Maltempo Arezzo: su danni al Bagnoro e Via Romana gravi responsabilità del Comune

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I progetti e le risorse per la messa in sicurezza del Valtina erano già pronti nel 2014, se qualcuno se ne è dimenticato, questo è il Sindaco che farebbe bene a chiedere scusa ai cittadini e a lasciare l’incarico.
Le minoranze comunali del PD e di Arezzo in Comune ritengono che le responsabilità di questa parte dei danni subiti dal territorio siano ascrivibili alla giunta.
L’ondata di maltempo eccezionale che ha colpito Arezzo nelle giornate di sabato e domenica,  ha lasciato cicatrici profonde alla nostra amata città e il nostro primo pensiero e solidarietà va quindi alla popolazione colpita negli affetti e nelle proprietà.
Vogliamo ringraziare gli operatori della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, tutte le forze di sicurezza intervenute anche da altre città toscane, volontari e semplici cittadini; sicuramente senza il loro aiuto la situazione sarebbe stata ben peggiore, ma, nonostante ciò, la conta dei danni è ingente e molti aretini devono vedere la propria vita tornare alla normalità, normalità a cui non potrà più tornare però la persona deceduta ad Olmo.
Nelle zone più colpite sono caduti più di 200 mm di pioggia in 24 ore, una vera e propria calamità naturale, dovuta ad un cambiamento climatico sempre più allarmante. Riteniamo al proposito che i tanti giovani che in questi mesi si sono impegnati per la salvezza del pianeta terra debbano ricevere molto più ascolto, ma anche atti concreti per garantire il cambiamento, rispetto quanto fatto fin ad oggi.
La vastità del fenomeno degli allagamenti ad Arezzo di strade, sottopassi, fondi, cantine e resedi, anche ove i millimetri di pioggia non hanno rivestito carattere di eccezionalità, deve imporre una riflessione sia sulla mancata o inadeguata manutenzione di canali stradali, caditoie e tombini, la cui competenza è esclusivamente comunale; sia su un coordinamento preventivo adeguato ad affrontare l’emergenza imminente.
Forse poco poteva essere fatto nelle zone più colpite dal maltempo  come per le frazioni di Olmo, Policiano, Rigutino, Frassineto, Madonna di Mezzastrada e Pieve a Quarto, ma molto poteva e doveva essere fatto al fine della prevenzione di danni e disagio, soprattutto in città, dove un’adeguata e indispensabile manutenzione del reticolo idraulico minore e delle caditoie avrebbe evitato molto danni.
Un grave danno arrecato alla città da questa ondata di maltempo ha riguardato però la frazione di Bagnoro con il devastante allagamento delle abitazioni e dell’antica Pieve di Sant’Eugenia che rappresenta un patrimonio artistico culturale del nostro territorio, dovuta all’esondazione del Torrente Valtina.
Non possiamo non mettere di fronte alle proprie gravi responsabilità amministrative chi di competenza, in testa Sindaco Ghinelli e Assessore all’Ambiente Sacchetti e ai Lavori Pubblici Gamurrini, che non hanno dato attuazione ai due interventi predisposti sul Valtina, il rifacimento dei ponti e la cassa di espansione.
La precedente amministrazione ha lasciato in eredità il progetto esecutivo e il finanziamento per il rifacimento dei due ponti sul torrente Valtina, per un importo di euro 165 mila, per aumentare la portata del torrente e dare maggiore sicurezza all’abitato, ma a distanza di quattro anni non sono ancora realizzati: ebbene proprio in corrispondenza di questi ponti si è verificata l’esondazione del torrente.
Per quanto riguarda le casse di espansione va evidenziato che la precedente amministrazione, dopo aver realizzato quella sul Castro e concluso il percorso progettuale e finanziario di quella del Bicchieraia, ha lasciato i progetti definitivi relativi ad una cassa di espansione a monte dell’abitato del Bagnoro sul Torrente Valtina, dal costo di  1.900.000 euro e per il Torrente Sellina di 2.854.610 euro. Questi due interventi assolutamente necessari e presenti nel piano delle opere pubbliche ereditato, sono stati spostati di anno in anno, (nonostante priorità 1 che vorrebbe dire alta), sono stati sempre rimandati. Per quanto riguarda la sistemazione idraulica di via Romana, dopo gli eventi del 2013 fu attivato un percorso progettuale, inserito nel piano delle opere pubbliche ed è poi scomparso, come gli altri interventi sono scomparsi dal Documento operativo per la difesa del suolo Dods.
L’amministrazione Ghinelli è stata totalmente inconcludente nel reperire contributi  in ambito regionale e nazionale dove sono state allocate risorse significative per il rischio idraulico fatto di una gravità inaudita per quanto poi accaduto, preferendo una spesa di 6 milioni di euro per realizzare la nuova caserma dei vigili urbani, con cui si sarebbe potuto sistemare dal punto di vista idraulico la zona interessata dal Valtina e dal Sellina, quindi la zona del Bagnoro e di Via Romana. Per questo sono opportune le dimissioni.