Imprese artigiane sotto il macigno dei costi dell’energia

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Autunno di aumenti per gas e luce elettrica. Costi altissimi: +12% rispetto alla media europea causa oneri fiscali
 
Vannetti: gravissimo il gap tra i prezzi pagati dalle
nostre piccole imprese rispetto ai competitor esteri
 
Partiamo dai numeri. Dai dati Eurostat: se consideriamo i prezzi unitari al netto dell’Iva, una nostra piccola impresa paga un prezzo di 17,83 c€/kWh euro al kWh, 1,92 centesimi in più del prezzo pagato da una impresa di analoga dimensione nell’Eurozona, con un divario del 12,1%. Tutta colpa della nostra fiscalità: il divario di prezzo è determinato quasi interamente, per il 94%, dagli oneri fiscali e parafiscali. Per questo il nostro Paese è secondo posto in Ue per prezzi energia elettrica delle piccole imprese. Il gap con Eurozona vale 1,5 miliardi di euro.
“L’analisi dell’ultimo aggiornamento sui prezzi dell’energia elettrica delle piccole imprese – evidenzia Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo – fa emergere il persistere di un gravissimo gap tra i prezzi pagati dalle piccole imprese italiane rispetto ai competitor europei”.
“Attenzione poi – spiega Vannetti – a che le iniziative allo studio per limitare i danni di questa disparità siano portate avanti con la giusta impostazione, e su questo Confartigianato vigilerà, per evitare che dietro gli impegni normativi allo studio non si nascondano soluzioni per cui all’aumento dei costi in bolletta per molti, faccia riscontro il vantaggio di pochi”.
“C’è bisogno di un attento lavoro di aggiustamento  – insiste Vannetti – per evitare la persecuzione delle piccole imprese artigiane, che sono spessissimo aziende familiari, visto che con l’autunno stanno arrivando anche i rincari di luce e gas”.
Per i clienti che sono rimasti nel servizio di maggior tutela, infatti,  l’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, ha comunicato che, nel quarto trimestre 2019, le bollette della luce aumenteranno del 2,6% e quelle del gas del 3,9% per la famiglia tipo. L’aumento è scattato dal primo ottobre e comporterà, sempre per la famiglia tipo, una spesa annua al lordo delle tasse di circa 559 euro, mentre per il gas sarà di circa 1.107 euro.
A questo si aggiunge che il maggiore costo dell’energia elettrica delle micro e piccole imprese si traduce in un aggravio stimato di 208 euro all’anno per ciascun punto di prelievo. In particolare i prezzi pagati da una piccola impresa italiana superano del 7,8% quelli sostenuti da una omologa in Spagna e del 35,1% quelli pagati in Francia.
“Confartigianato Arezzo  – spiega ancora Vannetti – si batte anche in maniera molto operativa a fianco di imprese e famiglie per contribuire a rendere meno pesante la situazione: lo fa attraverso il servizio attento svolto dal nostro Consorzio Multienergia, che, essendo garantito da un’organizzazione forte e radicata nel territorio, nel tessuto sociale e economico quale è Confartigianato Arezzo, può essere una garanzia per i cittadini. Garanzia di operare in maggiore tranquillità per migliorare la situazione e rendere la bolletta meno cara possibile sia per le Pmi e sia per le famiglie aretine”.
In effetti attraverso il Consorzio è possibile avere buoni sconti sul prezzo della componente energia che viene applicato nel Mercato Tutelato e Multienergia,  inoltre la struttura garantisce che, allo scadere del contratto, le condizioni di rinnovo siano comunque favorevoli in quanto anche queste vengono annualmente contrattate. Aderire è gratuito, non è previsto nessun onere nel caso di recesso anticipato.
Il tutto senza alcun costo, senza pagare cauzioni, con la garanzia della continuità della fornitura, e senza dover fare pratiche, che verranno svolte dal Consorzio, dunque senza perdite di tempo, “elemento fondamentale di vantaggio, questo, per i piccoli imprenditori  – chiude in proposito Vannetti – che sono quotidianamente alle prese con una burocrazia invasiva e onnipresente”.