E’ il momento che UBI riconosca il ruolo centrale di Arezzo all’interno dell’istituto

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In autunno saranno due anni che BancaEtruria è stata assorbita in UBI Banca.
All’epoca, ci fu un diffuso malcontento – a partire dalla FABI di Arezzo – per non aver ottenuto la sede della Macroarea Toscana-Umbria-Lazio, che venne assegnata a Roma.
Guardando all’oggi, è opportuno tornare su quel tema.
Di 7 Macroaree nelle quali è suddivisa la rete territoriale di UBI Banca, la nostra è la 3^ per numero di filiali (244), dopo Marche-Abruzzo e Bergamo-Lombardia Ovest. Nella stessa zona geografica, la vecchia Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio aveva già 144 sportelli, pari al 58% delle attuali filiali UBI.
La Toscana, rispetto a tutte le province italiane di insediamento UBI, è la 5^ regione per numero di filiali con ben 92. Non solo, ma fra tutte le province italiane, quella di Arezzo è al 9°/10° posto per quota di mercato in base al numero di filiali (20%) e per quota di mercato sui depositi.
Così, anche guardando ai numeri, la richiesta di spostare ad Arezzo la sede della Macroarea Toscana – Umbria – Lazio non è una rivendicazione campanilistica fine a sé stessa, ma ha un suo senso logico, rafforzato dal fatto che qui aveva la sua sede BancaEtruria, grazie alla quale UBI è entrata con forza in Toscana.
A quanto detto, possiamo aggiungere la rilevanza di Arezzo per il mercato dell’oro, confermata di recente da Cristian Fumagalli, il nuovo responsabile della nostra Macroarea, oltre che il pregio e la funzionalità degli immobili in Corso Italia e in via Calamandrei.
Infine, a Fumagalli diamo il benvenuto, con la certezza che si renderà presto conto della grande professionalità dei dipendenti, come ha pure riconosciuto di recente il suo predecessore Silvano Manella; non solo, ma avendo appreso di una sua passata familiarità con Arezzo, perché non lavorare assieme per portare da noi la sede della Macroarea?
Fabio Faltoni, sindacalista in UBI Banca e segretario provinciale coordinatore della FABI