Cessioni di rami d’azienda in Ubi Banca

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I poli coinvolti da queste esternalizzazioni sono ubicati in Lombardia, nelle Marche, a Cuneo e a Bari

Il primo grosso problema che i Sindacati si trovano ad affrontare nel Gruppo UBI nel mese di settembre, è la volontà aziendale di cedere rami d’azienda della società UBISS – UBI Sistemi e Servizi, così come comunicatoci a fine luglio.

Si parla di duecento lavoratori, cento dipendenti diretti di UBISS e quasi un altro centinaio che lavora sempre in questa azienda – in regime di cosiddetto “distacco” – ma che è dipendente di UBI Banca; circa duecento lavoratori che verrebbero ceduti ad Accenture Services e a BCube SpA entro fine anno. I poli coinvolti da queste esternalizzazioni sono ubicati in Lombardia, nelle Marche, a Cuneo e a Bari.

La FABI e tutti i sindacati hanno espresso a luglio, e confermato ora, la decisa contrarietà ad una operazione industriale che, per vari motivi, sembra non avere alcuna logica.

La FABI di Arezzo, anche se i più di cento lavoratori locali di UBISS – tutti provenienti da quello che era il Gruppo BancaEtruria – non risultano coinvolti in questa operazione, è in allerta e molto preoccupata; chiede massima chiarezza alla Capogruppo, perché anche i lavoratori UBISS di Arezzo hanno il diritto di conoscere dove sta andando la propria azienda, cosa c’è dietro a queste esternalizzazioni, perché tutta questa fretta, cosa aspettarsi.

Dopo tutte le vicissitudini che i dipendenti BancaEtruria hanno già subìto, non si meritano di certo questa nuova preoccupazione. Senza fare il processo alle intenzioni, non vogliamo pensare che il Gruppo UBI si stia indirizzando  sulle cessioni di pezzi di azienda, come semplicistica modalità per diminuire la forza lavoro.

La FABI e tutti i sindacati del Gruppo UBI, che hanno coinvolto le proprie Segreterie Nazionali, sono al momento in attesa di un incontro coi massimi vertici aziendali.

Fabio Faltoni

FABI Federazione Autonoma Bancari Italiani