Le pari opportunità per il comune di Arezzo.

7

Una riflessione di Erica Rampini. Assessore del comune di Monte San Savino e il sostegno della sindaca Eleonora Ducci

Da pochi giorni è nata la commissione pari opportunità della provincia, nel cui bando si legge che le nomine delle componenti devono essere fatte anche dalle conferenze zonali. Avviene così che la sottoscritta si candida con il sostegno di 5 comuni (di cui due vicini al centrodestra) su 6 della zona aretina. L’unico contrario è il comune di Arezzo, il quale vuole imporre, oltre ogni regola democratica, la propria assessora alle pari opportunità. Colei che risiede anche in senato e che pare voglia fare incetta di posti, (con la Lega in calo chissà quando le ritocca) proprio alla faccia delle pari opportunità e della democrazia. Ma fin qui nulla di male, si fa per dire, infatti la detentrice di questa delega non ha mai fatto nulla sul tema: non esiste più l’ufficio smantellato proprio dalla giunta Ghinelli, non esistono atti o delibere attinenti a questo tema, se non dei patrocini, che come si sa non si negano a nessuno, non esistono iniziative nè l’8 marzo né il 25 novembre, né in qualsiasi altro giorno dell’anno, direttamente organizzate dall’amministrazione. Inoltre nel suo mandato al senato non si è occupato del tema e anzi ha sostenuto fermamente il ddl Pillon fortemente osteggiato da donne anche di destra. Mi chiedo dunque che ruolo svolgono le competenze, che peso diamo alla meritocrazia. E posso ben dirlo di fronte ai due curriculum pubblici e inviati alla segreteria. Ma nulla, il Comune va avanti ostinato, perché il nome viene imposto dall’alto e lei ne vuole fare parte. Ma una domanda sorge spontanea: come mai il comune non ha una sua commissione?! Come mai in questi anni questi tema non è stato trattato ed adesso nasce tutto questo interesse?!

Aggiornamento: La scadenza per presentare i nomi da bando è l’11 settembre, oggi arriva una convocazione della zona per il 17 settembre. Come per dire se non va lei, non va nessuno, mettendo anche in difficoltà le zone di casentino e valtiberina che hanno già scelto il loro nome.

“Il Casentino ha già scelto il proprio nome per la nomina nella neo istituita commissione pari opportunità della provincia di Arezzo, ci auguriamo che la convocazione tardiva della zona socio sanitaria, che dovrà indicare i nomi individuati dai tre ambiti di Arezzo Casentino e Valtiberina , sia solo una svista e non una manovra studiata a tavolino”. La sindaca Eleonora Ducci, membro di diritto della commissione e responsabile Anci Toscana per il contrasto alla violenza di genere, interviene sul conflitto in corso relativo alla scelta delle nomine da parte dell’ambito socio saniatrio aretino  “Vorrei fare un appello alla collegialità  invitando a valutare, vista la non condivisione sul nome, il curriculum delle candidate ispirandosi così al principio di meritocrazia. L’assessora alle pari opportunità del comune di Arezzo, indicata per la nomina nonostante 5 comuni su 6 abbiamo espresso la loro preferenza per Erika Rampini, non si è mai occupata concretamente  del tema oggetto della commissione mentre l’assessora Rampini ha una comprovata esperienza sul tema delle pari opportunità, non solo a livello istituzionale ma anche per la sua formazione, unita a una sensibilità non comune ”. La scadenza per presentare i nomi è l’11 settembre, ma ieri è arrivata una convocazione della zona per il 17 settembre. “Ci auguriamo che questo ritardo non sia frutto di una decisione presa in mala fede ma di una semplice svista, poiché l’indecisione della zona aretina rischia di impedire anche le altre nomine  ” ha concluso la Ducci.
Eleonora Ducci