Artifici retorici dello shivaismo tantrico, di stile dionisiaco, la lotta pornografica dei Greci e dei Latini…

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Abbiamo tutti letto ieri la presa di posizione del consigliere Angelo Rossi, peraltro giunta dopo quella di Agnelli sindaco di Castiglion Fiorentino.

Una posizione rumorosa nella forma, ma essenziale, anzi direi doverosa nella sostanza: la richiesta di costituzione di parte civile in un chiarimento col sindaco, se si dovesse arrivare ad un rinvio a giudizio sull’affare Coingas.

La richiesta di costituzione di parte civile è in questo caso, un atto politico di smarcamento. Una presa di distanza da una inchiesta che rischia di rendere torbida la politica.

Onestamente non ci ho trovato una grande novità e neppure una posizione così dirompente.

Stamani appare un articolo su un quotidiano cittadino, in cui si ribalta la posizione di Forza Italia, che parrebbe non essere piu’ interamente rappresentata in questa richiesta.

Salvo il particolare (che tutti hanno notato) che le dichiarazioni di ieri siano state condivise nei social da tutti i consiglieri del gruppo comunale, nell’articolo si accosterebbe questa presa di distanza dalle parole di Rossi, al parlamentare Stefano Mugnai.

Raggiunto telefonicamente però, smentisce qualunque dichiarazione in proposito. Della vicenda si è occupato poco, continua ad occuparsene poco e men che meno pensa di rilasciare dichiarazioni. La vicinanza fisica del suo nome all’apparente defilarsi del gruppo, è solo un artificio retorico.

A questo punto il gioco di società diventa divertente.

Quale parte di Forza Italia non si riconosce nelle dichiarazioni pubblicate ieri da Arezzo Notizie?

Non è difficile immaginare (ma è immaginazione di chi scrive) che l’unica residua fetta del partito di Silvio che non concorda con queste posizioni, sia quella dell’assessore Tanti: la stessa che evidentemente sta cercando di tirare il freno a mano. Peraltro l’assessore è ormai in una posizione, che per sua stessa dichiarazione, si prepara alla scissione assieme al nuovo leader Toti.

Insomma un po’ di gossip canicolense, in attesa che settembre ci riporti sulle scale del tribunale, a raccontare una caso che continua ad avvelenare il palazzo.

Paolo Casalini