Eike Schmidt sarà ancora per quattro anni il direttore degli Uffizi

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Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha firmato un nuovo mandato per altri quattro anni.

Franceschini aveva spiegato che il rinnovo di Schmidt, era subordinato ad un generale accordo con il governo austriaco, dato che questi avevano già nominato Eike Schimdt direttore del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

L’accordo non c’è, ma non c’è nemmeno una crisi diplomatica.  Una conversazione telefonica tra Schmidt al ministro Alexander Schallenberg, ha permesso di sciogliere le riserve.

Il sito della Presse ha scritto che dalla disdetta dello storico dell’arte tedesco “si può desumere che all’ultimo secondo gli italiani hanno elaborato una proposta, meglio dotata finanziariamente, per trattenere Schmidt. Con successo”. Oppure che restare a dirigere il piu’ importante museo del mondo, secondo solo a quello vaticano, resta sempre un punto di arrivo professionale.

Il ministro, pur diplomatico di professione e che non vuole creare grane con l’Italia, secondo Die Presse, ci deve essere rimato molto male se ha definito il comportamento di Schmidt “estremamente non professionale e veramente senza precedenti”. Ma alla fine deve avere ingollato il rospo!

Oltre a quello di Schmidt, sono stati rinnovati per quattro anni anche gli incarichi di Cristiana Collu (Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma) e di Sylvain Bellenger (Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli).

“L’autonomia dei musei funziona”, ha dichiarato a margine del rinnovo il ministro Franceschini, “in questi anni ha portato sicuramente maggiori visitatori ma è stata soprattutto un ottimo strumento per modernizzare i musei italiani e rafforzare la tutela e la produzione scientifica. I dati parlano chiaro: l’incrocio tra riforma e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per il sistema museale italiano”