LA SEZIONE COMUNALE DELLA LEGA RISPONDE ALLE POLEMICHE SUL RARO FESTIVAL.

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Dopo giorni di polemiche provenienti da più parti sul Raro Festival e sul lavoro svolto dalla Fondazione Guido d’Arezzo, arriva la risposta della sezione comunale della Lega che commenta così:
” Non su tutto si può fare un’analisi di primo pugno traendo conclusioni affrettate. Ci sono progetti ambiziosi, come quello del Raro Festival, che meritano un’analisi più ampia e profonda che tenga conto di più fattori. Intanto ricordiamo che è il primo anno di questo progetto e già si hanno avuti risvolti positivi sulla città. Infatti, oltre al pubblico presente alle varie serate che ha movimentato Arezzo in un mese di solito “spento”, vanno considerate anche le persone che hanno lavorato a questo evento, che per giorni hanno sostato in città.  Sostato significa aver usufruito di alberghi, ristoranti e servizi vari, producendo “movimento ” economico.  C’è poi un altro aspetto, meno “venale” ma non meno importante che è quello dell’incremento socio-culturale della città i cui effetti dovranno essere giudicati negli anni, o comunque in un lasso di tempo sicuramente più ampio delle prime serate di un un’evento nuovo. Dobbiamo considerare ciò come un importante passo avanti per una città che non ha niente da invidiare ad altre, che ha forti potenzialità intrinseche e che devono emergere con iniziative nuove e di élite,  in un mercato culturale che richiede sempre di più, in cui bisogna distinguersi. Il lavoro della fondazione ha proprio questo obiettivo: far emergere culturalmente Arezzo e di conseguenza farla  emergere anche economicamente. Non dimentichiamo inoltre che la Fondazione ha ridotto al minimo il proprio personale per lasciare più spazio agli eventi.
Tutte le iniziative di successo che sono poi diventati appuntamenti fissi ed emblema di città, anche a livello internazionale, sono partite da una scommessa forte e da investimenti importanti. Investire negli eventi culturali significa investire anche nel futuro di Arezzo e nel suo sviluppo sociale ed economico i cui effetti si vedranno nel tempo, non è con le sterili polemiche che si fa il bene della città”.