Progetto di ampliamento di San Zeno, il fermo no dei consiglieri Romizi e Caporali

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“Nessuna esigenza reale. L’unica strada è la diminuzione dei rifiuti”

“Bene il contraddittorio pubblico, come richiesto dalla Regione Toscana, ma se fossimo stati noi al governo della città, non avremmo mai dato l’ok ad Aisa per l’ampliamento di San Zeno”.

Lo dichiarano i consiglieri comunali Francesco Romizi (Arezzo in Comune) e Donato Caporali (Pd), i quali ribadiscono la loro contrarietà al progetto di riposizionamento dell’impianto di recupero dei rifiuti urbani. Come evidenziato dalla delibera della Regione, che ha esaminato la proposta di Aisa, il progetto prevede un sostanziale e sensibile incremento dell’attività di recupero della frazione organica da raccolta differenziata.

Alcune delle osservazioni pervenute in Regione, anche da parte di un comitato di cittadini, sottolineavano la necessità di attivare lo strumento dell’inchiesta pubblica al fine di garantire la massima trasparenza all’operazione. La Regione ha optato invece per il contraddittorio, individuando quattro possibili criticità: aspetto sanitario, aumento degli inquinanti in atmosfera, incertezze degli impatti cumulativi in base alle altre aziende presenti nella zona, provenienza dei rifiuti (con la prospettiva che l’impianto debba sobbarcarsi lo smaltimento di rifiuti da fuori provincia e fuori regione).

“Il progetto va abbandonato, chiuso in un cassetto – spiegano Romizi e Caporali. La quantità di rifiuti che arriva al termovalorizzatore è già in calo e la strada più logica da seguire è quella legata all’implementazione della raccolta differenziata, che però richiede una volontà politica chiara e convinta. Non c’è nessuna esigenza reale che imponga un aumento consistente, da 45mila a 75mila tonnellate, della spazzatura destinata a essere incenerita a San Zeno. Per quanto ci riguarda, diciamo no al tentativo di fare business con lo smaltimento dei rifiuti, mettendo a rischio anche la salute dei cittadini”.