L’analisi degli eventi secondo gli esperti di Arezzo Meteo

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Abbiamo sentito in qualche intervista, politici aretini usare il termine “auto-rigenerante”. Non serve imparare la parola e basta senza poi capirne il significato. Noi ci proviamo a spiegarlo in poche parole e ci rendiamo come sempre disponibili a tutto,già lo facciamo con amore in diverse testate giornalistiche locali, cosi la prossima volta (speriamo mai) si riuscirà a capirne il funzionamento. Secondo noi la strada giusta da intraprendere è quella di capire determinate condizioni scientifiche, sopratutto nei livelli più alti del sistema.

Proviamo a spiegarvi:

Un temporale auto-rigenerante, come quello che ha stazionato per l’intero pomeriggio ad Arezzo, tende a rigenerarsi autonomamente per lo scontro continuo di una massa di aria calda umida e una fredda.

Cosa ha bloccato il temporale a Cesa,Olmo e nel modo specifico l’area più vicina ad Arezzo della Valdichiana?

I rilievi di Lignano hanno fatto il suo “sporco” lavoro, e pensare che sono rilievi bassi poco superiori agli 800mt. L’aria che impattava nei rilievi aumentava di intensità scaricando ancora di più l’umidità trattenuta, ecco perchè a Ottavo e vicinanze ha scaricato molti mm, zone che sono rimaste per ore sopravento.
La cella si è “incastrata” in una modalità che capita veramente raramente, (tempi di ritorno 150 anni). Non oso immaginare se tutta questa configurazione si “incastrava” dentro l’imbuto Aretino con la trattenuta di Poti e simili. Arezzo città deve sul serio ringraziare i rilievi a sud-ovest che hanno permesso di limitare l’acqua in arrivo, sfavorendo ovviamente le zone esposte.Subito dopo i rilievi troviamo le zone di Santa Firmina Bagnoro ecc,ecc, li la cella di poco è riuscita a oltrepassare. Ricordate, più energia c’è in giro e più questi fenomeni possono nascere, quest’ultima era presente in enorme quantità.

Lorenzo Sestini by Arezzo Meteo