Gli abissi del più elevato consesso aretino. I misteri del consiglio comunale.

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Lo strana idea della trasparenza amministrativa ad Arezzo

Alcune settimane fa volevo scrivere una riflessione circa presenze ed attività dei consiglieri comunali aretini per elogiare i più presenti e tirare le orecchie agli assenti cronici. Ho quindi cercato nelle pagine web del Comune di Arezzo il report previsto dall’articolo 30 del regolamento del nostro consiglio comunale.
Questo  prevede l’obbligo di comunicazione di una serie di dati relativi alla posizione lavorativa, reddito e patrimonio dei consiglieri comunali ad inizio legislatura affinché vengano resi pubblici e inoltre recita “I dati di cui sopra verranno integrati a cura degli uffici con un elenco degli atti presentati comprese le interrogazioni ed un report sul numero di presenze a sedute di Consiglio, commissioni, conferenza capigruppo“. L’ultimo report presente sul web comunale risale ai primi mesi del 2015, rendiconto quasi totale della 2°consiliatura Fanfani. Ho chiesto delucidazioni agli uffici competenti il 24 luglio, senza alcuna risposta. Deluso dal silenzio, il 21 agosto ho scritto al presidente del consiglio comunale, Mattesini. Nuovamente silenzio.

Il 17 settembre ho inviato una pec al presidente del consiglio: penserete, Mattesini ha sicuramente risposto. No, sbagliate. Mattesini non ha mai risposto, secondo me sbagliando. Ma l’indomani gli uffici comunali competenti hanno replicato alla mia mail iniziale: quindi la mail era arrivata, l’avevano semplicemente “scansata”. Del resto la risposta è deludente, eccola: “Questa previsione non è stata ancora resa operativa poichè purtroppo non disponiamo dello strumento informatico gestionale per consentire l’elaborazione del report, ed è una delle prossime implementazioni tecnologiche che abbiamo in cantiere tra i nostri obiettivi. In attesa di tale implementazione tecnologica, le presenze dei consiglieri sono comunque dati pubblici cui chiunque può liberamente accedere consultando nel sito (albo online) tutti gli atti delle singole sedute consiliari. Le presenze nelle commissioni (compresa la Conferenza dei Capigruppo) sono dati contenuti nei rispettivi verbali, anch’essi accessibili su istanza.“.

Mancando sanzioni per il non rispetto di termini di preparazione e pubblicazione del report ex art. 30, quanto affermato dagli uffici comunali non fa una grinza. La previsione non è stata resa operativa, se voglio sapere chi era presente devo andare a cercare il verbale di 1 o più sedute del consiglio comunale e farmi il prospetto. Altrettanto, previa richiesta agli uffici, potrei fare per le commissioni. Ricordo che questa attività viene invece fatta periodicamente dagli uffici comunali perché  i consiglieri comunali ricevono un gettone per ogni presenza, quindi il rendiconto è necessario per provvedere al pagamento delle presenze. Sgradevole che non si comunichi quanto sinora elaborato sulla base dei verbali, ma è atteggiamento che fa il pari con la comunicazione che questa previsione del regolamento del consiglio comunale farà un passettino avanti quando avranno i soldi per quello specifico software. Ma non è che questa previsione è comparsa nel regolamento ieri: no, è lì da anni, ma non avendo specifico software viene fatta una volta a consigliatura. E i cittadini ringrazino ossequiosi. E non rompano i coglioni.
A me personalmente pare un controsenso: questa norma è stata confermata nel riesame del regolamento consiliare effettuato nel 2017. Non risulta cogente, non sono molti i comuni italiani che si sono assunti questo obbligo e che mensilmente (o quasi) pubblicano il report. Evidentemente al Comune di Arezzo ci tengono a fare bella figura a parole, di essere al pari dei migliori, dei più trasparenti, dei più comunicativi: tanto poi non fanno un piffero, (forse) solo quanto strettamente necessario. Tanto non c’è neanche una sanzione. Ma per il cittadino la sanzione è sempre prevista: due pesi e due misure.
Che poi bisogna chiedersi se è giusto spendere per un software che evidentemente non è così indispensabile: non vorrei spendessero € 200.000 in uno strumento sostanzialmente inutile. E con l’atteggiamento che -ripeto- anima il più elevato consesso aretino da molti anni non si fatica a comprendere le reprimende che le opposizioni facevano alla maggioranza quando la pubblicazione delle informazioni sui consiglieri latitava; nè deve stupire che una norma per mettere la cittadinanza nella condizione di rendersi conto se un eletto abbia un incremento di redditi o patrimonio venga poco apprezzata dagli eletti stessi. La legge impone l’obbligo per il consigliere e prevede (anzi suggerisce) che le informazioni possano riguardare anche i parenti più vicini: io non ho memoria di consiglieri che abbiano pubblicato informazioni sui loro parenti. Ad Arezzo sarebbe stato opportuno l’obbligo di tale previsione ricordandosi quanto è successo con i “moschettieri del mattone”, consiglieri comunali che si ingrassavano mettendo ostacoli o scivoli a pagamento alle pratiche edilizie: qualcuno di loro fece addirittura assumere la figlia da parte di azienda che era stata strizzata dal trio.

A proposito: quale è il consigliere più assente durante la amministrazione Fanfani? Vince a mani basse, con il 45% delle assenze alle riunioni del consiglio comunale, con 80% di assenze a commissioni, il nostro -o meglio vostro- Ghinelli, l’attuale sindaco. Che affare che ci avete fatto fare.

Di amministrazione del cambiamento e trasparenza, parlerò nel prossimo appuntamento.