PILLOLA DI URBANISTICA SPIEGATA AL POPOLO, OVVERO POPULISTA

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Buongiorno, sono l’architetto Squadretti (S), è lei il signor Mario (M)?

  1. M) Sie, so’ io, che volete?
  2. S) Il mio cliente, Carlo R., che lei conosce, vorrebbe fare una casa per suo figlio ma non ha il volume sufficiente e le chiede se volesse vendere quel capanno che lei non sembra adoperare. Sa, è una novità del Piano Regolatore.
  3. M) Chee, vuole comprare il mi’ capanno? O che ce fa col mi’ capanno, mica vorrà venire a stare nel mi’ giardino?
  4. S) No, no, non si preoccupi, ci serve per i crediti edilizi
  5. M) Crediti? Beati voi, qui intorno c’ha tutti i debiti. Ma io ‘unn’ho capito niente, abbia pazienza; me lo spiega che ci vorrebbe fare col mi’ capanno? E badi, giusto perché conosco il su’ cliente, sennò l’avrei già mandato a quel paese.
  6. S) Le spiego: oggi è possibile demolire edifici esistenti e il volume demolito (sarebbe corretto dire superficie ma si capisce meglio volume) può essere acquistato da chiunque volesse utilizzarlo da un’altra parte. Cioè il suo capanno si demolisce e la sua superficie si può trasferire in un altro terreno di proprietà dell’acquirente. Non nel suo giardino, tranquillo. Lei non vende la sua capanna ma solo la superficie della sua capanna, prima di venderla però la deve demolire. Quando decidesse di venderla questa superficie, lei si iscriverà in un registro del comune, registro dei crediti lo chiamano, e chi ne avesse bisogno leggerà il registro, prenderà il suo nome, o quello di altri, e si metterà in contatto con lei per una trattativa. Io però metto le mani avanti e vorrei capire se si può fare l’affare prima, per guadagnare tempo ed essere sicuro che domani il mio cliente possa fare la casa.
  7. M) Mah, io sarò duro, ma non capisco perché per far costruire la casa ad uno che la vuole, bisogna demolire per forza qualcosa di un altro! Lei dice che non vendo la capanna, ma fatto sta che io la capanna ‘un ce l’avrei più. O non era il comune a decidere dove e quanto se pole murare! O perché me vuole fare demolire la mi’ capanna? O che fanno, come la spazzatura che viene riciclata?
  8. S) Ecco, bravo, in un certo senso sì. Sa, c’è l’idea, che però è diventata legge, che non si può consumare il suolo e sarebbe auspicabile il “volume 0”. Quindi hanno inventato questo sistema dei crediti edilizi.
  9. M) Il suolo si consuma? ‘Un lo sapevo, io non l’ho mai visto consumato. Certo che la tennologia va avanti. Ma veniamo al dunque, tanto per non perdere tempo tutti e due che io c’ho da fare: quanto me la paghereste questa capanna?
  10. S) Quanto gliela pagheremmo…saranno 30 mq… gli potremmo offrire 9.000 euro. Però la demolizione e lo smaltimento, in questo caso, sarebbe a spese nostre, anche se spetterebbe al venditore. Se poi vuole, le lamiere e i pali di legno li può tenere.
  11. M) Se per caso la doveste demolire mi raccomando di non fare tanto casino che c’ho l’orto accanto e se me lo rovinate mi girano parecchio i coglioni. E poi, se io o il mi’ figliolo, un domani volessimo costruire una casa per il mi’ nipote, questo credito della mia capanna varrebbe anche per me?
  12. S) Certo, almeno per i cinque anni successivi all’approvazione del piano.
  13. M) E dopo?
  14. M) Non si sa
  15. S) Senta, mi sembra parecchio incasinata la facenda. Intanto, se proprio mi venisse in mente di venderla, dovrei andare dal mi’ geometra, che me piglia i guadrini; poco ma qualcosa me piglia. Poi dovrei parlare con la mi’ moglie e creda, non mi riesce facile a raccontargliela per bene. Poi la mi’ moglie ha preso le pedate del su’ poro babbo che “le case si comprano ma non si vendono”. Poi 9.000 euro non sono proprio da buttare via, tra l’altro so’ sicuro che se me ne offrite 9 ne potrei chiedere 10 e anche più, però non mi cambiano la vita e io perdo un volume che oggi non mi serve, domani non lo so e forse potrebbe servire al mi’ nipote con questo discorso del suolo consumato e del volume zero, come la Coca Cola, e delle case da riciclare. Sa che se fa, io la ringrazio, la saluto e casomai ci dovessi ripensare chiamo il su’ cliente e gliene dico. Ma non ci faccia troppo conto. Se vuole gli offro un vinsantino, altrimenti arrivederci.
  16. S) No grazie, la mattina non bevo. Arrivederci. Ci ripensi però…

Pietro Pagliardini