Arezzo Casa: il futuro affidato ad un notaio

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Il Coordinamento provinciale Pd contesta la decisione del Comune di Arezzo di “saltare” il confronto politico e di affidarsi ad un  notaio per cambiare, burocraticamente e a suo favore, lo statuto di Arezzo Casa

E’ davvero singolare come il Comune di Arezzo  stia pensando di risolvere la fase di stallo del rinnovo del Consiglio d’amministrazione di Arezzo Casa. Contraddicendo lo statuto rivisitato poco più di un anno fa che aveva approvato senza titubanze, il 26 luglio ha  deciso di richiedere una convocazione urgente dell’Assemblea straordinaria (fissando anche la data)  per la modifica dello Statuto sul punto relativo alle modalità di elezione del CdA.

Il Comune di Arezzo continua quindi a ricalcare con disinvoltura il modello Coingas, ricorrendo stavolta non ad un avvocato ma a un notaio il cui parere sembra sbarrare la strada al voto segreto.

Il Pd ritiene che la politica non sia un tribunale e che si debba procedere con il confronto e non con pareri legali che vengono poi utilizzati come vincolanti e capaci di rendere vano il confronto politico e istituzionale. Siamo abituati ad una politica molto diversa, fatta di confronto, mediazioni, nel rispetto delle maggioranze e minoranze ma in quest’ultimo periodo dobbiamo, nostro malgrado constatare, che la politica per il Comune di Arezzo è ben altro.

Consapevoli dei numeri in loro favore, gli esponenti del centro destra continuano a muoversi con arroganza, con decisioni unilaterali non negoziabili che non lasciano nessun spazio alla dialettica politica.