Walter De Benedetto a Roma per la manifestazione indetta dalla associazione Luca Coscioni

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Una speciale ambulanza è stata messa disposizione dalla associazione. Lo preleverà a Ripa di Olmo per portarlo il 23 ottobre alle 17 alla manifestazione indetta a Roma in Piazza di Montecitorio, con consegna di oltre 25.000 firme al presidente Fico per la legge sulla Cannabis Legale, in coda da tre anni

Martedì 29, l’attenzione dei media su questa vicenda si sposterà invece nella nostra città, dove assieme al coordinatore Marco Perduca, sarà presente anche Marco Cappato

Ad accoglierlo a Roma, ci sarà sia Cappato che il coordinatore della campagna “legalizziamo” Marco Perduca e probabilmente saranno ricevuti dal presidente della Camera Roberto Fico.  

La manifestazione “Cannabis? Meglio Legale” è promossa dall’Associazione Luca Coscioni in collaborazione con Radicali Italiani, per la sensibilizzazione dei parlamentari di maggioranza ed opposizione sul tema della legalizzazione della Cannabis. Con l’occasione, verranno consegnate al presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, 25.000 firme raccolte in questi tre anni dall’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani.

Proprio l’Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani con altri avevano depositato una proposta di iniziativa popolare nel 2016, con il sostegno di 68 mila cittadini.

Perduca: “Ammesso e non concesso che si vogliano registrare alcuni derivati della cannabis come vere e proprie medicine, siamo totalmente d’accordo in merito alla raccomandazione di lanciare studi pilota. Lo chiediamo da anni, e in particolare lo chiediamo proprio a partire dalle varietà FM1 e FM2, prodotte dallo stabilimento farmaceutico militare di Firenze.

Se da un lato – prosegue Perduca – occorre che il Ministero renda noti i dati raccolti dalle regioni relativi al numero di ricette, al tipo di condizioni per cui i cannabinoidi sono stati prescritti, e quali e quanti prodotti son stati venduti, oltre che naturalmente quali sono stati gli effetti avversi registrati, dall’altro occorre fare formazione per gli operatori  informazione pubblica per chiarire quale sia lo stato dell’arte della cannabis terapeutica in Italia oggi”.

Il parere del Consiglio Superiore di Sanità non è contrario all’uso delle piante in terapie di “seconda scelta” è, magari riportato un po’ superficialmente dalla stampa generalista, la risposta che la comunità scientifica dà quando interrogata sull’argomento.

Dire che non ci sono sufficienti prove deve essere stimolo per aumentare e ampliare le ricerche: piuttosto dovrebbero essere avviati ricerche sulla pianta e trial clinici, o meta-analisi di letteratura esistente. La cannabis Made in Italy viene prodotta seguendo tutti i protocolli previsti per poterla eventualmente registrare come medicina, quindi, sempre ammesso e non concesso che questo sia il miglior modo di procedere, occorre passare alla fase di trial clinici per confortare quanto scritto con evidenze. Lanciare le sperimentazioni consigliate dal Consiglio Superiore di Sanità sarebbe inoltre la migliore risposta del nostro Governo alla raccomandazione dell’OMS relative alla riclassificazione internazionale della cannabis, sulla quale le Nazioni Unite saranno chiamate a esprimersi l’anno prossimo.

Il videoappello di Walter

“Rischio il carcere per curarmi”

Walter De Benedetto soffre di artrite reumautoide, una malattia rara altamente invalidante che causa forti e costanti dolori. Nelle settimane scorse ha ricevuto la visita dei carabinieri perché in possesso di piante di cannabis, a lui utile per finiti terapeutici, poiché la ASL di Arezzo non era in grado di garantirgli la quantità a lui necessaria per la terapia per cui gli viene prescritta.

Così ha scritto un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e ai ministri della salute e della difesa per chiedere un incremento della produzione di prodotti a base di cannabis e perché si arrivi alla legalizzazione della pianta per tutti i fini.

Mercoledì 23 ottobre 2019, a partire dalle ore 17:00 in Piazza di Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati, De Benedetto scenderà in piazza insieme all’Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani, per chiedere ai Parlamentari di riprendere il cammino interrotto nella scorsa legislatura in merito alla legalizzazione della Cannabis. In quell’occasione, verranno consegnate al presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, oltre 25.000 firme raccolte nel 2019 a sostegno della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis depositata alla Camera nel novembre 2016 con 68000 firme.

“Domani saremo in piazza con i parlamentari di varie forze politiche per porre l’accento su un tema che riguarda tutti i cittadini”, dichiarano Marco Perduca, della direzione dell’Associazione Coscioni e Antonella Soldo, tesoriera di Radicali Italiani. ” Per la prima volta abbiamo una maggioranza parlamentare i cui membri, separatamente, si sono espressi a favore della legalizzazione. E se lo facessero ora tutti insieme? Legalizzare la cannabis vuol dire eliminare i costi del proibizionismo che pesano sulle tasche e sulle vite di tutti gli italiani e togliere lavoro alla criminalità organizzata. E’ incredibile che ancora venga strumentalizzato un problema così serio, come ha fatto ieri l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando di crisi legata all’uso delle droghe, senza distinzioni e facendone la solita questione meramente ideologica. In piazza con noi, e all’incontro col presidente Fico, ci sarà anche Walter De Benedetto, cui pochi giorni fa ad Arezzo è stata sequestrata una mini serra di marijuana composta da sole 9 piante, indispensabili per alleviare i terribili dolori che gli provoca l’artrite reumatoide”.

  • Uno stralcio dell’appello

La mia è una storia di negazione del diritto alla salute e di accesso a terapie consentite nel nostro paese per, tra l’altro, curare il dolore grazie alla cannabis. Un dolore che non aspetta.

…Da anni ho trovato conforto terapeutico nella cannabis, ma da tempo non riesco a ottenere la quantità che mi occorre per affrontare il dolore che quotidianamente mi accompagna. La scarsità dei prodotti è dovuta a una crescente domanda a cui l’Italia non è riuscita a corrispondere con la produzione nazionale o le importazioni.

…Siamo in migliaia a doverci confrontare tutti i giorni con questa mancanza, rispondendo come possiamo, arrangiandoci, spesso grazie alla solidarietà fattiva di amici e parenti o di associazioni, per non dovere soffrire le pene dell’inferno perché il dolore non aspetta.

Caro Presidente Conte, cari Ministri della Salute e della Difesa, cari Parlamentari tutti, in queste ore in cui state definendo la legge di bilancio Vi chiedo, Vi chiediamo, di prevedere ulteriori finanziamenti in questo senso, come chiede anche l’Organizzazione mondiale della sanità.