Tanti segue Toti e lascia Forza Italia. Dopo lunghi mesi di tensione, la potente assessore Lucia Tanti ha rovesciato il tavolo uscendo da Forza Italia.

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Come aveva piu’ volte spiegato, anche via social, ha seguito il destino del suo leader Toti che dopo mesi da separato in casa, ha annunciato la scissione definitiva da Berlusconi.

Una scelta difficilissima, che lascia Forza Italia senza rappresentanti nella giunta Ghinelli e che contemporaneamente espone il sindaco ad una crisi che ogni giorno diventa piu’ vicina.

La scissione dei totiani è stata senza dubbio agevolata da Silvio Berlusconi, che in poche ore ha messo all’angolo l’ex consigliere politico “licenziandolo” da coordinatore attraverso una nota stampa, senza nemmeno aspettare la fine della riunione in cui dovevano formalizzarsi le dimissioni.

“Ognuno per conto suo, buona fortuna a tutti”, ha detto ai giornalisti l’ex delfino. L’assessore Tanti, che da tempo era noto non aspettasse altro (del tema si era parlato a seguito delle intercettazioni effettuate dalla procura e pubblicate sui giornali) lo ha già seguito.

“Non posso negare che ero certa finisse così, ma ora che è finita così a prevalere è un sentimento forte di sconfitta misto a dispiacere. Forza Italia rinuncia al cambiamento necessario e mortifica ogni possibilità di futuro. Non ci sono più le condizioni per andare avanti. La scissione è inevitabile e credo proprio che Giovanni Toti vada sostenuto nella sua scelta di coraggio. Oggi finisce una storia gloriosa ed entusiasmante e per me ne inizia una nuova insieme a Giovanni Toti e a quella parte di Forza Italia che insieme a lui costruirà una proposta politica rinnovata, forte e coerente alleata lealmente con Giorgia Meloni – con la quale mi auguro si possa collaborare in maniera sempre più sinergica- e Matteo Salvini”.

Una scelta pericolosa, visto che c’è già chi vede Toti destinato al dimenticatoio politico, insieme agli altri due ex delfini che negli anni passati hanno sfidato il Cavaliere: Gianfranco Fini e Angelino Alfano, che pure se ne andarono portando con sé numeri e nomi ben più importanti.

Il nuovo movimento a cui sembra dovrebbe aderire la nostra assessore si chiama “L’Italia in crescita” ed ha visto una convention già dal 6 luglio scorso al teatro Brancaccio di Roma. Avrebbe dovuto essere la rampa di lancio del nuovo soggetto, ma le assenze importanti si notarono già allora piu’ delle presenze.

Per il momento in Parlamento, la pattuglia “totiana” può contare sicuramente su otto deputati (Manuela Gagliardi, Osvaldo Napoli, Claudio Pedrazzini, Daniela Ruffino, Giorgio Silli, Alessandro Sorte, Stefano Benigni e Vittorio Sgarbi) e quattro senatori (Massimo Berruti, Paolo Romani, Gaetano Quagliariello e Luigi Vitali).

Già questi numeri, se non si trovano spazi e consensi maggiori, sarebbero sotto alle soglie minime per dar vita a gruppi autonomi.

A questo c’è da aggiungere che una rilevazione commissionata da Berlusconi a Renato Mannheimer, ha stimato il nuovo partito non oltre il 2% dei consensi. “Toti non riesce ad avere né un’identità politica in grado di drenare consensi al leghisti, che insisterebbero su Salvini, né una fisionomia moderata capace di attrarre i forzisti, sostanzialmente ancora legati a Berlusconi”, ha spiegato il sondaggista a Il Secolo XIX. L’istituto Piepoli, invece, accredita una nuova forza guidata da Toti al 4% circa, un valore comunque troppo basso per spostare gli equilibri nel centrodestra.

I numeri parlano da soli e se questi hanno una valenza nazionale, non oso pensare alla loro proiezione su un territorio come il nostro. Un salto nel vuoto e senza rete di protezione.