Nicastro: “Risoluzione di una crisi”. I problemi della banking resolution e quelli della tutela del risparmio

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In una conversazione a Radio24 aveva detto:

“Ho sentito parlare tantissimo del caso Boschi. Penso che sarebbe molto importante che si parlasse altrettanto di diversi problemi molto concreti che sono stati alla base del dissesto di queste banche e di cui invece si parla poco.

Parliamo ad esempio dei sistemi di GOVERNANCE, del funzionamento di pesi e contrappesi che stanno dietro alla gestione di una banca: la COMPETENZA di un cda, il rapporto tra il consiglio e l’ADil ruolo del collegio sindacale, il ruolo dei revisori.

Dietro questi dissesti ci sono delle domande che occorre farsi e francamente se non ci poniamo delle domande e non garantiamo che vengano date le soluzioni, poi il rischio di ritrovarci questo problema ce lo troviamo ancora”.

Presentando recentemente il libro “Risoluzione di una crisi” (Bancaria Editrice, pagg. 295, Euro 35), Roberto Nicastro, che ne è stato uno dei curatori assieme a Paola Leone e Secondino Natale oltre a essere autorevole componente della squadra di nuova governance nominata dall’Unità di Risoluzione presso la Banca d’Italia per gestire la crisi di alcuni Istituti bancari, ha testualmente affermato che non si era in presenza di un “instant book”.

Banche tra salvataggi e crisi: un libro di Nicastro

L’affermazione appare doppiamente giustificata, sia perché il libro viene pubblicato a circa tre anni e mezzo da quell’autunno del 2015 in cui le 4 Banche – Cassa di Risparmio di Ferrara, Carichieti, Banca delle Marche e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio – che erano state assoggettate a commissariamenti si ritrovarono in una gravissima crisi di capitale e di liquidità: aggiungendosi come aggravante che il tutto si andava manifestando nell’imminenza dell’applicazione della nuova normativa europea di risoluzione delle crisi bancarie.

Sia, perché soprattutto l’articolazione del libro offre al lettore un percorso narrativo, arricchito dal contributo di numerosi e qualificati autori (in alcuni casi protagonisti della nuova governance delle 4 Banche) che non si limita alla pur importante descrizione della creazione di quattro enti ponte le cosiddette Good Banks e di una bad bank. Una bad bank , detto per inciso, caratterizzata  da circa 10 miliardi di sofferenze e da una ricapitalizzazione a copertura delle perdite con un intervento di circa 3,6 miliardi di euro a carico del Fondo di Risoluzione.

Infatti, scorrendo le pagine di questo libro, si constata che il lettore viene condotto per mano attraverso capitoli che gli fanno ben comprendere e approfondire i diversi aspetti del tema generale della banking resolution e della tutela del risparmio, naturalmente con una adeguata focalizzazione sull’applicazione della nuova regolamentazione europea alle 4 Good Banks. Il disegno narrativo si completa, poi, con  una seconda parte che illustra compiutamente gli aspetti strategici gestionali e operativi della soluzione della crisi delle 4 Banche, mostrandone con ricchezza di dettagli i diversi aspetti per ciascuna di esse .

Vanno, infine, segnalate le pagine conclusive, ricche di riflessioni efficaci sulle determinanti dei dissesti bancari, sulla tempistica e sulle modalità di approccio del “sistema Italia” ai salvataggi bancari e sulle non poche criticità della cornice normativa, regolamentare e ambientale della risoluzione delle 4 Banche.

Alla luce di quanto finora detto si può certamente concordare con le affermazioni di Andrea Sironi, docente di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università Bocconi, che nelle sua Prefazione mette bene in evidenza le qualità di questo libro: la chiarezza espositiva e la coerenza tra i diversi contributi in cui l’opera si articola; la trasparenza con cui vengono descritti gli aspetti positivi, ma anche le criticità del lungo e faticoso percorso che ha portato alla crisi delle 4 Banche e alla sua successiva risoluzione; e, last but not least, il fatto di proporsi come paradigma esperienziale di riferimento per le future crisi bancarie . Per l’ex Rettore della Bocconi non sono, infatti, trascurabili le lezioni che si possono trarre dalla lettura delle pagine di questo libro in termini, sia di efficacia del lavoro svolto da Istituzioni, organismi di governance delle Banche e singole persone fisiche; sia di valutazione del fattore dei tempi concessi per la gestione della crisi; sia, infine, dell’importanza cruciale di una buona governance come strumento di controllo e di gestione.