A briglia sciolta del 20 settembre 2019. Le risposte del sindaco Ghinelli…..

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Più di un aretino ricorderà la interrogazione diretta al Sindaco e presentata il 19 luglio scorso dal consigliere di opposizione Bracciali: venivano chieste le ragioni della presenza dell’avvocato Rason quale ospite in tribuna d’onore alla giostra del Saracino nel settembre 2018.
Domanda scomoda per una presenza particolarmente imbarazzante e scottante: l’avvocato Rason è al centro della inchiesta circa consulenze affidate da Coingas, inchiesta che in settembre dovrebbe vedere il confronto fra gli indagati e la magistratura inquirente. Da spiegarsi oltre 500.000 euro di costi in consulenze su cui i revisori hanno puntato un faro: non paiono essenziali, non sarebbero adeguatamente sostenute dalle carte.
Ricordo sono indagati a vario titolo figure di elevato spessore politico: il sindaco Ghinelli, l’assessore Merelli, da Coingas l’ex presidente Staderini e l’attuale presidente Scortecci (entrambi OraGhinelli), il presidente di Estra Macri (alleato elettorale di Ghinelli), seguono altri.
La presenza di un personaggio come Rason, che non ha motivo di rientrare fra gli ospiti d’onore della città di Arezzo, insomma spiegare i motivi per cui il destinatario di numerose centinaia di migliaia di euro in consulenze affidate senza gara pubblica (fatalità, come dicono a Vicenza, tutte di importo inferiore ai 40.000€ -oltre cui l’affidamento senza gara è illecito) venisse ritenuto degno di tale onore sono domande scabrose: infatti il sindaco Ghinelli farfugliò circa la continua evoluzione dell’elenco invitati, insomma non rispose.
Ghinelli mi è parso profondamente imbarazzato, forse sperava non venisse fuori la grana dell’invito a uno che dovrebbe invitare la città a casa sua (di solito sono i fornitori a fare regali ai clienti).
Ricordo che il regolamento del Consiglio comunale prevede che  “Alle  interrogazioni  viene  data  risposta  entro  il  termine  di  30  giorni  dalla  loro  presentazione,  o comunque entro le due sedute successive del Consiglio“.
Non vi è stata risposta verbale al successivo (qualche giorno fa) Consiglio comunale, il consigliere Bracciali mi dice aver ricevuto semplicemente l’elenco degli invitati in tribuna d’onore tra i quali compare effettivamente l’avvocato Rason (se vale come risposta spalancati cielo).
Credo che i cittadini di Arezzo abbiano diritto di avere una risposta ben più articolata, spero che questo pro memoria abbia la forza di far spiegare al Sindaco i motivi di quella presenza (o indicare coloro che lo hanno invitato, qualora non fosse stato Ghinelli, fattispecie con altre perplessità).
Diversamente il consigliere Bracciali incalzerà il sindaco Ghinelli affinché venga fornita adeguata e pubblica risposta.
I ragionamenti con cui Ghinelli ha motivato l’utilizzo di espressioni sgradevoli nei confronti della cittadinanza (siamo persone cui far credere che gli asini volano!) lasciavano sottintendere una sostanziale lontananza da motivazione e concessione delle consulenze, tra le persone coinvolte e la persona del sindaco Ghinelli. La presenza del destinatario delle consulenze in tribuna d’onore invitato dal Sindaco lascerebbe in verità intendere conoscenza e vicinanza di ben altro spessore.
Da spiegare, senza ricorrere agli asini; senza ampia risposta si possono fare strada motivazioni dolorose per la città e fatali per la amministrazione Ghinelli.
Non ci facciamo poi annebbiare la mente da quanto avvenuto durante l’ultima assemblea dei soci di Coingas dove è stato deciso l’annullamento delle consulenze in essere: il problema politico è l’eventuale coinvolgimento di parte significativa della attuale maggioranza in tale gestione di una importante azienda partecipata e l’eventuale intreccio delle persone coinvolte. Fossero stati più attenti alla forma, avrebbero annullato quelle consulenze numerosi mesi fa, intraprendendo forme di tutela dei soci (che poi siamo noi aretini): potevano spingere Scortecci in quella direzione, riducendo l’impatto dell’affaire.
Accade ora che un consigliere comunale di maggioranza vada a dire in giro che questo è cambio di rotta sostanziale, anzi addirittura un segnale di discontinuità utile alla verifica (di maggioranza): ma che me ne frega! Andava fatto ad aprile, spiegando ai cittadini soci cosa fosse successo, invece di offenderli.
Non è ragionevole pensare di affrontare i dubbi della città infilando in una busta l’elenco degli invitati d’onore: per il bene della città, per rispetto nei confronti del consiglio comunale, è necessario fornire una risposta chiara che (spero) allontani ogni dubbio. Altrimenti le risposte sono quelle sopra accennate.
Sono soldi degli aretini per il 45%.