina Bidini ha rilevato come anche via Giotto subisca la stessa situazione di via Romana: “il fenomeno è purtroppo diffuso in tutta la città. Sono anni che si parla di protocolli e piani anti-allagamento ma l’acqua continua a martoriarci. Ne parlava nel 2007 l’allora assessore ai lavori pubblici. Il problema dunque esisteva ed esiste. Chiedo un monitoraggio sulla fognatura di via Giotto, l’acqua ristagna ad esempio intorno alla rotonda con fenomeni anomali di diffusione”.

Per Francesco Romizi le inadempienze di questa amministrazione esistono, “basti ricordare che le casse di espansione sono state posticipate al 2021. Perché questa scelta? Che fine ha fatto il tavolo tra Comune e protezione civile che avevamo attivato per la soluzione di questi problemi?”.

L’assessore Marco Sacchetti: “in questi anni, abbiamo garantito interventi infrastrutturali nella continuità amministrativa, concertati con tutte le istituzioni coinvolte e con una scala di priorità stabilite precedentemente. La cassa di espansione sul Castro è stata realizzata ed è in corso quella sul Bicchieraia, insieme alla messa in sicurezza del torrente Covole. E veniamo a quanto accaduto dal 27 luglio 2019 a oggi: sono state emesse subito un’ordinanza di stato di emergenza regionale dal presidente Enrico Rossi e di stato di emergenza nazionale dal governo. Al tavolo tecnico costituitosi tra Comune, Regione e Consorzio di bonifica, è stata coinvolta l’università perché è il soggetto in possesso delle conoscenze idrologiche più aggiornate e abbiamo nominato con una delibera di giunta l’ingegnere Baldini come referente del Comune a questo tavolo. Ci siamo subito attivati con Nuove Acque per capire cosa era successo in via Romana con un’indagine sistematica su tutta la rete fognaria che ha messo in evidenza situazioni di criticità e ostruzione. Adesso che abbiamo un quadro più chiaro, Nuove Acque interverrà con una pulizia sui punti coinvolti e con quanto adeguato ad alleggerire la rete. Ricordo che i rapporti con il Consorzio di bonifica sono tornati con questa amministrazione sinergici dopo anni di impasse causata dalla discussione sulla legittimità della tassa richiesta. Gli effetti di questa rinnovata intesa si stanno vedendo. Secondo noi gli interventi devono essere distinti tra quelli immediati, come la barriera su via Salvadori, la demolizione di un ponte sul Valtina a San Marco, procedure standardizzate di protezione civile che impediscano ad esempio l’accesso al sottopasso, la pulizia della fognatura di via Romana e un’indagine anche per la zona di via Alfieri, e quelli a medio termine, diciamo un anno, per alleggerire il carico dei collettori fognari deviandolo su altri recettori finali e realizzando un altro scolmatore che sfoghi sul Vingone. Poi, ci sono gli interventi strutturali di lungo termine sul Sellina e sul Valtina, per fare in modo che le masse d’acqua restino negli alvei. Sui danni subiti non decidiamo noi ma la protezione civile nazionale e a oggi sono stati stanziati 500.000 euro. In una specifica ordinanza regionale, sul modello di quella emessa a seguito dell’alluvione di Livorno, sono previste deroghe alla legge sugli appalti e sui vincoli ambientali che accelerano i tempi di progettazione per cui l’impegno che ci prendiamo è far sì che il tavolo tecnico suddetto, in capo al quale spettano decisioni finali, riesca a definire in pochi mesi i progetti esecutivi e a fare in modo che siano seguiti da immediata realizzazione”.

Donato Caporali: “per ora registriamo piccoli interventi: Antria, viale Santa Margherita, la pulizia del Castro sotto la Bastanzetti. Ma lavori che incidano a monte sul deflusso delle acque sono fermi. Chiedo perciò un’ordinanza sulla tutela del reticolo idrografico minore e perché nessuna opera di messa in sicurezza del rischio idrogeologico sia stata inserita nel bando periferie”.

