I curdi, Facebook e i fake che circolano.

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Quanto avviene nel vicino oriente dove le forze armate turche stanno invadendo il territorio popolato dalla etnia curda con la scusa di lottare contro terroristi non ben identificati propone, una volta di più, sensazioni di indifferenza vissute anche in anni recenti, pulizie etniche che avvengono di fatto con il beneplacito della comunità internazionale.

Parole vuote, neanche tanto dure, dai governi e dalle istituzioni occidentali che non modificano l’azione militare portata avanti da una nazione all’interno del territorio di una altra e colpiscono in maniera indegna la popolazione civile.

Non conosco curdi, non sono ferrato sull’argomento, conosco un po’ la storia e la Turchia è accusata di pulizia etnica nei confronti della etnia armena e della etnia curda: questo mi fa preferire i pochi schiacciati dai troppi, in questo caso anche per motivazioni religiose.

Gli armeni sono cristiani, la maggioranza curda non aderisce alla religione dominante in Turchia. La Turchia di Atatürk fece un enorme balzo in avanti anche da un punto di vista sociale, mi sembra che la odierna società turca non brilli come nel passato: il nazionalismo esasperato continua a farla da padrone con tutte le esecrabili conseguenze.

Inoltre la guerra è collante utilizzato da ogni Stato ogniqualvolta la guida del paese venisse messa in discussione, quindi per la attuale nomenclatura turca fare la guerra a un passo da casa serve a distrarre le masse e a farle rinsaldare a favore della nomenclatura stessa.

Le spinte autonomiste curde si esprimono sia in forma democratica e in forma terroristica, il governo turco ha sempre represso la richiesta di autonomia facendo leva sugli atti terroristici curdi: anche adesso questa guerra viene giustificata con la lotta al terrorismo, non quello che preoccupa noi occidentali -al Qaeda o le sue varianti-, quello che preoccupa il governo di Ankara. Quindi guerra di conquista, chi si oppone è considerato terrorista, centinaia di migliaia di profughi che scappano dalle loro case e dalle loro proprietà contribuendo a destabilizzare una zona cruciale per il mondo occidentale. E nulla più conta l’importante contributo che i volontari curdi organizzati -fra cui combattono anche le donne- hanno dato (ovviamente anche nel loro interesse) contro i tagliagole sotto le bandiere nere.

Il fiorentino Lorenzo Orsetti si era unito ai curdi ed è morto combattendo pochi mesi fa.

In più siamo costretti a ingollare le minacce che il signor Erdogan invia alla Unione europea sui migranti che vengono accolti in Turchia a spese UE e che verrebbero cacciati dalla Turchia per venire a invadere l’Europa.

Quindi sto coi curdi e contro la Turchia di Erdogan. Ma poco posso fare salvo lamentarmi del governo del mio paese, pavido ed insignificante. I social sono stati inondati di messaggi principalmente a sostegno della etnia curda, mi è stata inviata da più persone la foto che ritrae Papa Francesco insieme ad Erdogan in una foto ufficiale e altra foto in cui Papa Francesco “bacia” Erdogan: tra virgolette perché a qualunque osservatore non deve sfuggire come Erdogan non abbia più la cravatta della foto precedente, considerato il non aver mai visto alcun Papa baciare pubblicamente sulla fronte un leader politico. Una bufala, elaborata, con scopi politici a me ignoti salvo screditare papa Francesco. Un post teso a criticare il Papa.

Intanto non capisco perché dovrei criticare il Papa più dei governanti che eleggo, loro incontrano e salutano Erdogan molto più frequentemente di qualsivoglia prelato. La visita del leader turco in Vaticano faceva parte dell’attività diplomatica che ha portato il Papa in Turchia pochi mesi fa ad incontrare la minoranza cristiana che vive in quel paese. Quindi che i due Stati mantengano buoni rapporti mi sembra opportuno per il benessere di quelli che sono miei correligionari lontani. E a quelli che non lo capiscono andrebbe tolto lo smart phone. Mentre quelli che hanno montato due foto per ottenere quell’immagine falsa a cui troppi hanno creduto bovinamente andrebbero presi a calci. E quelli che hanno dato evidenza a quel post dovrebbero scusarsi. E riflettere su quanta schifezza gira su Facebook. E più in generale su Internet, per iniziare non prendete Wikipedia per oro colato.