La moda s’impegna per le donne: l’iniziativa per raccogliere fondi per la ricerca “Tumore al seno”

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La sfilata promossa dalla maison Scervino e la boutique Sugar per l’associazione Andos di Ilaria Ciuti

L’abito da sera di alta moda è un abito bustier a cuore rosa e rosso, tempestato di ruches in organza, frastagliate come la corolla di un fiore. Lo ha creato Ermanno Scervino per chiudere la maxi sfilata, Pinkheart, da 5 mila spettatori a ingresso libero, organizzata ieri sera, in piazza Grande a Arezzo, dalla maison della femminilità e delle donne di successo, Ermanno Scervino, insieme alla boutique Sugar, il negozio aretino di Beppe Angiolini, sponsorizzata da Comune e Regione.

L’abito da sera sintetizza l’animo dell’occasione per cui è stato creato: cuore, bellezza, forza e amore per la vita. Come le donne di Andos, l’associazione nazionale donne operate al seno, 5 delle quali sfilano, a testimoniare che la vita continua,insieme alle 25 modelle.

È dedicata a raccogliere fondi per Andos la passerella rosa passione che, al posto della lizza, attraversa la piazza ancora allestita con le gradinate della recente Giostra del Saracino dedicata a Leonardo da Vinci, dove siedono migliaia di spettatori invitati dalla conduttrice della serata, Filippa Lagerback, a versare un’offerta per Andos.

Gli sbandieratori della Giostra aprono la serata, dopo l’abito da gran sera creato per l’occasione, sfila la collezione invernale 2019-2020 di Scervino, arricchita da qualche capo e tocco speciale.

Chiude nella notte tinta di rosa, suggerendo che una vera chiusura non c’è mai, «Senza fine». La canta lei, Ornella Vanoni e ancora, «Che cosa c’è», «Perdersi», «Domani è un altro giorno». ù

Gli spettatori se ne vanno portandosi dietro un vasetto di erica rosa in ricordo della serata. Poi la cena per 150, tra cui Luciana Littizzetto, Martina Colombari, Marco Columbro, Paola Barale.

Contenti, gli artefici della serata, per aver sostenuto le donne che hanno subito lo choc dell’operazione al seno e per aver dato testimonianza della nuova era in cui le sfilate escono dalla nicchia degli addetti ai lavori per diventare sempre più popolari.

«La moda deve essere a fianco di chi affronta la malattia, sono felice che abbiano sfilato anche le donne che hanno raccontato con stile di avere vinto la sfida», dice Ermanno Scervino.

E non è vero che il vestito sia un frivolo cencetto: «Sotto, ci sono sentimenti e emozioni, dobbiamo dare il nostro contributo a prevenzione, cura e ricerca», aggiunge l’ad della maison Toni Scervino.

E Beppe Angiolini, che in questa occasione ha trovato con entusiasmo la tendenza più forte di tutte: «È giusto stare al fianco di chi combatte la battaglia per la vita. Grazie al coraggio delle donne»