Federico Scapecchi: “chi è senza peccato scagli la prima pietra. Le proposte dei cittadini sono il segnale che la questione è giustamente molto sentita. Mi sono informato sulle fognature di via Romana e sono venuto a conoscenza che le ostruzioni trovate non sono banali. Ben venga una commissione di inchiesta, e non di accusa, ma allora indaghiamo anche su come e perché sono state rilasciate nei decenni le concessioni che hanno determinato la riduzione dei fondi che costituivano uno sfogo per l’acqua. Il mio auspicio è che emerga spirito di collaborazione tra cittadini e istituzioni”.

Angiolino Piomboni: “vorrei capire perché nel 2012 è stata fatta una scelta sulle casse di espansione sul Valtina che ha fatto scalare posizioni nella lista di priorità di questo intervento. Evitare la strumentalizzazione politica è la strada migliore”.

Sono intervenuti anche la presidente del Consorzio di bonifica e i tecnici di Nuove Acque. La prima ha sottolineato come il consorzio programmi interventi di manutenzione ordinaria. Post-alluvione il consorzio è comunque intervenuto su richiesta della Regione Toscana e ha attivato vari cantieri per ripristinare la normalità, impegnando risorse per 500.000 euro. Per via Romana ha un progetto preliminare pronto a diventare definitivo dopo il reperimento delle risorse. I tratti tombati non sono di competenza. I secondi hanno ricordato che una rete fognaria di tipo misto, come ne esistono in tutta Europa, raccoglie e trasporta più scarichi ma non può sostenere tuttavia apporti straordinari. Nuove Acque nel 2015 ha realizzato uno scolmatore presso viale Dante, un potenziamento della rete fognaria posta tra via Romana e via Fratelli Rosselli e si prenderà carico di uno studio sistematico sul deflusso delle acque, anche superficiali, in una zona vasta da via Romana a via Alfieri. Anche per alleggerire via Giotto sono stati realizzati alcuni scolmatori. L’impegno della società continuerà.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha rassicurato che l’asfaltatura di via Romana sarà fatta ma inizialmente non nella nella zona interessata dai lavori sulla fognatura finché questi non saranno ultimati.

Paolo Sisi ha messo in evidenza come anche la zona dei Cappuccini sia interessata da eventi sempre peggiori mentre Alessandro Caneschi ha chiesto che sia messo per iscritto il crono-programma a cui accennava Sacchetti, come elemento di chiarezza e trasparenza per i cittadini.

Nella replica, Marco Sacchetti ha ribadito che il Comune, di concerto con università e Regione Toscana, stabilirà le priorità che verranno poi valutate, anche ai fini dei relativi finanziamenti, a livello nazionale: “Mi spenderò per inserirvi l’intervento sul collettore principale di via Romana”.

A chiusura del Consiglio Comunale, il sindaco ha ricordato “come nel 1978, anno della mia laurea in ingegneria idraulica, si tenevano presenti alcuni parametri per il calcolo di un collettore fognario. Sono passati 40 anni e il livello di progettazione è cambiato. Guardando ancora a quel passato, la parte di città di cui ci siamo occupati stasera ha visto solo aggiunta di strade, case e del fatidico sottopasso di via Salvadori. Per fortuna, abbiamo un collettore naturale che per sua natura non ha problemi, il Vingone, in virtù della sua sezione idraulica, e gli interventi accennati da Sacchetti vanno nella direzione giusta. Dobbiamo avere tutti il coraggio di ammettere che siamo vittime di un passaggio temporale che rende obsoleti gli attuali sistemi fognari e che gli eventi sono diventati straordinari. Ma ho la volontà di cambiare le cose, partendo dalla partecipazione ai tavoli europei e dalla adesione alle loro direttive che si pongono il problema dei cambiamenti climatici e dei modi per arginarli, in primis la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Non mi limito a occuparmi di emergenze ma guardo al futuro”.