L’export Aretino nel primo semestre 2019

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Un’anticipazione elaborata dall’ufficio studi della Camera di Commercio sui dati provvisori relativi al secondo trimestre 2019

Nel primo semestre 2019 il valore delle esportazioni della provincia di Arezzo è cresciuto complessivamente di oltre 754 milioni di euro (+23 % in termini percentuali) rispetto allo stesso periodo del 2018, attestandosi a circa 4,015 miliardi di euro.

Il saldo commerciale presenta un avanzo di 1, 317 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2018 (1,104miliardi di euro).

Dai dati provvisori elaborati dall’ufficio studi della Camera di Commercio emerge una significativa crescita dei metalli preziosi, con un valore complessivo di 1,598 milioni di euro. Il settore, nel secondo trimestre 2019, fa registrare un +51%, migliorando il già rilevante risultato positivo del primo trimestre (+40%) e chiudendo il semestre a +46% .

Occorre tuttavia estrema prudenza nel valutare questi dati in quanto la crescita deriva sopratutto dai consistenti acquisti effettuati dagli istituti bancari europei e dagli  investitori privati che considerano  il metallo prezioso come “bene rifugio” per eccellenza. Un evidente segnale del previsto prossimo rallentamento dell’economia mondiale.

E i massicci acquisti stanno ovviamente incidendo anche sul prezzo dell’oro: sulla base dei fixing pomeridiani della London Bullion Market Association, il metallo  presenta una crescita media , da gennaio a giugno 2019, del 5,1% in dollari e del 6,3% in euro. Se spostiamo l’orizzonte al settembre 2019 (in attesa dei dati export del terzo trimestre) la crescita media raggiunge il +21% in euro ed il +17%  in dollari.

Si tratta di valori in grado di condizionare anche la gioielleria ed oreficeria aretina, che comunque dopo il risultato positivo del primo trimestre (+18%), conferma il segno positivo anche per il secondo trimestre (+4%) portando il dato del primo semestre ad un +11%  ed attestandosi a più di un miliardo di euro di esportazioni (per l’esattezza 1.051 milioni).

Il confronto con gli altri due distretti orafi nazionali evidenzia per il polo di Arezzo una crescita semestrale più alta sia di Alessandria (+10%)  che di Vicenza (+3%). Analizzando i  principali mercati di riferimento dell’export orafo aretino per il primo semestre 2019, si evidenzia la ripresa della crescita del nostro mercato più importante, gli Emirati Arabi Uniti con un export  complessivo pari a 290 milioni di euro, (+14,8%). Positivo anche l’andamento di Hong Kong, 159 milioni di euro  (+9,8%, ) e della Turchia, 92 milioni di euro (+3,9%). Gli  Stati Uniti con una valore complessivo pari a quasi 84 milioni fanno registrare un rilevante +31%. Interessante anche l’exploit del mercato canadese che, con circa 20 milioni di euro, ha una crescita del 107% ed entra nella top dei 10 mercati più importanti per la gioielleria aretina.

Positivo anche il comparto della moda che, dopo la forte flessione del primo semestre 2018 (-17%) ha una performance positiva del +5%. che comunque non permette ancora un pieno recupero sui valori del 2017. Positivi, fatta eccezione per    il tessile, tutti i comparti: abbigliamento +(6%) , pelletteria (+5%) e calzature (+8%).

Crescono anche la quasi totalità degli altri settori con un risultato importante per le apparecchiature elettriche (+30%) ed i prodotti prodotti chimici (+7%). L’intero comparto manifatturiero è ovviamente il più rilevante per l’export aretino con un valore complessivo pari ad 3,915 miliardi di euro grazie al determinante apporto del binomio metalli preziosi-gioielleria (2,649 miliardi).

Arezzo quindi conferma di essere una delle province più orientate all’export a livello nazionale: un primato che induce l’Ente camerale a proseguire nella sua azione di supporto alla internazionalizzazione delle imprese del territorio.

Proprio ieri infatti si è tenuta in Camera di Commercio  una  Country presentation dedicata al Lussemburgo con ospite l’ambasciatore del Granducato in Italia Paul Duhr ed il Console Onorario Stefano Cacciaguerra Ranghieri.

Un’ economia, quella lussemburghese, che presenta interessanti opportunità in settori innovativi ad iniziare dalle ICT, per proseguire con la logistica, le bio-tecnologie e la ricerca scientifica. L’incontro, con la presenza delle massime autorità cittadine, ha offerto ai molti imprenditori presenti un’importante panoramica sulle opportunità commerciali che il Lussemburgo può offrire anche in ragione della vicinanza e della interoperabilità con i mercati tedesco, olandese e francese.