SALUTE: MUGNAI (FI), MINISTRO INTERVENGA PER DEBELLARE BATTERIO KILLER

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“Lo scorso mese di giugno l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso una valutazione del rischio di diffusione in Toscana di batteri Gram-negativi, appartenenti soprattutto alla famiglia degli Enterobatteri e alla specie Klebsiellapneumoniae, che risultano resistenti ai carbapenemi (es. imipenem e meropenem), farmaci fondamentali per la cura delle infezioni gravi causate da batterimulti-resistenti. Nella regione il batterio è stato rintracciato in 546 portatori sani, 64 sono i pazienti risultati positivi ai controlli con sepsi in corso e di questi 17 sarebbero deceduti a causa del batterio killer; e che delle 64 infezioni, la metà è localizzata nel nosocomio di Cisanello a Pisa”. Così, in una nota, il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Stefano Mugnai che ha presentato un’interpellanza urgente al ministro della Salute.
“La minaccia di contaminazione – aggiunge – e quindi di epidemia, si potrebbe ridurre, non solo attraverso un uso di farmaci appropriati in pazienti positivi, ma soprattutto attraverso una operazione di precauzione e prevenzione, attraverso idonei indumenti di protezione e quindi la sorveglianza microbiologica rappresenta il primo filtro di contenimento delle infezioni. La trasmissione e diffusione del super batterio, infatti, può avvenire anche tramite contatto diretto o indiretto con il paziente o l’ambiente, materiali e dispositivi medici contaminati. Il ministro della Salute chiarisca celermente quale sia lo stato di diffusione del batterio e quali misure intende mettere in atto per contenere il rischio infettivo a partire della Toscana”.

Roma, 9 settembre 2019
All’On. Ministro Roberto Speranza
Ministro della Salute

Oggetto: interrogazione sui casi di infezioni da batterio “New Delhi” nei nosocomi della Toscana

Il sottoscritto parlamentare

Visti in premessa i seguenti atti e documenti:
1) La Circolare del Ministero della Salute del 26 febbraio 2013 con oggetto Sorveglianza, e controllo delle infezioni da batteri produttori di carbapenemasi (CPE), dove viene segnalata la presenza e diffusione nel nostro Paese di batteri Gram-negativi,appartenenti soprattutto alla famiglia degli Enterobatteri e alla specie Klebsiellapneumoniae, che risultano resistenti ai carbapenemi (es. imipenem e meropenem), farmaci fondamentali per la cura delle infezioni gravicausate da batterimulti-resistenti
2) la circolare diramata dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute in data 30 maggio 2019 all’indirizzo degli Assessorati alla Sanità delle Regioni a Statuto Ordinario e Speciale e delle Province Autonome di Trento e Bolzano avente oggetto Epidemia di Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi produttrici di metallo-beta-lattamasi New Delhi (New Delhi metallo-beta-lactamase – NDM) nell’Area nord-occidentale della Toscana, nella quale si certifica , a partire dal novembre 2018 la presenza di una epidemia da batterio New Delhi in Toscana, ma circoscritta agli ospedali della zona nord ovest della regione;
3) il pronunciamento dell’Istituto superiore di sanità (ISS) diffuso in data 6 giugno 2019 e avente oggetto Resistenza agli antibiotici: una valutazione del rischio sui casi in Toscana in cui tra le altre cose si legge: «NDM ha un alto rischio di diffusione tra le strutture sanitarie europee e la presenza di un focolaio in una zona altamente turistica come la Toscana porta a un elevato rischio di trasmissione transfrontaliera. Infine, vista l’endemia di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi in corso in Italia, il rischio di diffusione di NDM-producing CRE viene considerato alto (e moderato per gli altri Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo)»;

4) il Decreto dirigenziale della Regione Toscana n.12772 del 26-07-2019 Indicazioni regionali per il contrasto alla diffusione di Enterobacterales produttori di metallo-beta lattamasi di tipo New-Delhi”, con la quale la Regione Toscana ha costituito un nucleo di esperti con competenze multidisciplinari per produrre un documento di indirizzo allo scopo di contrastare la diffusione del patogeno a livello regionale

Considerato che:
Nel corso del 2018 a livello regionale si è rilevata una riduzione del 18% dei batteri produttori di carbapenemasi rispetto all’anno precedente (dato migliore della media italiana) ma a fronte di questo dato favorevole, negli ultimi mesi dell’anno passato e nei primi mesi del 2019, in un’area geografica definita del territorio regionale (Area Vasta Nord Ovest) si è registrato un aumento di positività oltre l’atteso di batteri dell’ordine Enterobacterales produttori di metallo-beta lattamasi di tipo New Delhi (CPE-NDM) che li rende resistenti a gran parte degli antibiotici disponibili;

La Regione Toscana ha diffuso i dati disponibili sulla epidemia, e che saranno forniti due aggiornamenti alla settimana per rendere pubblici gli esiti dei controlli sui pazienti, e che ad oggi la situazione è la seguente, ovvero il batterio è stato rintracciato in 546 portatori sani, 64 sono i pazienti risultati positivi ai controlli con sepsi in corso e di questi 17 sarebbero deceduti a causa del batterio killer; e che delle 64 infezioni, la metà è localizzata nel nosocomio di Cisanello a Pisa;

Valutato che la trasmissione e diffusione del super batterio può avvenire tramite contatto diretto o indiretto con il paziente o l’ambiente, materiali e dispositivi medici contaminati. Rischio di trasmissione attraverso le mani degli operatori sanitari, e che il rischio di maggiore trasmissione si ha in presenza di diarrea, incontinenza, procedure mediche invasive e ferite;

E che i pazienti colonizzati da enterobatteri produttori di carbapenemasi che vengono dimessi dall’ospedale e trasferiti in strutture di cure intermedie, riabilitative o sociosanitarie possono diffondere l’infezione in questi ambienti, nella maggior parte dei casi inadeguati ad isolare pazienti infetti; ma che l’allarme diffusione si estende anche ai familiari e a i caregivers dei malati;

Considerato che la minaccia di contaminazione e quindi di epidemia, si potrebbe ridurre, non solo attraverso un uso di farmaci appropriati in pazienti positivi, ma soprattutto attraverso una operazione di precauzione e prevenzione attraverso idonei indumenti di protezione e che quindi la sorveglianza microbiologica rappresenta il primo filtro di contenimento delle infezioni;

Interroga per conoscere

Quale sia la situazione e la diffusione dell’infezione da batterio NDM in Italia, ed in particolare del focolaio toscano;

Cosa intende fare il Ministero per sorvegliare e contenere il rischio infettivo a partire della Toscana.

Stefano Mugnai