INVESTIMENTI IN EDILIZIA SANITARIA: MAZZATA ALLA TOSCANA DEL SUD

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Arezzo città “povera”, ennesimo schiaffo dalla Regione.

Pochi soldi, in ritardo, e spacciati come oro. Ora dalla Regione ci aspettiamo il piano straordinario “San Donato 2030” aperto ai professionisti e alla città

Il piano di investimenti in materia di edilizia sanitaria che riguarda il triennio 2019 – 2021 è di 1 miliardo e mezzo di euro per l’intero sistema sanitario della Toscana. All’interno di questo finanziamento, tra fondi regionali statali e mutui, al netto dei finanziamenti destinati alle Aziende Ospedaliere Universitarie di Pisa (423 mln di euro), Careggi (110 mln), Meyer (circa 18 mln), Siena (230 mln), le risorse destinate alle ASL ammontano complessivamente a circa 693 mln di euro e sono così suddivise: ASL Toscana Centro, 171 mln, ASL Toscana nord-ovest 442 mln, ASL Toscana sud-est 80 mln. Ciò significa che ai presidi ospedalieri delle provincie di Arezzo, Grosseto e Siena è destinato l’11,5% degli investimenti previsti per le tre aslone. E dentro questa percentuale minima, Arezzo gioca un ruolo marginale perché si vede riconosciuto un finanziamento dedicato a generici adeguamenti simsici (esattamente come tutti i presidi ospedalieri di tutti i territori) e un finanziamento per le sale operatorie, che aspettiamo da moltissimi anni.
Continuiamo a ribadire che ad Arezzo arrivano interventi ritardatari e minimali che non possono essere salutati come elementi di attenzione da parte della Regione Toscana, e dati i numeri, riteniamo anche offensivo che si possano considerare tali. La verità vera è che il sud della Toscana pesa pochissimo e all’interno di questo pochissimo pesa ancor meno il presidio ospedaliero del San Donato a dispetto di ciò che esso rappresenta e soprattutto di ciò che esso dovrebbe rappresentare. Questi numeri dimostrano una avversione ed una dichiarazione di guerra della Regione nei confronti della aslona, e segnatamente nei confronti di Arezzo, di cui dovremmo tenere conto indipendentemente dalle parti politiche, e che insieme dovremmo tentare di risolvere nell’interesse dei nostri cittadini. Dopo gli Stati Generali di marzo e l’attesa della pubblicazione di dicembre, non è più rinviabile da parte di Regione Toscana l’avvio di una fase di concertazione aperta ai professionisti e alla città per dare vita ad un piano straordinario “San Donato 2030” che certo non si può barattare con interventi tampone tanto necessari quanto del tutto irrilevanti in un’ottica complessiva che pensavamo ci fosse, e che nel dettaglio di questo piano nessuno può vedere”.