“E VOLO SOPRA ‘L CIELO, E GIACCIO IN TERRA; E NULLA STRINGO, E TUTTO ‘L MONDO ABBRACCIO”.

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L’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo, ha il piacere di invitare la cittadinanza, il 25 settembre alle ore 17,30, alla presentazione di un’opera che il Maestro Franco Fedeli ha voluto donare alla prestigiosa istituzione aretina e alla città.

Un ritratto di profilo, eseguito a carboncino, dove il Poeta guarda lontano, oltre il tempo e lo spazio, arricchito da una poesia di Petrarca cara a Fedeli “ E VOLO SOPRA ‘L CIELO, E GIACCIO IN TERRA; E NULLA STRINGO, E TUTTO ‘L MOMDO ABBRACCIO”.

Petrarca e Fedeli sono accomunati casualmente dalla nascita ad Arezzo, dal nome Francesco e da Laura, ma sono legati essenzialmente e soprattutto da un percorso interiore, sentono entrambi la fugacità del tempo e come scrive Petrarca nella Lettera a Ser Giovanni Aretino: “… grato a Dio che oltre a molti doni mi ha dato intelletto e cuore capaci di affrontare le avversità…”.

Lo storico dell’arte Eduardo Cicelyn, in una presentazione ad una mostra di Fedeli nel 2005, fece una considerazione su ciò che unisce gli artisti di tutte le epoche e scrisse: “…ci si immagina che il pittore, come il poeta, sia un’anima bella, spaesata nel mondo prosaico in cui siamo gettati. Mai si prova a vedere quanto lavoro c’è dietro un segno o un colore, così come tanta opaca fatica sempre si cela dietro la brillantezza cristallina di un verso…”.

Una “frequentazione” più approfondita di Fedeli col Petrarca risale al 1974 quando l’Ente Provinciale per il Turismo fece una pubblicazione scritta dal Prof. Enrico Malvestiti “Il Petrarca e la terra di Arezzo”  e chiese all’artista aretino di realizzare dal vero alcuni disegni a inchiostro di china che raffigurassero scorci trecenteschi della città. Il libro, dedicato all’Illustre storico dell’arte Mario Salmi, fu molto apprezzato dal medesimo che, nell’occasione della presentazione, citò e scrisse: “ … L’opera di un pittore Fedeli, che ha illustrato lo studio del Prof. Malvestiti con dei delicati e raffinati, eleganti disegni che racchiudono il testo “.

Nel tempo altri storici dell’arte hanno sottolineato una comunione mentale fra i due, Amnon Barzel nel 2002 scrisse di Fedeli: “…Molti vivono, passano e sono indifferenti, per te è come un miracolo, sei nato dentro il nido dei sentimenti dei grandi artisti che sono stati qui; Petrarca poteva darti la mano e camminare insieme per le strade, sicuramente Piero della Francesca, non è un dato turistico, è un fatto molto profondo per te…”.